Gabriel Garko: vado a Sanremo perché sono un incosciente

L’attore racconta (solo a Sorrisi) perché ha accettato di entrare nel cast del Festival di Carlo Conti

Foto: Gabriel Garko  - Credit: © Pigi Cipelli

26 Gennaio 2016 | 14:41 di Barbara Mosconi

Quando pochi giorni fa è stato annunciato il suo nome, migliaia (anzi milioni) di telespettatrici avranno gettato un gridolino di gioia. Gabriel Garko, uno dei volti più amati, famosi e belli della fiction italiana, sarà al Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti, Virginia Raffaele e Madalina Ghenea. Il conto alla rovescia per vederlo in elegantissimi abiti firmati puntare gli occhi verdi sulla telecamera e annunciare con voce ammaliante cantanti e canzoni è già iniziato. Subito, a scanso di equivoci, Garko dichiara a Sorrisi: «Sono al servizio dello show».  

Per lei Sanremo è...
«Uno spettacolo enorme, che deve far sognare la gente. Deve stupire, emozionare e far cantare».

In effetti si canta pure...
«Nel senso che la canzone è qualcosa che dà emozione, dà tutto. Al Festival ci sono brani bellissimi, ma c'è anche il meglio dell'intrattenimento per il pubblico. Sanremo è un concentrato massimo di tutto».

È mai stato a Sanremo, intesa come città?
«Diverse volte. I miei abitavano in Liguria, non lontano: ci andavo spesso».

La prima volta?
«Avevo 16 anni, trascorsi lì un'estate e mi divertii come un pazzo. Era la prima vacanza in cui potevo uscire da solo la sera, con una bella compagnia di amici. Iniziavo a essere un ometto».

È mai stato al Festival di Sanremo?
«Mai, nemmeno in platea. E ora entro direttamente dal palco...».

L'avrebbe mai detto?
«No. Negli anni passati a chi mi chiedeva: ?Farebbe Sanremo??, rispondevo: ?Mai!?. E invece nella vita mai dire mai».

Perché il «mai» è diventato «sì»?
«Ho detto ?sì? perché c'è Carlo Conti. Mi fido di lui, lo stimo molto, ha una bell'aura, è una persona positiva, affidabile».

L'hanno chiamata «valletto». Offeso?
«Non voglio fare polemica, nessuno in Rai mi ha definito ?valletto?. È stato detto da alcuni come una provocazione che non raccolgo. Poi se dimostrerò di fare il valletto avranno ragione. E se dimostrerò altro?».

Di fatto ha un contratto da co-conduttore. Che significa?
«Che presentiamo insieme, io e Carlo e Madalina e Virginia».

Carlo Conti quando l'ha chiamata?
«Qualche mese fa. È stato molto spiccio, mi ha detto: ?Devi condurre Sanremo con me?».

E lei?
«Gli ho risposto: ?Sei pazzo!?».

E poi?
«Gli ho chiesto. ?Quanto tempo mi dai per pensarci??».

Quanto ci ha pensato?
«Un giorno. E la risposta è stata da totale incosciente quale sono. Non ci ho più ripensato. Io quando dico ?sì? è ?sì?, in questo sono un po' all'antica. È come con una stretta di mano».

È stato difficile mantenere il segreto?
«Molto, non l'ho detto neanche ai miei genitori, l'hanno saputo la scorsa settimana dopo la conferenza stampa del Festival».

Come hanno reagito?
«Mia mamma mi ha chiesto i biglietti perché vuole venire a vedere lo spettacolo in teatro».

Lo sa che Sanremo è il palco più «radiografato» e bersagliato della tv?
«Certo, per questo ho detto che sono un incosciente. Lì ti ?radiografano? e bersagliano per tutto, anche se non c'è motivo. Ma cosa mi possono dire più di quello che mi hanno detto finora?».

A oggi che cosa prova pensando di salire su quel palco?
«Vorrei chiedere: ?C'è un bagno??».

Paura?
«E vorrei vedere...».

La paura più grande?
«Non ne ho una precisa, le paure sono tante. Il Festival dura quattro ore a sera per cinque sere consecutive, non credo che riuscirò a rilassarmi. Non so proprio cosa significa calcare un palcoscenico del genere, posso solo immaginarlo».

Sta ripassando il dizionario del Festival di Sanremo?
«Qualcosa ho ripassato, anche se quando mi hanno chiesto qual è stato il vincitore dell'anno scorso ho risposto Lorenzo Fragola (invece ha vinto Il Volo, ndr)».

Ha già provato la frase: «Dirige il maestro...».
«Certo, l'ho cercata su YouTube e l'ho provata».

Il primo Festival di Sanremo di cui ha memoria?
«Mi ricordo Pippo Baudo, lo presentava sempre lui quando ero bambino».

Da bambino con chi guardava il Festival?
«Con la famiglia. Era un appuntamento, un programma che non potevi non vedere, non si parlava di altro. Anche oggi è inevitabile seguirlo, vuoi sapere cosa è successo, quali sono le canzoni, quali le gaffe della serata...».

Un ricordo divertente di Sanremo?
«Ho riso molto l'anno scorso quando Arisa era confusa perché aveva preso una pastiglia di antidolorifico e ha detto: ?Provatela tutti!?».

La canzone che per lei rappresenta Sanremo.
«?Ti lascerò? di Fausto Leali e Anna Oxa e ?Non ho più la mia città? di Gerardina Trovato».

Quella che vorrebbe cantare sul palco.
«Nessuna, come conduttore mi cimento con qualcosa che di solito non faccio, se mi metto a cantare diventano due e sarebbe troppo...».

Lei è intonato?
«Io? No! Non ho mai studiato canto, non canto neppure sotto la doccia».

E se invece lei fosse bravissimo con chi le piacerebbe fare un duetto?
«Con Jovanotti: mi piace molto, è un artista che ha saputo cambiare tantissimo».

Quando lei è triste ascolta...
«È il momento in cui ascolto meno la musica».

E quando è allegro?
«Brani che mi possano ricordare qualcosa del mio passato».

La più bella canzone d'amore?
«?Unchained Melody? dei Righteous Brothers, quella della colonna sonora del film ?Ghost?».

Serenate?
«Mai fatte e mai ricevute».

I concerti della vita?
«U2, Pink Floyd e Madonna».

Le «Top 3» della sua personale classifica.
«?I can explain? di Rachelle Ferrell,  ?Sere nere? di Tiziano Ferro, ?Wish you were here? dei Pink Floyd».

Fine. Anzi, no. Per le fan di Garko l'agenda è fitta anche dopo il Festival. Segnatevi il titolo della sua nuova fiction: «Non è stato mio figlio», otto puntate che vedremo in onda in primavera.