Home TvGaia Gozzi: «Grazie ad “Amici” ho capito che siamo noi la nostra rivoluzione»

Gaia Gozzi: «Grazie ad “Amici” ho capito che siamo noi la nostra rivoluzione»

Ha trionfato nell'ultima edizione del talent show e il suo album “Genesi” è tra i più ascoltati e venduti delle ultime settimane. Eccola nella nostra intervista

Foto: Gaia Gozzi

17 Aprile 2020 | 10:15 di Alessandro Alicandri

Lo scorso 3 aprile ha vinto il Serale di "Amici" in una delle edizioni più competitive di sempre. Gaia Gozzi era in finale con Giulia, Javier e Nicolai, tutti bravi e molto amati dal pubblico. Nella sfida finale con Javier la cantante ha ottenuto il 53% dei voti, conquistando così l'ambito trofeo.

Gaia, non ti aspettavi di vincere?
«Lo volevo tanto ma venivo già da un secondo posto a X Factor nel 2016, nella mia mente sentivo la maledizione dell'eterna seconda. Pensavo davvero di non farcela, che non piacessero le mie canzoni. Poi mi sono ricordata di vivere con gioia tutto quello che faccio e amo».

Così, ce l'hai fatta.
«Ho mantenuto alta la concentrazione, pur nella stanchezza e nella difficoltà di esibirmi senza pubblico. Mi hanno aiutato molto le parole di Maria pronunciate in finale».

Ti ha detto: "Tu hai già vinto, perché hai superato le tue paure”.
«Già. Arrivavo nella scuola con il terrore di essere fuori posto, terribilmente insicura».

Ricordo che indossavi un camicione di due taglie più grandi.
«I vestiti raccontano molto di me e anche di quell'insicurezza. In questi mesi ho scoperto di avere più forza nelle mie capacità. È difficile credere in un sogno quando fallisci da giovanissima».

Nel percorso del serale hai trovato un po' te stessa.
«Totalmente. “Amici” è un percorso che ti forma a livello professionale ma soprattutto a livello mentale. Qualcuno ha detto che in quei mesi ho trovato la mia femminilità, ma non sono d'accordo».

In che senso?
«Nel senso che non mi piace che una donna debba per forza trovare la sua "femminilità”, come se fosse una cosa standard o stereotipata. Credo invece di aver trovato una nuova me, più espressiva, meno chiusa in me stessa. Più adulta, anche».

Durante il serale a causa di questa emergenza, hai fatto pochi duetti. Uno è stato con Emma e uno con Mahmood. Puoi parlarmene?
«Stimo Emma come donna prima ancora che come artista, mi sono sentita onorata di poterla conoscere e cantare con lei, mi ha infuso molta tranquillità perché è una donna generosa con un cuore grande. Su Mahmood che posso dire... è incredibile! È l'artista del nuovo pop italiano. Sento di aver un "mood" artistico molto affine al suo e cantare con lui è stato uno dei momenti più divertenti del serale».

Quando ripensi a te stessa durante X Factor, che sensazioni hai?
«Quella Gaia la vorrei abbracciare forte, dirle che andrà tutto bene e soprattutto le direi di farsi sentire».

Dopo X Factor le cose non andarono benissimo.
«Già! Continuavo a scrivere canzoni che non vedevano mai la luce. Così mi sono messa a studiare, cercando nuove energie nella musica».

Hai sentito Fedez dopo Amici, vero?
«Sì, ci siamo scambiati dei messaggi ringraziandolo per il suo post di sostegno sui social. È tra le prime persone ad avermi trattata non come una giovane ragazza entrata in un talent, ma come un'artista».

È vero che non hai mai studiato canto?
«Mai. Sono passata dai concerti in bagno da bambina guardandomi allo specchio, al palco del talent Sky senza intermediazioni. Nella scuola di "Amici" i professori e le mie due vocal coach Emanuela Cortesi e Raffaella Misiti sono state molto pazienti e materne».

Rimarrà indelebile nella memoria la scena in cui con le mani tese ti rivolgevi verso tutti. Chi volevi abbracciare?
«Maria innanzitutto. Sono una persona per natura molto "abbracciosa" e affettiva. La gioia è bella se la puoi condividere anche con un gesto umano. La situazione per ora non lo permette, ma ci sarà tempo per recuperare».

Adesso nel tuo futuro c'è l'album “Genesi” e il singolo “Chega”, che passa già molto in radio.
«Sono entrambi il frutto di una frase che mi ha accompagnato in questi anni, ovvero "Sono io la mia rivoluzione”. In quel disco ci sono le mie radici brasiliane, la mia famiglia e tutto di me».

"Chega" in portoghese ha due significati.
«Vuol dire "Basta!" ma significa anche "arrivare". Sembrano contrari ma sono due azioni consecutive. Prima il rifiuto di qualcosa che ti fa stare male e poi l’azione di scendere in strada alla ricerca di una nuova vita».

Quando hai capito per la prima volta che avresti potuto essere una cantante?
«Dopo X Factor, quando un periodo di crisi ho deciso di rimboccarmi le maniche. Quando arriva quella vocina da dentro che nel momento peggiore ti suggerisce di non fermarti, lì capisci che è proprio quello il tuo destino».

Prima di salutarci... quando hai visto la tua famiglia in collegamento dallo studio, una delle prime cose che hai detto è stata: "Sono molto fortunata". Sembra scontato, ma non tutti sentono di avere questa fortuna. Ci puoi spiegare perché l'hai detto?
«Ho dei genitori e delle sorelle che mi amano per quello che sono, innanzitutto. Mi hanno sostenuto in ogni modo anche se non è semplice, perché per arrivare da qualche parte nella musica si sono subiti il mio atteggiamento testardo, la mia sofferenza, hanno creduto nel mio sogno anche più di me a volte. Quando vedi che la famiglia ti sta accanto ma vuole anche che tu ce la faccia da sola... ecco, questa sì che è una vera fortuna».

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