Gerry Scotti: «I gialli di Agatha Christie mi ispirano nuovi giochi»

Torna il 29 agosto su Canale 5 con Caduta libera. E a Sorrisi dice: «Belle le vacanze, ma bello anche tornare alle proprie abitudini...»

Gerry Scotti
29 Agosto 2022 alle 08:10

Che l’estate stia finendo, e la prossima stagione tv iniziando, ce lo dice il sorriso rassicurante di Gerry Scotti, che dal 29 agosto torna a farci compagnia con le nuove puntate di “Caduta libera”, il preserale di Canale 5 coprodotto da Rti ed Endemol Shine Italy.

Allora Gerry, è pronto per ricominciare?
«La sensazione è di non avere mai smesso. Quest’anno c’è una ragione di più per dire “ricominciare”: c’è stata una lunga pausa della messa in onda, ci siamo fermati a dicembre per l’alternanza con “Avanti un altro!”. Anche se con il mio gruppo di lavoro sono rimasto costantemente in contatto».

Non si sente un po’ come uno studente al rientro a scuola?
«La sensazione è molto simile. Per me è sempre stato un momento di gioia tornare a scuola, all’università o alla radio. La vacanza è bella ma anche rivedere amici e colleghi, tornare alle proprie abitudini e frequentazioni, essendo io un po’ un “gatto di casa”. E sono 39 anni che “milito” a Mediaset, è come tornare a casa mia».

Veniamo alle novità. Avete cambiato studio?
«Ho visto smontare tutto lo studio e rimontarlo da un’altra parte. Abbiamo traslocato dallo studio 20 di Cologno Monzese allo studio 11 che ci contiene a malapena, ma che non dobbiamo condividere con nessuno e dove volendo possiamo registrare tutti giorni. Qui ho fatto “Buona Domenica” e “Chi vuol essere milionario?”, ho tanti bei ricordi».

Vedremo anche un nuovo gioco, “Dieci piccoli indizi”, che ricorda il romanzo di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani”. Di cosa si tratta?
«Il campione e lo sfidante si affrontano su un argomento, ricevendo di volta in volta un indizio diverso. I titoli dei miei programmi e dei giochi devono potersi spiegare in poche parole...».

In un vecchio promo la si vede in versione “Psyco”. Ha un debole per il brivido in bianco e nero?
«Io e i miei autori storici siamo cresciuti guardando i telefilm in bianco e nero di Hitchcock. Pensi che il grande regista accettò di girarli quando era all’apice del successo. Fu molto criticato, invece oggi lo ricordiamo anche per questo».

Torniamo ai giochi: come li ideate e collaudate
«Non ci mettiamo “a tavolino”. Me li propongono, ci gioco come se fossi un concorrente: se la prova non ci diverte, viene bocciato. Quest’anno in lizza ce n’erano quattro, tre li abbiamo eliminati».

Quelli nuovi prendono il posto dei vecchi?
«Ruotano, magari si vedono di meno. Per esempio “Parole al buio” il primo anno c’era tutti i giorni, ora una volta alla settimana».

Cercate sempre nuovi concorrenti. Com’è andata la “raccolta”?
«Abbiamo avuto una risposta impressionante. Prima su 10 mila persone che si prenotavano per fare il provino se ne presentavano ¬6 mila. Quest’anno 9.500! Così i nostri autori hanno avuto modo di scegliere».

Per la gioia del campione in carica Michele Marchesi, neuropsichiatra da Pavia, che ha superato i 275 mila euro in gettoni d’oro...
«Le dico solo che se nelle prossime settimane terrà duro in termini di presenze e vittorie, potrebbe diventare il secondo campione di tutti i tempi come vincita. Sapendo quanto è bravo, stiamo cercando di scegliere antagonisti alla sua altezza, abbiamo alzato l’asticella: vedrete sfide interessanti».

Anche lui è entrato nel suo cuore come Nicolò Scalfi e Christian Fregoni?
«Con i due campioncini c’era anche un affetto filiale. Michele è molto simpatico ed educato, ma sta molto sulle sue e a volte va pungolato, ma ha le caratteristiche del grande campione».

Diamo qualche numero. “Caduta libera” è arrivato a 11 edizioni in sette anni, a ottobre taglierà il traguardo delle 1.000 puntate. Che effetto le fanno queste cifre?
«È il grande miracolo della continuità. Sono uno di famiglia. Faccio subito casa, e per me è lo stesso. Il sentimento è reciproco».

Che cosa ha di speciale “Caduta libera” rispetto agli altri programmi che ha fatto?
«È arrivato in un momento in cui ci chiedevamo se continuare con i grandi classici del passato, come il “Milionario” o un’edizione nuova di “La ruota della fortuna” di Mike Bongiorno. Ero a Roma per condurre le ultime puntate di “Avanti un altro!”, prima di pranzo abbiamo fatto una riunione di cinque minuti: ci avevano chiamato da Barcellona per dirci che c’era questo programma bellissimo, che lo studio era pronto e potevamo registrare due puntate di prova. Ci siamo guardati con i miei autori e abbiamo preso un volo charter per Barcellona con tecnici e concorrenti al seguito. La mattina ho guardato come facevano gli spagnoli, il pomeriggio abbiamo registrato... e ora siamo a 1.000 puntate».

Per la millesima puntata avete qualcosa in mente?
«Festeggeremo come per la 500ª con una grande torta. Inoltre in quella settimana faremo una puntata speciale con tutti i campioni».

Quali altri progetti l’aspettano?
«Stiamo registrando “Tú sí que vales”, che andrà in onda in autunno. Tra gennaio e febbraio torneremo con “Lo show dei record” e a marzo con “Striscia la notizia”. La mia agenda è già tutta piena, difficilmente ci sarà spazio per grandi novità. Tecnicamente non ne ho il tempo, ma se lo dovessi trovare... magari qualcosa di nuovo lo faccio!»

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