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28 Agosto 2009 | 12:00

Gerry Scotti: «Riparto col Milionario, poi farò un talent show»

«Fa effetto rimettere calze e mocassini dopo tante settimane a piedi nudi». Gerry Scotti è reduce da tre mesi di vacanze. Uno stacco che sognava da anni. Ora, però, è tra i primi a tornare al lavoro: sarà in onda già il 31 agosto con «Chi vuol essere milionario». «Qualche giorno fa ero al supermercato […]

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Gerry Scotti: «Riparto col Milionario, poi farò un talent show»

«Fa effetto rimettere calze e mocassini dopo tante settimane a piedi nudi». Gerry Scotti è reduce da tre mesi di vacanze. Uno stacco che sognava da anni. Ora, però, è tra i primi a tornare al lavoro: sarà in onda già il 31 agosto con «Chi vuol essere milionario». «Qualche giorno fa ero al supermercato […]

28 Agosto 2009 | 12:00 di Redazione

Gerry Scotti (Foto Pigi Cipelli)
Gerry Scotti (Foto Pigi Cipelli)

«Fa effetto rimettere calze e mocassini dopo tante settimane a piedi nudi». Gerry Scotti è reduce da tre mesi di vacanze. Uno stacco che sognava da anni. Ora, però, è tra i primi a tornare al lavoro: sarà in onda già il 31 agosto con «Chi vuol essere milionario». «Qualche giorno fa ero al supermercato e delle signore mi hanno fermato: “Ma come si permette di star via tutta l’estate? A noi che cosa resta, a parte star qui con il carrello?”».
Che cos’ha risposto?
«Che avevo bisogno di staccare, e che l’estate è l’unica occasione per fare qualche viaggio con mio figlio Edoardo. Ma le signore in fondo avevano ragione: la tv italiana deve cambiare mentalità e accorciare le ferie».
Usando un gergo calcistico, come giudica la campagna acquisti di Canale 5?
«Buona, considerando i tempi non facili. Diciamo che noi non abbiamo dovuto vendere Kakà».
L’acquisto migliore della sua «squadra»?
«Federica Panicucci a “Mattino 5”. Da anni vado dicendo che sarebbe perfetta per la sera. Lo vede come mi danno ascolto?».
Nella nuova stagione di Canale 5 ci sono anche due reality, genere che lei non ama molto.
«Il “Grande Fratello” in Italia è comunque meglio che altrove. Certo, mi spaventa l’idea che venga allungato a cinque mesi. Non vorrei che per tenere alta l’attenzione alla fine si prendessero delle scorciatoie anche da noi».
Poi c’è il ritorno in grande stile di Paolo Bonolis.
«È un po’ come per un milanista ritrovare Nesta: un fuoriclasse che nell’ultima stagione ha giocato poco».
Tornerà anche con «Il senso della vita», un talk show di seconda serata. Lei non ha mai nascosto che le sarebbe piaciuto…
«La fermo subito. Primo: le cose che fa Paolo io non saprei farle. Lui ha un taglio più alto, io sono più confidenziale. Secondo: ci ho pensato a lungo, e mi sono reso conto di quanto sia bello e importante fare il preserale. Entri stabilmente nelle case della gente, diventi uno di famiglia. È una zona del palinsesto che mi piace occupare».
In estate nel preserale è stato sostituito da «Sarabanda» con Mammucari e Belen. Geloso?
«Geloso no, ma quando ho visto i risultati che portavano a casa nelle prime settimane ho iniziato a preoccuparmi. Sembrava che la mia faccia valesse quanto il sedere di Belen».
E invece riecco il «Milionario».
«Pensavo di portare delle innovazioni, poi mi sono ricreduto. Potevamo introdurre dei nuovi aiuti, come quello di un esperto in studio, ma li terrò per il 2010. Introdurremo una novità tecnologica: le riprese in formato panoramico 16:9. Molti hanno televisori di nuova generazione, che mi fanno sembrare più grasso. Così potrò entrare nelle case senza sembrare Magalli».
Si dice che ritorni «Passaparola».
«Ci stiamo pensando».
E poi c’è un «numero zero» registrato in estate.
«Ne ho testati diversi e quest’ultimo mi pare convincente. Potremmo lanciarlo in questa stagione. Introduce il tema della lotta tra i concorrenti».
Quest’anno niente «Corrida»: non tornerà prima del 2010 e probabilmente avrà un altro conduttore.
«Non ho molto da aggiungere, se non che mi dispiace, perché la “Corrida” ha rappresentato una delle avventure più belle della mia vita. Ma il format non appartiene a me e non ho voce in capitolo. Comunque, ho 53 anni e molte altre cose da fare».
Chi potrebbe condurla al posto suo?
«Chiunque sia, si prenderà una bella patata bollente».
Un nome.
«Enrico Brignano».
Condurrà la versione italiana di «America’s Got Talent». Lascia i dilettanti per andare a caccia di talenti.
«Il format, di grande successo in Inghilterra e Stati Uniti, me l’avevano messo sotto il naso tante volte. Ora è arrivato il momento».
Grazie anche a Maria De Filippi, che però resterà dietro le quinte.
«Quando ti butti in un’avventura del genere, sei in Formula 1. E in Formula 1 non vinci se ai box non hai a disposizione i migliori. Io e Maria ci siamo visti a cena prima dell’estate e ci siamo intesi al volo. Del resto siamo due pavesi, testardi e perfezionisti. E lei è una delle persone più illuminate e rispettose sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano».
Che cosa invidia alla De Filippi?
«La capacità di mantenere un apparente distacco in ogni situazione, e di lasciarsi andare quando le cose prendono una certa piega. Senza perdere credibilità».
Torniamo al programma. Come s’intitolerà da noi?
«Le ipotesi sono tre: “Italy’s Got Talent”, “Italiani che talento” e “Gerry Scotti Talent Show”».
L’ultimo sembra lontano dal suo stile misurato.
«Vero. Ma non mi dispiace l’idea di mettere il mio timbro di garanzia su un talent show. È un modo per dire: “Qui di raccomandati non ce ne sono”».
C’era proprio bisogno di un altro talent show?
«Io dico di sì. “Amici” e “X Factor” coinvolgono una base di artisti molto piccola: solo cantanti e ballerini molto giovani. Ad “Amici” se hai 38 anni sei un nonno. Da noi potrà candidarsi chiunque abbia un talento, anche se ha 99 anni. Maria De Filippi mi ha detto di avvertire questo ostacolo, nel suo programma. E so che apprezza la mancanza di regole della “Corrida”».
Si potrebbe pensare che le differenze con la «Corrida» non siano molte.
«Sbagliato. Qui ci vuole molto talento, non basta essere pittoreschi. Sarà dura trovare i 120 veri artisti che ci servono».
Lei sarà il padrone di casa, ma ci saranno tre giurati, come a «X Factor». Chi vorrebbe in quel ruolo?
«Renato Zero, Sabrina Ferilli e un attore di teatro di alto livello per sparigliare. Gabriele Lavia, magari».
Così rischia di spaventare il pubblico più giovane.
«Il successo di Mara Maionchi a “X Factor” dimostra che non conta l’età, ma la personalità».
Dicono che la tv sia in crisi perché i ragazzi preferiscono Internet.
«L’unica avversaria della tv è la tv stessa. Una volta c’era solo quella generalista, ora c’è il digitale terrestre, Sky, i decoder con la memoria interna per registrare i programmi preferiti e saltare la pubblicità. Sarà difficile, in futuro, fare il 25% di share».
A un talk show tutto suo ha rinunciato definitivamente?
«Non in assoluto. A me continua a mancare un chiacchiericcio confidenziale intorno all’ora di cena, e sono convinto che prima o poi debba provare a fare qualcosa di diverso da un game show. Mi piacerebbe avere uno studio arredato come una casa e dialogare con gli ospiti mentre preparo la cena per loro. Sarebbe un modo nuovo per dare la linea al tg».