Gerry Scotti: «Virginia mi ha già fatto innamorare»

L’amatissimo conduttore ci parla del suo nuovo ed emozionante ruolo, quello di nonno

Gerry Scotti è da poco diventato nonno della piccola Virginia. Nata il 15 dicembre 2020 a Milano, è figlia di Edoardo Scotti e della moglie Ginevra Piola  Credit: © Pigi Cipelli
18 Febbraio 2021 alle 08:48

È un nonno entusiasta, Gerry Scotti. Il 15 dicembre è nata Virginia, figlia di suo figlio Edoardo e della moglie Ginevra. Alla foto postata sul suo profilo Instagram sono seguiti complimenti e felicitazioni da fan e colleghi. Il modo migliore, questo, per spazzare via i primi mesi dell’inverno, quando Gerry è stato ricoverato a causa del Covid.

Come sta ora?
«Bene. Faccio parte di quel gruppo di persone che lo ha avuto tosto, ma a cui è passato velocemente, senza strascichi. Non mi posso lamentare. Anzi... diciamo che l’adrenalina per l’arrivo della piccola Virginia mi ha aiutato più di qualsiasi medicina!».

Partiamo dal nome: Virginia. Quanto è stato felice di sapere che si sarebbe chiamata come lei, visto che il suo vero nome è Virginio?
«Loro sapevano che ci tenevo ma non volevo obbligare né mio figlio né tantomeno sua moglie a esaudire un mio desiderio. Già avere una nipotina era un regalo bellissimo! Per un po’ hanno citato anche altri nomi, poi ho visto una serie di sorrisi complici tra gli sposi, e ho scoperto la scelta, senza pressioni mie. Sono molto contento perché è un modo di far rivivere il nome che con me non ha “vissuto”, visto che dai 13 anni io sono per tutti Gerry! È anche molto più bello declinato al femminile».

Immagino che non sia potuto andare in clinica a vedere la bambina dopo il parto.
«No, infatti, non si è potuto. Mio figlio e mia nuora sono stati “tamponati” al momento del ricovero a Milano e io sono sempre rimasto in contatto con loro via telefono. Nel pomeriggio del 15 dicembre, alle ore 17, ho ricevuto la prima mitica foto della neonata che ogni tanto mi vado a rivedere. Anche se me ne arrivano dieci ogni giorno, quella rimane sempre lì, la numero uno! È stata un’emozione fortissima, soprattutto per me, figlio unico che ha a sua volta avuto un figlio unico. Cuore di nonno...».

Assomiglia agli Scotti, Virginia?
«Questo lo lascio dire a Ginevra, la mamma, che sostiene ci sia molto della nostra famiglia in lei. Se lo dico io mi monto la testa! Ci sono grandi tracce di mio figlio, e spero che da me abbia preso poco o niente! Sicuramente sarà alta perché i genitori sono alti, anche l’altro nonno lo è, quindi questa dovrebbe essere una certezza. E se si dice “altezza mezza bellezza” un motivo ci sarà».

La vede spesso?
«Dopo i primi giorni in cui sono andato a vederla abbastanza di frequente, ho cercato di non “intasare” le visite perché eravamo sotto Natale e c’erano tanti parenti e amici che volevano vedere la bambina. Evitavo di aggiungermi se c’erano degli ospiti. Adesso che siamo a due mesi di vita di Virginia sto andando un po’ più spesso, sempre rispettando le regole. Ci togliamo le scarpe, laviamo con cura le mani, le disinfettiamo con il gel e teniamo la mascherina. Ha tutto un sapore particolare, di quest’epoca. E sì, le ho dato un bacino sulla testolina, ma vista la situazione cerco di evitare, aspettando il momento in cui potrò sbaciucchiarla liberamente!».

Inizia già a interagire con lei, a quasi due mesi?
«La vedo reagire alle luci, ai suoni, ai rumori. Secondo mio figlio e mia nuora riconosce la mia voce perché dalla prima sera in cui è tornata a casa ha sempre fatto la poppata delle 19 sentendo “Caduta libera”. Loro ci scherzano su, ma poi i piccoli queste cose le ricordano. Probabilmente lei mi ricorderà istintivamente per la voce e la fame! Essendo io un buongustaio, siamo a posto! Mi sono anche illuso che quando le parlo da vicino, lei giri la testa come a riconoscermi. C’è da dire che mi ero già illuso con mio figlio, che la prima parola che ha detto è stata “pappa” e non “papà”!».

Parliamoci chiaro: quanto la vizierà questa piccola?
«Credo di aver viziato un pochino Edoardo: ha avuto qualche vantaggio ma non mi ha mai chiesto cose folli. Però qui c’è un rischio: io sono un po’ più vecchio, un po’ più tenero, lei è una bambina... sta ai genitori evitare che la vizi troppo».

Così scarica su di loro la responsabilità, però.
«In realtà do loro un consiglio: bisogna farne subito un altro di bambino! Forza ragazzi, datevi da fare! Così io potrò dividere i vizi su due nipoti».

Come erano i suoi, di nonni?
«Mio nonno Italo era il panettiere del paese e l’altro, Pierino, era un contadino. Il primo era severo mentre l’altro era affabile e bonario».

Che ricordo ha di loro?
«Quando andavamo a trovarli il fine settimana, mio nonno Pierino cucinava per tutta la famiglia al posto della nonna. E quando stavo in campagna per cinque giorni di fila, solo con i nonni, per me era una gioia, come andare a Disneyland. Poter vedere le mucche, i cavalli, i carretti, i conigli, le galline, andare a prendere le uova e tagliare la lattuga era un momento che sognavo e aspettavo. E ricordo la lista di “no” di mia mamma: non mangiare l’aglio, non assaggiare il vino… Ma appena andava via lei succedeva il contrario!».

Porterà Virginia in campagna?
«Ho due cugini coltivatori e lo dico qui pubblicamente: sappiate che vi porterò la bambina appena possibile!».

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