Gianluigi Nuzzi: «Ho condotto “Quarto Grado” dal balcone»

Il giornalista spiega come, positivo al Covid, ha deciso di andare in onda da casa. Con tanto di colbacco

Gianluigi Nuzzi
28 Gennaio 2022 alle 08:50

Ha condotto la puntata di "Quarto Grado" del 14 gennaio al gelo del terrazzo della sua casa milanese. Gianluigi Nuzzi, risultato positivo al Covid, ha presentato il programma in modalità “smart working”. E i telespettatori, e i social, si sono subito molto incuriositi sul colbacco indossato...

Gianluigi, cominciamo dall’inizio: non ha avuto paura di prendere freddo e peggiorare la sua condizione?
«Intanto ora sono negativo e il Covid me lo lascio alle spalle. Quello del venerdì è un appuntamento importante con il nostro pubblico e il collegamento via Skype non sempre garantisce una buona qualità audio-video. Non è che io poi emerga per indiscussa bellezza, per cui ho insistito perché almeno l’immagine fosse buona. Quando anche Alessandra Viero è risultata positiva, allora abbiamo deciso che io conducessi dal terrazzo in diretta e lei via Skype. A farmi venire questa idea sono state le mie origini napoletane da parte di padre. Mi sono detto: dobbiamo trovare una soluzione al problema. E ci siamo arrangiati molto bene».

Avrà messo in subbuglio il palazzo. Anzi, il quartiere.
«La puntata è andata avanti nella sicurezza assoluta. Gli operatori hanno rispettato le distanze perché erano posizionati sul balcone del vicino e indossavano regolarmente le mascherine. Sì, i condomini erano incuriositi. Le persone dei palazzi di fronte guardavano dalle finestre. Non dimentichiamoci che quella sera, fuori, la colonnina di mercurio segnava 1 grado sottozero».

E i suoi familiari?
«È stata una piacevole serata anche per moglie e figli. La troupe televisiva, che arrivava da Pescara, ha portato le salsicce e gli arrosticini abruzzesi e quindi, nella pausa, abbiamo mangiato tutte queste delizie».

Ma quel colbacco “sovietico” dove l’ha preso?
«L’avevo comprato in un’azienda di Novara che mi aveva fatto conoscere l’amico Giuseppe Cruciani. A fine dicembre ero stato con i miei figli in Lapponia, con temperature che scendevano a -35 gradi. Non lo avevo ancora riposto nell’armadio, e mi ha fatto molto comodo!».

Come ha resistito a condurre con quel gelo?
«Solette termiche nelle scarpe, intimo termico: calzamaglia e maglietta. E poi giacca e cravatta… Ero vestito a strati».

I social si sono scatenati...
«Queste reazioni mi hanno piacevolmente colpito. Apprezzo i commenti, anche ironici, quando capisco che dall’altra parte non c’è acredine, spigolosità».

C’è una critica che l’ha ferita in passato?
«Ci rimango male quando mi dicono che non sorrido mai. Intanto, nel mio programma c’è poco da stare allegri... Però io rido e scherzo molto con i miei amici e con i miei figli. E, per quanto permaloso, mi lascio prendere in giro da chi mi vuole bene».

Oltre a "Quarto Grado" a cosa sta lavorando?
«Sto scrivendo un libro in uscita ad aprile in cui parlerò di sesso e violenza, un fenomeno che interessa e preoccupa gli italiani».

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