Home TvGli incontri di Maurizio Costanzo: con Corrado la battuta era sempre dietro l’angolo

Gli incontri di Maurizio Costanzo: con Corrado la battuta era sempre dietro l’angolo

Corrado Mantoni ha attraversato il mondo della radio e della tv con ironia ed eleganza

Foto: Corrado e Maurizio Costanzo insieme sulla copertina di Sorrisi uscita nelle edicole nell’autunno del 1997

05 Luglio 2019 | 14:42 di Maurizio Costanzo

Corrado Mantoni, meglio: Corrado o dell’ironia, infatti Corrado è stato certamente il conduttore televisivo, ma anche autore di programmi, più ironico che abbia frequentato a lungo i teleschermi. A 20 anni dalla sua scomparsa, Canale 5 ha mandato in onda l’ultima puntata che Corrado ha registrato de “La Corrida”. Risaliva al 1997 e come valletta c’era Lorena Bianchetti, che abbiamo poi imparato a conoscere e apprezzare alla guida di “A Sua immagine”.

Corrado, romano, con genitori di origini marchigiane, quando è morto aveva 74 anni ed era malato di un tumore ai polmoni. L’ho conosciuto che ero giovanissimo e volevo fare la radio o la televisione. Lo andai a trovare in via Asiago, dove Corrado aveva cominciato come annunciatore e lettore del giornale radio. Lo riprendevano, ogni tanto, per il suo accento romano, fino a che se ne andò e tentò il grande salto, sostituendo Silvio Gigli, indimenticabile regista radiofonico, nel curare programmi di grande ascolto. Lui si occupò di “Radio naja” e di “Rosso e nero”.

Non possiamo dimenticare che “La Corrida” (cioè i “dilettanti allo sbaraglio”) nacque programma radiofonico nel 1968. Mantoni lasciò la radio solo nel 1980. Ricordo che una volta eravamo, lui e io, io giornalista e lui già “Corrado”, fuori da via Asiago dove c’è la sede Rai della radio e stavamo parlando, quando si fermò un camion e l’autista si rivoltò verso di lui e gridò in romanesco: «A Cora’ li mort…». Un epiteto, comunque, affettuoso, se così possiamo dire. Ma è strano come il destino mi abbia fatto incontrare Corrado più volte nel mio cammino professionale.

Come quando, nel 1984, nacque “Buona Domenica” per Canale 5: fummo chiamati a condurne, ogni settimana, un’ora ciascuno. Ci vedevamo agli studi al Palatino e ho imparato tanto da quel Corrado che, sempre per Canale 5, ha poi fatto a lungo “Il pranzo è servito”.

Ma prima, in Rai, era stato sempre Corrado a inventare, se non vado errato, la prima “Domenica in”. L’ha condotta per tre edizioni di 39 puntate ciascuna, dalle 14.00 alle 19.50. Adesso, la “Domenica in”, comincia alle 14.00 e finisce alle 17.30. Grazie alla ironia alla quale facevo cenno, Corrado non ha preso mai le cose di petto, ma, come si dice a Roma, “di profilo”, cercando di sdrammatizzare con una battuta, ironizzando anche quando l’argomento poteva apparire serio.

Sì, mi è piaciuto molto seguire Corrado e frequentarlo, di tanto in tanto. Ho conosciuto anche il fratello, Riccardo Mantoni, che è stato regista di molti programmi radiofonici e suo co-autore: “Corima” (cioè Corrado e Riccardo Mantoni). Insieme hanno scritto programmi per Paolo Bonolis e Luca Laurenti, ma anche, se ricordo bene, nel 1983, proposero (e Corrado condusse) “Ciao Gente”, in cui lanciò Dario Ballantini, ora storico inviato di “Striscia la notizia”, dove esegue le sue imitazioni stralunate ma azzeccate.

Già, “La Corrida”. Quando Corrado venne a mancare, alcune volte incontrai sua moglie, Marina Donato, che si interrogava se dare o meno i diritti de “La Corrida”. Poi, negli anni, “La Corrida” è stata riproposta da Gerry Scotti e, più recentemente, su Raiuno da Carlo Conti. Pensate che di Mike Bongiorno solo Fabio Fazio ha rifatto, una volta, anni fa, “Rischiatutto”, ma mai, ad esempio, è stato riproposto “Lascia o raddoppia” o “La ruota della fortuna”. Non so cosa voglia dire, ma certamente rinforza l’idea di quanto Corrado sia stato trasversale nella platea.

Alcuni anni fa, se ben ricordo nel 1998 o 1999, avendo visto in televisione uno spettacolo con Luciano Pavarotti, José Carreras e Placido Domingo, mi venne l’idea di riproporre in televisione tre tenori di diverso genere, cioè: Mike Bongiorno, Corrado e Raimondo Vianello. Questa stessa formula l’ho riproposta proprio quest’anno, sempre su Canale 5, con Paolo Bonolis, Gerry Scotti e Carlo Conti. Allora come adesso, accanto a me c’era Enrico Mentana.

Una volta eravamo a Salsomaggiore a ritirare un premio. Ero arrivato in treno, Corrado, come sempre, in macchina. Dico “come sempre” perché per anni, vivendo a Roma, ha condotto programmi televisivi a Milano, andando su e giù per l’autostrada. A Salsomaggiore, dicevo, mi disse: “Torniamo insieme in macchina, che vai a prendere il treno?”. Accettai. A metà percorso, a notte fonda, la macchina di Corrado si ruppe e dovemmo aspettare che un automobilista di buon cuore chiamasse il carro attrezzi e ci trainasse fino alla cittadina più vicina. Per farla breve, sono arrivato a Roma alle prime luci dell’alba, dopo una notte abbastanza indimenticabile.

Concludo raccontando di quando rilasciai una intervista dopo la sua morte e raccontai che Corrado poco prima mi aveva detto: «Io sono più grande di te: se ti dovesse capitare di commemorarmi, ti prego, fallo senza fronzoli».

Voglio aggiungere due momenti di Corrado. Il primo nel 1967 quando, in televisione, a “Sabato sera”, insieme a Baudo, Mike e Tortora, si lasciò andare a un balletto molto divertente. Ma desidero anche ricordare qualche sua piccola parte nel cinema, come nel 1951 in “Bellissima” per la regia di Luchino Visconti.