Home TvGli incontri di Maurizio Costanzo: Sandra Mondaini e Raimondo Vianello alle loro nozze vollero soltanto me

Gli incontri di Maurizio Costanzo: Sandra Mondaini e Raimondo Vianello alle loro nozze vollero soltanto me

Il giornalista racconta a Sorrisi la sua amicizia con Sandra e Raimondo

Foto: Maurizio Costanzo, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello  - Credit: © Gpress/Lapresse

19 Luglio 2019 | 15:33 di Maurizio Costanzo

Questa settimana voglio raccontarvi alcuni episodi che riguardano il mio rapporto con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Vianello, innanzitutto, abitava molto vicino all’ufficio della Mondadori dove lavoravo, in via Veneto. Ci vedevamo spesso, perciò, in quel tratto di strada. Diventammo amici. E infatti, nel 1963, Raimondo mi fu “compare d’anello” al mio primo matrimonio. Insistette nel dirmi, dopo, che il prete all’altare aveva sbagliato discorso. Forse aveva ragione, perché mi separai dopo poco tempo. Però io fui l’unico giornalista a essere invitato, con fotografo, al loro matrimonio. Non mi fidavo e infatti guardai in un confessionale dove scovai un altro fotografo che fu, mi dispiace per lui, allontanato.

Qualche dato: Sandra Mondaini è nata nel 1931 a Milano ed è morta a Milano il 21 settembre del 2010. Raimondo Vianello è nato nel 1922 ed è morto a Milano il 15 aprile del 2010. Lei è sopravvissuta pochi mesi alla morte del marito. Raimondo morì per un blocco renale. In una puntata di “Bontà loro” raccontò alla sua maniera (cioè facendo divertire tutti) che un primo medico gli aveva detto che i suoi reni erano a posto. Quando poi si è sentito male una seconda volta, la prima cosa che ha detto fu: “E ora chi glielo dice a quel dottore?”. In questa frase, malgrado raccontasse un episodio grave della sua vita, c’è tutta l’ironia che conosciamo. Pensate che quando sui giornali di gossip usciva la notizia di qualche presunto flirt di Sandra, lui la mattina la svegliava fingendo di suonare il violino a capo del suo letto. Anche Sandra, però, rimproverava a Raimondo vere o presunte distrazioni. Su questo terreno si consolidò il loro grande amore e nacque l’esilarante battibecco di un programma televisivo, “Casa Vianello” che riguardava proprio Sandra e Raimondo: ricorderete certamente la coppia di «Che barba, che noia», che  rappresentava alla perfezione come erano loro nella vita di tutti i giorni.

Non hanno avuto figli e questo è stato un loro grande cruccio. Ma, e questa è la loro grandezza d’animo, hanno ospitato in casa un’intera famiglia di filippini che poi alla loro scomparsa sono diventati i loro eredi. Non proverò nemmeno a raccontare quanto hanno fatto professionalmente, sia Sandra sia Raimondo, perché ci vorrebbe un numero speciale di Sorrisi. Lei, se non vado errato, debuttò in teatro nel 1949 con “Ghe pensi mi” con Tino Scotti e Franca Rame. E già nel 1955 entrava come soubrette nella compagnia di Macario. Il padre di Sandra si chiamava Giacinto “Giaci” Mondaini ed era un umorista. Sandra partecipò anche a un’operetta alla fine degli Anni 60, “La principessa della Czarda” accanto a Elio Pandolfi, per la regia di Vito Molinari e con i dialoghi adattati da Achille Campanile. Ma del loro repertorio così vasto, mi piace dire alcune cose. Che, per esempio, nel 2001 Sandra incise un cd di canzoni dedicate a Gorni Kramer, che è stato un grande musicista e direttore d’orchestra anche in televisione. Mi ricordo che fu Marcello Marchesi, amico di famiglia, che la spinse a cominciare a recitare in teatro e Sandra fu la prima che, nel teatro di rivista, ha fatto nascere il ruolo della soubrette divertente. Prima la soubrette era la padrona della passerella, la prima ballerina e, a volte, cantava. Sandra rivoluzionò completamente il ruolo, diventando anche un’attrice comica in duetto con l’attore comico della compagnia. Fu questa caratteristica a rendere indimenticabile l’intesa di Sandra e Raimondo. Anche in anni più recenti, quando le separazioni si fecero frequenti specie nel mondo dello spettacolo, e malgrado momenti difficili e gelosie reciproche, Sandra e Raimondo sono stati insieme per tutta la vita senza mai allontanarsi.

Mi piace anche ricordare che Sandra e Raimondo nei primissimi Anni 70 lavorarono insieme, tra l’altro, in “Sai che ti dico?” del 1972, “Tante scuse”, del 1974, “Noi… no!” del 1977, “Io e la befana” del 1978, “Stasera niente di nuovo” del 1981. L’ultima fatica è stata un film per la televisione, “Crociera Vianello”, del 2008, dopo la quale lei annunciò l’addio alle scene. Mi torna alla mente un episodio malinconico che però dice quanto Sandra e Raimondo fossero legati. Raimondo era morto, mia moglie (Maria De Filippi, ndr) aveva cominciato a fare televisione e aveva conosciuto Sandra Mondaini. Una volta le telefonò, e a un certo punto Sandra si interruppe e gridò: «Scusa, Raimondo, sto parlando con Maria!». Evidentemente Raimondo non era mai uscito del tutto da quella casa.

Provo un grande dispiacere come spettatore per il fatto che Sandra e Raimondo non ci siano più, e che non ci siano nemmeno un’altra Sandra e un altro Raimondo. Non so se nella vita, anche se la loro popolarità era enorme, abbiano avuto il riconoscimento che meritava il loro talento, ma sono portato a credere che fossero comunque soddisfatti del lavoro che avevano fatto e di come questo era stato accolto dal pubblico.