Guido Meda e la MotoGP 2023

Prima tappa il Gran Premio del Portogallo, in diretta domenica 26 marzo su Sky MotoGP e Sky Uno alle ore 15 e in streaming su Now

24 Marzo 2023 alle 15:41

La Casa dei Motori di Sky si appresta ad accogliere tutti gli appassionati (e non) delle due ruote con la stagione 2023 del Motomondiale. Prima tappa il Gran Premio del Portogallo, in diretta domenica 26 marzo su Sky MotoGP e Sky Uno alle ore 15 e in streaming su Now. Ma lo spettacolo comincerà già sabato 25 alle ore 16 con la Sprint Race, novità della stagione, in diretta in chiaro su Tv8 (come le successive 5 gare) e sul canale YouTube di Sky Sport MotoGP. A poche ore dalle qualifiche e dalle gare abbiamo scambiato qualche battuta con Guido Meda, vicedirettore di Sky Sport, capo della redazione motori ma soprattutto voce del Motomondiale.

Guido, si apre il mondiale più lungo da vivere…
«Sì, e io sono tra quelli che sono molto contenti, perché poi ci sono quelli che si lamentano per le troppe gare, che gridano “poveri piloti”. Se ci fosse qualcosa che non va loro sarebbero i primi a dirlo, o no? È vero, questo mondiale è sicuramente difficile, stancante, quindi per i centauri l’impegno è importante. Però c’è da dire che la Sprint Race, prevista al sabato pomeriggio per tutti e 21 i weekend del Motomondiale, è un contenuto importante sia per chi va in autodromo sia per chi si mette davanti alla televisione. È una botta in più di adrenalina. Tra l’altro, le qualifiche del sabato mattina valgono anche per la gara di domenica a differenza di quanto succede in Formula 1, quindi parliamo di due gare distinte e indipendenti, con differenti approcci tattici dei piloti e di comportamento del binomio moto/gomme».

L’adozione della Sprint Race è stata per molti un po’ improvvisa.
«Il mondo del Motomondiale si è posto delle domande negli ultimi anni. Il ritiro di Valentino Rossi che è stato un po’ il motore dell’attenzione verso questo sport ha lasciato l’occasione per riflettere. Era il momento di agire e l’organizzazione così ha fatto, come abbiamo fatto noi a Sky, moltiplicando le ore di trasmissione, aprendo di più ai social, raccontando di più i protagonisti e, perché negarlo, abbiamo avuto anche la botta di fortuna con Francesco Bagnaia sulla Ducati campione del mondo. Questo è un momento d’oro per il motociclismo italiano che un po’ mitiga l’assenza del… capo carismatico. E non c’è solo “Pecco”, Enea Bastianini lo scorso anno ha chiuso terzo vincendo 4 gare, Marco Bezzecchi è in palla, Luca Marini quest’anno per me si toglierà molte soddisfazioni, ma c’è anche l’Aprilia, un oggetto tutto italiano, che va fortissimo».

I recenti test invernali a Portimao, da dove parte il mondiale, hanno dato qualche indicazione?
«Io non mi farei fuorviare troppo dall’esito del test. Ci hanno dato delle indicazioni. Bagnaia c’è, in tutte le condizioni, sul passo gara, sul giro secco, riparte da dove si era fermato. Forse ci si poteva aspettare qualcosa di più da Bastianini, certamente di più da Marc Marquez afflitto dal problema di una Honda che nei suoi 2 anni di assenza non ha fatto passi avanti. Però, in base alla mia esperienza, dico che non tolgo lo spagnolo dai favoriti, e non perché nei test non è andato bene ma perché non credo che in gara non riesca a metterci del suo. Per quello che riguarda Fabio Quartararo si è diffuso il grande allarme della Yamaha senza grip, ma se andiamo a guardare la simulazione di gara che il francese ha fatto il terzo giorno dei test vediamo che era da podio. L’Aprilia? È un team più piccolo, l’hanno scorso ha fatto una stagione favolosa ma mantenere quei livelli è cosa tostissima, perché qui non dorme nessuno. Non mi meraviglierei se ci mettessero qualche gara a trovare l’optimum anche perché sulla moto hanno cambiato molte cose.

Poi con così pochi giorni di prove precampionato…
«Questo è un tema interessante. Ne hanno pochi anche in Formula 1, se vogliamo essere sinceri fino in fondo, ma loro inseriscono il modello dinamico della macchina con i suoi algoritmi nel simulatore e hai subito un sacco di risposte sul comportamento. La moto, avendo un corpo che si muove sopra e dove il feeling umano conta ancora per una buona parte del risultato non si presta molto alle simulazioni. Con solo 5-6 giornate in inverno parti un po’ al buio».

Parliamo di alcune novità Sky per il Motomondiale?
«Cominciamo dalla nuova sigla di Jovanotti, si intitola “Si fa bello per te” che, sembra banale, ma ha un ritornello che ben si adatta al Motomondiale. Perché dice “qui non si vive al rallentatore, cassa (della batteria intesa come strumento, ndr) che pompa come un motore”. Perché qua, in effetti, la tecnologia, i piloti, noi stesso della televisione, ma persino i cuochi delle hospitality, vivere al rallentatore non è contemplato. Quando Jovanotti ha scritto la canzone gli siamo subito venuti in mente noi, e quando l’abbiamo ascoltata ci siamo convinti che poteva essere la nuova sigla. Un’altra novità è la rubrica “Parto in Quarta”, per scoprire Fabio Quartararo nel corso delle 21 tappe della stagione, che spazia dalla sua musica preferita al punto critico della pista sulla quale sta per andare a correre. Voglio anche sottolineare quella che per Sky è una novità di programmazione, la trasmissione in diretta e in chiaro delle prime 6 gare della Sprint Race, anche per far conoscere meglio il Motomondiale a chi non è abbonato, un assaggio che potrebbe diventare una passione…».

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