Home TvGuido Meda: «Vi racconto la “mia” MotoGP»

Guido Meda: «Vi racconto la “mia” MotoGP»

Il capo della redazione Motori di Sky Sport fa un bilancio della stagione e racconta i progetti per il 2017

Foto: Guido Meda, direttore Sky Sport MotoGp, con Mauro Sanchini, suo partner nelle telecronache

03 Novembre 2016 | 15:00 di Alberto Rivaroli

Soddisfazione, grandi progetti, il solito entusiasmo e un’idea folle: creare una «fiction motociclistica», interpretata da piloti e giornalisti... Alla vigilia dell’ultima gara della MotoGP 2016 (Valencia, 13 novembre), Guido Meda, vicedirettore di Sky Sport e capo della redazione Motori, racconta le emozioni di una stagione che, se in pista ha visto Marc Márquez trionfare su Valentino Rossi, in tv ha confermato l’affetto del pubblico per questo sport.

«Vale» non ce l’ha fatta, ma gli ascolti sono stati comunque ottimi.

«Abbiamo avuto più di cinque milioni di contatti unici: moltissimi. Siamo cresciuti del 20 per cento rispetto al 2015, che era stato un anno pazzesco con Rossi sempre in testa al mondiale. Mi pare chiaro che la gente ha imparato ad amare le corse a prescindere da chi le vince, e che la nostra narrazione piace. Io ho solo cercato di aiutare ogni persona del mio team a esprimere al meglio la propria personalità».

La vostra tecnologia ha conquistato i fan.

«Lo Sky Sport Tech (il touchscreen che confronta i diversi stili di guida dei piloti, ndr) ha semplificato concetti fino a poco tempo fa piuttosto ostici. Stesso discorso anche per il Ghost, la funzione che sovrappone le traiettorie dei piloti. Così è più facile capire cosa sta succedendo».

Tra progetti e sogni cos’ha in mente per la prossima stagione?

«Vorrei continuare a progettare con “follia”. Pensare a cose che non si possono fare e poi... farle! Vorrei uno SkyDrone che guardi dall’alto ciò che non si vede dal basso. Vorrei creare una specie di fiction interpretata da noi e dai piloti, con un breve episodio per ogni gara, per giocare un po’ con la tv. Vorrei proporre le gare con la visione a 360°, come se il telespettatore fosse in sella. E poi vorrei vedere Valentino Rossi vincere il suo decimo titolo mondiale. Ha le capacità, la testa, lo spirito e il talento per poterci riuscire. E sarebbe magico».