Home TvI “Nastri d’argento” premiano le serie tv

I “Nastri d’argento” premiano le serie tv

Dal 2021 il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani assegnerà statuette speciali a "Gomorra – La serie’, ‘Il commissario Montalbano’ e ‘L’amica geniale’. Tutti i dettagli e gli interventi degli addetti ai lavori nella presentazione alla stampa di venerdì 4 dicembre.

Foto: “Il commissario Montalbano - Le ali della sfinge"

04 Dicembre 2020 | 15:42 di Antonella Silvestri

Cinema e serialità è un binomio sempre più stretto per il quale il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani - SNGCI - ha pensato di istituire una sezione dei “Nastri”. Statuette speciali da assegnare alle grandi produzioni italiane dal respiro internazionale con il nome di “Serie d’argento”.

Il 4 dicembre, durante la presentazione in streaming dell’iniziativa, la presidente Laura Delli Colli ha annunciato in anteprima i premi d’onore assegnati a tre progetti seriali che rappresentano l’esempio di internazionalizzazione. Riconoscimenti che sono andati ai venti anni di “Montalbano”, a “Gomorra” e a “L’amica geniale”. «Nel 2021 ricorrono i 75 anni dei Nastri d’argento e quest’iniziativa è un salto per guardare i mutamenti del cinema e della televisione» spiega la Delli Colli che ha subito dato la parola a Titta Fiore, presidente della Film Commission Campania: «Siamo felici di affiancare il sindacato nel suo importante anniversario che va ad includere anche i quindici anni della nostra Film Commission in cui sono state realizzate oltre 1000 produzioni, tra cui 250 fiction e film, altre 50 in Tv con una ricaduta occupazionale che è stata tra il 40 e il 60 per cento delle maestranze locali. Napoli è stata la capitale della grande serialità degli ultimi anni se pensiamo anche a “I Bastardi di Pizzofalcone”, a “Il Commissario Ricciardi”, a “Mare fuori” alla serie che ricostruisce gli anni napoletani di Maradona. E poi ai grandi e lunghi progetti come “Un posto al sole” e “Capri”».

«Il premio istituito dal Sindacato dei Giornalisti cinematografici è segno di vitalità intellettuale dei “Nastri d’argento”. La serialità è il racconto del terzo Millennio e noi italiani siamo il paese di punta in questo fenomeno. Il territorio ha inciso tanto. Napoli è la capitale del teatro e sono contento che questa città sia rifiorita. Senza contare il lavoro femminile che ha riempito l’industria del cinema. Le donne sono cervelli che restano e non in fuga!» dichiara Riccardo Tozzi, produttore cinematografico televisivo che ha aperto la strada ad altri interventi dei suoi colleghi, primo fra tutti Carlo Degli Esposti: «In venti anni con Montalbano abbiamo realizzato 36 film, 228 messe in onda con prime serate sempre vinte di cui 192 andate in replica. Cercheremo di sfidare l’eternità con questo personaggio. Dietro la Sicilia e la Campania c’è il teatro a cui è collegata una marea di attori principali e secondari che hanno reso la serie un autentico successo. Senza un grande teatro non si puo’ fare una grande televisione». Domenico Procacci: Sia “Gomorra” che “l’Amica geniale” non avrebbero avuto così tanto successo se l’avessi fatto da solo. Creare alleanze porta valore. Inizialmente ero perplesso sulla realizzazione de “L’amica geniale” ma, dopo avere letto le prime venti pagine, ho subito sposato l’intuizione di una mia storica collaboratrice che invece ci aveva creduto sin da subito. Il triangolo serialità, letteratura e teatro è molto forte. Un tempo le televisioni si difendevano dai progetti nuovi, oggi, invece, cercano e investono sulle idee.

«La serialità ha portato scrittori, registi, sceneggiatori a continuare a scommettere, ad elevare le aspettative  e a non appiattirci mai»: queste le parole di Lorenzo Mieli, intervenuto con una clip. Con un messaggio registrato ha partecipato anche il regista Saverio Costanzo che ha preso per mano “L’Amica geniale” dando il primo ciak: «All’inizio ero spaventato ma non mi sono mai sentito in pericolo di mettermi all’opera. In realtà mi sono reso conto di avere fatto un percorso di formazione. Da giovane regista sono diventato un regista-uomo. Ho avuto l’onore di lavorare ad una partitura drammaturgica eccezionale. Devo ringraziare il cast, a Elena Ferrante di cui non c’è traccia, perché ho imparato molto dalla sua scrittura. L’anima di questi corpi è Napoli. Farò fatica a privarmi di questa città nel mio prossimo futuro artistico».

Sono stati mandati in onda anche gli interventi delle due giovani protagoniste che per Laura Della Colli “meritano una menzione nel premio, una sorta di portafortuna per farle crescere attrici consapevoli». «Questa serie è stata per me magia e gioco grazie al regista, alla produzione e a tutta la troupe. Devo ringraziare anche il mio personaggio Lila perché misurandomi con lei ho capito di voler fare l’attrice» rivela Ludovica Nasti a cui fa eco la sua compagna di avventura Elisa Del Genio: «Dopo avere interpretato Lenù, ho recitato in altri ruoli. Da grande vorrei perfezionarmi e fare subito un corso di dizione». «La serialità è il linguaggio contemporaneo che ci permette di mettere a fuoco molte componenti di questo genere: cinema, teatro, letteratura. La serialità come palestra di sperimentazione e contaminazione. Oggi facciamo prodotti straordinari, di ricerca di qualità, intercettiamo quali saranno i linguaggi del futuro dove la Tv ha ripreso la centralità assieme alle piattaforme tecnologiche. Insomma, la televisione non è solo un device, un mezzo dove poter vedere ma un centro di produzione. Non dobbiamo farci aggredire dal mercato ma cogliere in esso gli spunti, le opportunità» dichiara Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction. Per Nicola Meccanico la capacità televisiva grazie alla serialità ha viaggiato nel mondo molto più di quanto lo abbia fatto il cinema. «Per taluni intellettuali, una volta il cinema era la serie A e la televisione serie B. Oggi non esiste più questa distinzione. Entrambi giocano in Champion» sottolinea Giancarlo Leone, presidente dell’Apa - Associazione produttori audiovisivi. «“Serie d’argento” è un premio alla TV che simboleggia la sfida artistica, quella Tv talvolta raccontata senza identità autoriale cosa invece che nel cinema è stata sempre molto considerata. Noi sceneggiatori ci siamo spesso sentiti frustrati per la mancanza di un riconoscimento al racconto seriale. Questo è certamente un grande passo per valorizzare e creare un collettivo virtuoso e per cercare eccellenze» spiega Stefano Sardo uno dei creatori della serie Sky “1992” da un’idea di Stefano Accorsi.

Alla fine della conferenza stampa sono stati mandati in onda i video saluti di Luca Zingaretti e Marco D’Amore (quest’ultimo direttamente dal set della quinta stagione di “Gomorra”). A concludere i lavori è stata la Delli Colli che ha annunciato di allargare la piattaforma dei votanti inserendo le professionialità che seguono il mondo delle produzioni seriali.

.