Home TvIl galateo della tv di Pippo Baudo

Il galateo della tv di Pippo Baudo

Esce un nuovo libro dedicato alle buone maniere: noi abbiamo chiesto al gentiluomo del piccolo schermo le sue regole

Foto: Pippo Baudo: educato, elegante, colto e con un senso dell’umorismo raffinato

14 Settembre 2018 | 18:33 di Stefania Zizzari

Qui sotto parliamo di un libro appena uscito che propone un «nuovo galateo». Ma esiste e come dev’essere il manuale di buone maniere della televisione? Lo abbiamo chiesto al gentiluomo della tv per eccellenza: Sir Pippo Baudo.

Pippo, come si saluta il pubblico entrando in uno studio televisivo?
«L’importante è che l’ingresso sia solenne, per dare importanza alla trasmissione. Proprio come fa il prete quando inizia la messa. Noi siamo come vescovi, dobbiamo dare solennità all’inizio, perché fa presupporre che il resto della trasmissione sarà dello stesso valore. Quanto al saluto, va bene “signore e signori buonasera”, ma anche il più confidenziale “un abbraccio dal vostro Pippo Baudo”».

Come ci si veste in tv?
«Purtroppo oggi l’eleganza è rara. Molti ostentano l’assenza della cravatta, in alcune ore anche giustificata, ma la sera la cravatta è d’obbligo. Io in tv accetto la camicia e la giacca solo fino a una certa ora del pomeriggio: dopo ci vuole la cravatta. Le signore devono indossare un gioiello solo: se la donna è di classe le basta, perché il secondo gioiello è lei. Molte mettono in mostra le gambe: se sei una ballerina lo capisco, altrimenti è meglio non ostentarle».

Quando si hanno più ospiti, chi si presenta per primo?
«Nel caso di ospiti “alla pari”, si parte con le donne. Altrimenti si comincia dal più importante. Oppure si comincia dal più piccolo, per poi chiudere con un crescendo fino al più prestigioso: non puoi lasciarlo in mezzo agli altri, deve avere un rilievo diverso».

Come si toglie la parola a qualcuno nel modo più garbato possibile?
«Dicendo: “Purtroppo non siamo noi due soli in questo studio: ci sono altre persone che hanno diritto di parlare”».

Si dà sempre del lei agli ospiti?
«Non c’è una regola. Oggi si usa più il “tu”, ma se ci sono un grande ospite straniero, una grande cantante o una grande attrice, partire con il “lei” è meglio».

Come dev’essere il tono della voce?
«Si parte con un tono leggero, poi si alza e a seconda del carattere della domanda si usa un tono appassionato, convincente, ironico. Ci sono mille modi per dire “il pranzo è servito”».

E la velocità nel parlare?
«Bisogna dare il giusto significato a quello che dici, allora il ritmo lo prendi automaticamente. Il tono troppo sommesso annoia. Ma nemmeno precipitarsi e fare degli scioglilingua va bene, perché a casa non si capisce niente».

In una conduzione di coppia entra in scena prima lui o prima lei?
«Sempre prima lui, che annuncia lei. Oppure si entra insieme, ma è l’uomo che dà il saluto alla donna».

Come si gestisce un imprevisto?
«Si può uscire dall’impasse con una soluzione divertente oppure utilizzando una citazione colta, che sorprenda le persone. Perché alla base c’è sempre la cultura, che troppo spesso è assente». 

Se a una signora si stacca la spallina del vestito, il conduttore deve coprirla con la sua giacca?
«Non serve fare nulla di così eclatante. Basta dire: “Signora, c’è uno spettacolo che non avevamo previsto”...».

Se l’ospite ha il rossetto sui denti glielo si dice?
«Non si dice, perché la metti in imbarazzo, ma quando la camera inquadra altrove le fai un gesto indicando i denti».

Se due ospiti discutono animatamente e non si riescono a calmare?
«Se si animano con una dialettica su temi con argomenti diversi, la cosa ti fa gioco, quindi la piloti. Se i due cominciano a prendersi a brutte parole vanno interrotti».

Se non si capisce quello che dice un ospite, magari perché parla in dialetto, che si fa?
«Si dice: “Cerchiamo di far capire a tutti, può ripetere in italiano per favore?”. Anche se un’espressione in dialetto, se azzeccata, va bene. L’importante è spiegarla: tutti la devono capire».

Alla fine di un’intervista si regalano dei fiori a una signora?
«Sì, io regalo sempre una rosa rossa».

Dare le spalle al pubblico si può?
«A volte si può, ad esempio mi succedeva a Sanremo quando parlavo col direttore d’orchestra. Io prendo sempre spunto da illustri maestri: nei momenti più drammatici delle commedie di Eduardo De Filippo lui era di spalle. Una volta gli chiesi perché. Mi rispose: “Perché il pubblico deve sforzarsi di immaginare e chiedersi: in questo momento a cosa starà pensando?”. In realtà Eduardo non pensava a niente, si girava semplicemente di spalle...».

Le parole da non dire mai in tv?
«Ovviamente non va utilizzato un linguaggio volgare. Purtroppo questo è un discorso superato perché oggi in tv c’è un trionfo della volgarità».

Cosa non fare mai?
«Portare il telefonino in scena».

Parlare sopra agli altri?
«Si può fare, per puntualizzare un concetto, o se devi fermare qualcuno».

Per chiudere: la cosa indispensabile per fare una tv di buongusto?
«La preparazione culturale. Bisogna sempre essere preparati sul tema, il libro o il film che si tratta, per rispetto dell’ospite e del telespettatore».

In casa, al ristorante, con gli amici: Csaba ci aiuta a fare sempre bella figura (per esempio col telefonino)

Anche il galateo si adegua ai tempi e alle nuove situazioni. Nel libro «Buone maniere. Guida contemporanea allo stile per distinguersi in ogni occasione» (Luxury Books editore, 20 euro)  di Csaba dalla Zorza (giudice di «Cortesie per gli ospiti» su Real Time dall’8 ottobre) ci sono consigli di ogni genere, persino su come usare il cellulare. Abbiamo scelto alcuni consigli dal libro. Naturalmente sono aperte le discussioni in famiglia!

L’uomo elegante non porta i calzini corti, non usa il borsello, la sera non indossa i pantaloni col risvolto.         
La donna elegante non chiama le persone da una stanza all’altra, non alza il mignolo quando beve il caffè, se ha più di 20 anni non mette smalti fantasia e non tiene le unghie troppo lunghe (questo ultimo consiglio vale anche per l’uomo).         
Saluti Non si saluta mai dicendo «Salve!», i ragazzi devono sempre salutare per primi gli adulti, il baciamano si fa solo alle signore e non alle ragazze e sempre in luoghi privati, mai in strada o al ristorante.       
Precedenze Se si salgono le scale, prima la donna poi l’uomo. Se si scendono, prima l’uomo. Al ristorante: le signore non devono mai aprire la porta, o apre un cameriere ed entra prima la donna, altrimenti entra prima l’uomo. Alle signore viene sempre offerto il posto con la vista sulla sala.        
Mai dire... «Buon appetito» prima di mangiare e «Salute» se uno starnutisce.       
Al cellulare Non rispondere con «Sììì» o «Ciaooo», ma con «Pronto». È sgarbato chiedere per prima cosa «Dove sei?». Non si chiama nessuno, se non per emergenza, prima delle 9 del mattino e dopo le 21 (fa eccezione la mamma). Non si fa una videochiamata a sorpresa. Le telefonate di lavoro non si fanno dopo le 18.30. Non si chiama durante l’orario dei pasti. Non si mette il cellulare sulla tavola.
Social e messaggi Usare i social network e mandare messaggi quando siete in mezzo agli altri significa dichiarare che vi state annoiando. Faccine e simboli si possono usare, ma con moderazione.