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Il talento di Luciana Littizzetto

Comica, scrittrice, giudice e ora blogger. Ecco chi è la primadonna di «Italia's got talent» e «Che tempo che fa»

05 Maggio 2016 | 10:43

Il talento di Luciana Littizzetto

Comica, scrittrice, giudice e ora blogger. Ecco chi è la primadonna di «Italia's got talent» e «Che tempo che fa»

 di Solange Savagnone

Foto: Luciana Littizzetto (51 anni)  - Credit: © Massimo Sestini

05 Maggio 2016 | 10:43 di Solange Savagnone

Di talento, negli anni, Luciana ha dimostrato di averne parecchio. «Ma mi sono fatta un mazzo così. Perché averlo è fondamentale, ma da solo non basta. Deve essere coltivato. Inoltre bisogna avere carattere, essere tenaci e avere molta lucidità nel criticarsi. Io, per esempio, mi sono data dei tempi: entro due anni dovevo avere dei segnali che qualcosa stava cambiando. Altrimenti sarei tornata a insegnare. Però non credo nei treni che passano una volta e mai più. Puoi sempre prendere quello successivo che magari ti porta in un posto ancora più bello».

E così succede che al posto della cattedra a scuola, dove ha insegnato dai 18 ai 28 anni, da due edizioni Luciana sieda dietro al bancone di «Italia’s Got Talent», in onda su Tv8 e Sky Uno.

In attesa della semifinale dell'11 maggio e della finalissima del 13 (in diretta da Roma) facciamo un bilancio di questa tua seconda esperienza da giudice?
«Forse è più bella della precedente. Con gli altri giudici (Claudio Bisio, Nina Zilli e Frank Matano, ndr) siamo più amalgamati e rilassati, senza maschere. L’anno scorso ero più preoccupata perché in genere sono io quella messa alla gogna e processata. È un ruolo impegnativo perché come comica sono abituata a “distruggere”. Mentre qui noi costruiamo. Cerchiamo di trovare il bello, il talento, la bravura e la tenacia».

Hai aspettato l'ultimo concorrente dell'ottava puntata per schiacciare il golden buzzer. Come mai?
«Il prossimo anno, se lo farò ancora, voglio premerlo prima. Pensare che possa arrivare sempre qualcosa di meglio è un errore. Sono stata tentata di premerlo per la coppia che si baciava ballando, ma poi ho scelto questa ragazza che con il suo lavoro creativo di grafica e ballo legato al tema della maternità mi ha emozionata».

Anche tu avrai fatto qualche provino nella tua vita.
«Per il cinema sono andati quasi tutti male. L’ultimo è stato per il film che Woody Allen ha girato a Roma, "To Rome with Love" (2012). Ha preso tutti i miei colleghi tranne me! Invece per la tv sono andati bene. Il primissimo, serio, è stato nel 1993 per il programma comico “Celito lindo”. Non cercavano donne. Ho accompagnato un amico e quando lui ha finito ho chiesto di farlo anche io: ho portato “Minchia Sabbri”. Mi hanno preso per una puntata. Ma poi le ho fatte tutte».

Lo scorso ottobre hai aperto un blog. Come mai hai aspettato tanto?
«Ho sempre detto che non avevo tempo e non mi interessava. Ma lavorando con il linguaggio e con le parole non potevo starne fuori, sarei stata obsoleta».

Come sei entrata nel mondo dei social?
«Grazie ad Alessia Marcuzzi. Durante una cena a casa sua abbiamo iniziato a parlare del suo blog e mi ha spronato ad aprire uno anch’io. Così ho contattato due ragazzi che si occupassero del progetto grafico e che mi insegnassero a usare Instagram. Ma i contenuti li metto io, come scrivo io tutti i miei testi e monologhi».

Come mai hai chiamato il blog «Cicapui»?
«È il fiore della Bardana che si appiccica alle maglie. Come lui, spero che un pezzetto di me resti attaccato alle persone. Mi interessava raccontare una parte di me che non è la televisione. Non sono solo Lucianina».

Cominci a essere stanca dell’immagine che dai a «Che tempo che fa»?
«No, sono sempre io. Da Fabio Fazio è un rito a cui la gente è abituata. Mi sono chiesta se dovessi cambiarlo. Ma alla fine mi sono detta di no. E poi mi piace che la gente mi dica che mi vede sempre la domenica sera. In un tv così frazionata e piena di proposte, essere un appuntamento fisso mi fa piacere. In fondo è un privilegio. Certo è di domenica e uno vorrebbe farsi anche dei weekend, ma sono fortunata e mi piace quello che faccio. E poi giro: oltre a IGT ficco il naso in altri programmi, tanto non ho alcuna esclusiva».

A «Rischiatutto» non sei andata, però. Come mai?
«Fabio me l’ha chiesto ma sono troppo incasinata in questo momento della mia vita. E poi possiamo fare anche cose separati, non siamo sposati. Magari andrò in autunno anche se non sarò una presenza fissa».

Tra le tante tue anime, c’è anche quella sociale.
«Ho conosciuto Enrica Baricco, presidente di Casa Oz, perché le nostre figlie andavano a scuola assieme. La sua da piccola si è ammalata, poi per fortuna è guarita. Da qui è nata questa onlus, una casa destinata ai bambini ospedalizzati al Regina Margherita di Torino. Io sono socia dei Magazzini Oz: un luogo dove c’è un ristorante, un negozio e dove si fanno varie attività, come presentazioni di libri e film. I soldi che raccogliamo, una volta pagati i ragazzi che ci lavorano, vanno alla Onlus. Ci vado almeno un paio di volte la settimana per inventare qualche iniziativa. Come le lezioni “Casa oz non ozia” in cui vari personaggi o talenti insegnano agli altri a fare qualcosa. Io mi occupo di scovare chi terrà questi corsi e ogni tanto ne tengo qualcuno anch’io. Amando le piante e avendo un orto sul terrazzo insegno come farselo a casa propria. La gente paga 15 euro a lezione, impara e finanzia il progetto».

Se dovessi scegliere tra tv, radio, blog e libri?
«Forse sceglierei la radio. Mi piace la sua intimità. In tv hai un pubblico, invece in radio non vedi nessuno ma sai che fai passare il tempo a chi ti ascolta. Ed è un bel mestiere. Non salvi le vite, ma le alleggerisci un po’. Mi fa piacere che negli ospedali mi dicano che mi guardano in tv, mi ascoltano in radio o leggono i miei libri. Nella biblioteca dell’ospedale dove era ricoverato mio papà c’erano i miei libri. E mi ha fatto ridere. Non vincerò il premio Strega, ma posso aiutare a cacciare via le streghe dal cuore quando si sta vivendo un momento difficile».

Hai in progetto un nuovo libro?
«Ho buttato giù degli appunti, ma non ho tempo».

Tornerai a recitare in qualche fiction?
«Spero di rifare “Fuoriclasse” perché mi piaceva molto e aveva un pubblico affezionato. Stiamo mettendo giù delle idee per il soggetto e spero che la Rai me lo faccia fare».

Faresti un varietà come quello di Laura Pausini e Paola Cortellesi?
«No! Me lo hanno chiesto un sacco di volte, ma io non so fare niente. Solo scrivere e fare ridere. Magari potrei fare l’autrice della Cortellesi».

E uno show tutto tuo?
«Sono a posto così, grazie. Voglio avere il tempo di stare con i miei figli. Guardare l’orto. Occuparmi di Casa Oz. Alla fine fai un bilancio della tua vita e ti dici: “Ma io cosa ho fatto, ho soltanto lavorato?”. Mi piace il mio lavoro, sono contenta, è la mia vita. Ma voglio poter dire che ho anche vissuto».