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Il valletto in salotto: l’editorale del direttore

A casa mia invece il telecomando è saldamente nelle mani di tutti tranne che nelle mie

Foto: Aldo Vitali

03 Settembre 2015 | 16:48 di Aldo Vitali

Come potete leggere nel bell'articolo di Franco Bagnasco, la regina d'Inghilterra fra le tante comodità ha anche quella di un valletto a disposizione che, telecomando in mano, le cambia i canali del televisore. Non sto qui a immaginare la vita di quel valletto, costretto a sorbirsi programmi che Elisabetta adora ma che invece lui odia; o, peggio, obbligato a cambiare canale sul più bello, magari durante la scena finale di un film in cui si svela il colpevole o mentre un giocatore sta per tirare un calcio di rigore.

So che a casa mia un valletto così non ce l'abbiamo. E del resto sarebbe anche inutile, perché il telecomando è saldamente nelle mani di tutti tranne che nelle mie. In quei rari casi in cui riesco a impossessarmene, il valletto divento io stesso, che mi sento dire: «Cambia!», «Che barba con ?ste partite!», eccetera. Talvolta il telecomando rimane incustodito (succede per pochi secondi) e allora ci pensano i cani a interrompere la visione del mio programma preferito: saltando sul divano, schiacciano inavvertitamente un tasto o addirittura spengono la tele (succede così spesso che dubito che si tratti di un caso: deve averli addestrati mia moglie).

Insomma, a Elisabetta d'Inghilterra invidio i castelli, la corona (con tutto quel che ne consegue) e le carrozze d'oro. Ma se mi regalasse il valletto col telecomando proprio non saprei che farmene.