Home TvIlaria D’Amico: «È il momento giusto: cambio tutto»

Ilaria D’Amico: «È il momento giusto: cambio tutto»

La conduttrice lascia il calcio e si prepara a nuove sfide: centrata, fiduciosa… Ma non perfettina!

Foto: Ilaria D'Amico

31 Agosto 2020 | 17:16 di Enrico Casarini

Sabato 19 settembre comincerà un campionato di Serie A un po’ diverso. Non ci sarà Ilaria D’Amico a raccontarlo in televisione. Per 23 anni (gli ultimi 18 a Sky, dov’è diventata un’icona dell’informazione sportiva) ha partecipato a ogni azione da gol, ha placato migliaia di liti in campo e fuori, non ha mai detto: «Questo lo segnavo anch’io!», perché se non sei davvero davanti alla porta non saprai mai cosa potevi fare… Ilaria ha chiuso (per ora, diciamo: mai dire mai, dai!) col giornalismo sportivo conducendo “Champions League Show” su Sky. E Sorrisi l’ha accompagnata nel viaggio in auto, con sorpresa finale, che l’ha portata da Forte dei Marmi (LU) a Milano proprio per seguire la fase finale della Champions League.

Ilaria, è arrivato il momento di dire basta…
«Sì, do l’addio al calcio, come dicono i giocatori».

La domanda più ovvia: perché?
«Sono stati più di vent’anni di un percorso bellissimo. L’armonia che c’è a Sky Sport ha reso tutto facile. Poi è nata un’idea: a Sky mi hanno detto che avevano voglia di sperimentare nuovi format nell’informazione. E così quando in marzo si è fermato il mondo, dopo anni di lavoro senza sosta ho avuto finalmente il tempo di pensare, ascoltarmi, riflettere. E ho capito che avevo voglia di iniziare altre avventure. Un tempo avrei fatto tutto insieme, come ho fatto per anni, il calcio e il resto. Oggi nella mia vita non ci sarebbe lo spazio: so che se voglio caricarmi sulle spalle una cosa nuova, devo lasciarne una vecchia. Anche se seguire il calcio non sarà mai una cosa vecchia: mi sono divertita ed emozionata dal primo all’ultimo minuto in cui sono andata in onda».

È una questione di energia? Lei appare inesauribile…
«Nella mia vita le cose sono sempre avvenute insieme e le ho gestite trovandomi perfettamente a mio agio in un “caos organizzato” che comprende tanto il lavoro quanto una grande famiglia allargata con quattro figli da armonizzare (Ilaria ha due figli: Pietro Leone, 10 anni, avuto con l’ex marito Rocco Attisani, e Leopoldo Mattia, 4, avuto con l’attuale compagno Gianluigi Buffon; ci sono poi i due figli avuti da Buffon con l’ex moglie Alena Seredova: Louis Thomas, 12, e David Lee, 10, ndr). Io però mi ci ritrovo nell’avere tante situazioni in contemporanea, e ho il piacere di cercare di fare tutto bene, pur sapendo che alla fine sto sempre tappando un buco qui o mettendo una pezza là».

Ha cominciato a raccontare il calcio in tv nel 1997, a “La giostra del gol”, la trasmissione di Rai International che raccontava il campionato agli italiani all’estero…
«Una palestra incredibile e un maestro eccezionale come Gianfranco De Laurentiis. La mia folgorazione per il calcio è avvenuta con i Mondiali del 1982, seguiti col televisore in giardino, famiglia e vicini tutti insieme… Lo spartiacque tra l’indifferenza e l’emozione è stata la partita Italia-Brasile (vinta dagli Azzurri per 3-2, ndr) di quei Mondiali. Della prima diretta a “La giostra del gol” ricordo solo un grande attacco di colite, avevo un male tremendo ma facevo finta di niente: mi succede quando sono molto tesa… D’altra parte una settimana prima ero una studentessa di Giurisprudenza, mia madre Antonia mi voleva avvocato; pensava che la tv fosse una perdita di tempo, un mondo che considerava e considera come un tritacarne, e quel giorno dovevo aprire la trasmissione, in diretta, perché De Laurentiis aveva un ascesso. Pur avendo una parte marginale, mi sentivo giudicata dai cameraman e dai pochi che erano in studio».

Qual è la grande lezione che questi anni di tv hanno dato alla sua vita?
«Che tutto si supera. Se rimani “centrato” e fiducioso, ce la fai. Impari a rimanere “al centro del tuo cerchio”, come dicono gli indiani d’America, cioè ad avere un equilibrio rispetto a tutti gli eventi che ti sfiorano o ti colpiscono. Ma questo lo impari anche in famiglia e lo porti poi in tv: mia madre è un cartellone pubblicitario dell’ottimismo e mia sorella Catia è un’altra fantastica “lottatrice”».

Ora che non segue più il calcio, potrà finalmente litigare col suo compagno, Gigi Buffon…
«Io ho litigato per tutta la vita, ma con lui non ce la faccio. Discutiamo, ma non riusciamo ad andare in conflitto! E comunque quando dico qualcosa di troppo tecnico, lui smette di parlare, mi guarda con quell’aria sorniona sua e poi, con garbo, mi dice: “Ah, ma qui chi sta parlando? È la D’Amico allenatrice?”. E allora io rido e finisce tutto così. A proposito di finire, qui succede qualcosa… La tessera è smagnetizzata! E come pago l’autostrada?».
Dalla colonnina del casello arrivano le istruzioni. La voce metallica è cortese: «Ritiri lo scontrino: può pagare entro 15 giorni senza spendere nulla di più». «Eh, ora la fatica è ricordarmi di pagare».

Non c’è problema: tra 14 giorni le manderò un messaggio secco: “Hai pagato l’autostrada?”.
«Grazie! Ma è meglio tra 13, così ho due giorni in più… E poi sarei io la perfettina?».