Isabella Rossellini: «La mia vita libera»

Isabella Rossellini è sempre stata uno spirito indipendente. Attrice, modella e regista ma anche appassionata di natura

Isabella Rossellini
14 Maggio 2021 alle 09:02

«Ti parlo dalla mia fattoria a 100 chilometri da New York, in una piccola città che si chiama Bellport. Qui ho 200 galline e tante pecore, però strane, perché fornisco lane antiche a una scuola di moda di New York. Facciamo anche miele, uova e verdure per circa 150 famiglie e le vendiamo pure a qualche chef superstar. Durante il Covid qui sono nati sei agnellini».

Isabella Rossellini, che intervistiamo in videocollegamento dagli Stati Uniti dove vive, è sempre stata uno spirito indipendente. Attrice, modella e regista ma anche appassionata di natura. Così è un sollievo, quando temi che si sia dedicata definitivamente alla sua “vita contadina” e di non poterla più ammirare in film o serie tv, vederla rispuntare in una grande produzione.

È quello che fa in “Domina”, girata a Cinecittà e ambientata all’epoca di Augusto, con Kasia Smutniak nei panni di Livia, futura moglie dell’imperatore. Nella serie di Sky (disponibile anche su Now dal 14 maggio) Isabella Rossellini interpreta uno dei tanti nemici che si parano sulla strada della protagonista: è Balbina, losca e minacciosa tenutaria di un bordello.

Isabella, in “Domina” è proprio cattivella...
«Sì, ma anche spiritosa, in qualche modo. Mi sono ispirata a Madame Claude, maîtresse francese degli Anni 70 al centro di uno scandalo clamoroso. Una che, a chi le chiedeva indignato perché lucrasse sul sesso, rispondeva: “Perché, lei fa sempre sesso solo per amore?”. Mi interessa capire come il personaggio esercita il suo potere. Se ti tolgono la libertà e quello a cui hai diritto, diventi manipolatrice, trovi vie laterali per avere ciò che ti spetta. Così fanno gli oppressi, così facevano le donne dell’epoca: mi appassiona vedere come hanno lottato in ogni tempo per la loro indipendenza».

In questo sua madre, la leggendaria Ingrid Bergman, ha precorso i tempi.
«Sì, mamma era molto più indipendente delle altre attrici dell’epoca. Lasciò Hollywood per lavorare in “piccoli” film italiani, si innamorò di papà (Roberto Rossellini, il “padre” del neorealismo, ndr) e lo scandalo fu enorme perché erano entrambi sposati. Quando ero piccola, a Roma, mamma non poteva uscire di casa. Eravamo assediati dai fotografi».

Ha avuto i paparazzi alle calcagna anche lei? In fondo ha formato coppie famose: ha sposato Martin Scorsese ed è stata la compagna di David Lynch e Gary Oldman...
«Ma guardi, ho avuto pochi problemi perché li ho incontrati tutti quando ancora non erano famosi, o non ero famosa io! Per esempio quando ho sposato Martin ero ancora ai primissimi passi. Però è grazie a me se abbiamo girato insieme il “Pap’occhio” di Arbore. Che ridere. E David Lynch era uno sconosciuto, anche se adesso è diventato una specie di santone!».

Beh, si vede che lei porta fortuna. E comunque l’ha aiutato nell’86 facendo la protagonista di “Velluto blu”, che resta il film più famoso di entrambi.
«Sì, ma il mito è arrivato dopo. Quel film ci ha messo molto a diventare un “cult”. Prima era solo uno scandalo. Gli inizi con David sono stati molto difficili, non tutti volevano farlo lavorare, era considerato “controverso”, come si dice qui in America».

E i suoi di inizi, invece? Era facile essere la figlia di due leggende?
«Ai miei primi ruoli i critici scrivevano sempre cose tipo: “Sì, però la mamma è più brava”, e ci soffrivo. Oggi non più. Eppoi devo confessare che mi piace far parte di una dinastia, quella che mio nipote Alessandro ha ritratto nel documentario “The Rossellinis”. E che è cominciata non con i miei genitori, ma col nonno».

Ci racconti...
«Nonno Angelo aveva avuto l’idea di trasformare in cinema le stalle dei grandi palazzi nobiliari di Roma. Il cinema Barberini è nato così, e anche il Corso, creato dalle scuderie di Palazzo Ruspoli. Mio papà ci andava tutti i giorni perché era “il figlio dell’architetto” e aveva la tessera gratis, e così è diventato regista. Insomma era destino, era nel sangue. Oggi noi Rossellini siamo tutti un po’ sparpagliati. Mio fratello vive in Svezia, io e una sorella qui in America, un’altra sorella vicino a Dubai, altri a Roma. Poi c’è tutta una parte della famiglia in India, a Bombay... Per fortuna ci sono i social, abbiamo creato un bel gruppo su WhatsApp».

Dicevamo degli esordi...
«Ah sì. Io ho avuto due grandi maestri, Gianni Minà e Renzo Arbore. Ho cominciato a lavorare come assistente di Gianni e lì ho imparato tanto. Siccome Gianni è scombinatissimo, dovevo organizzare tutto io e così sono diventata precisa e disciplinata. Grazie a Gianni poi ho incontrato Renzo Arbore, che faceva degli inserti comici nel suo programma sportivo. Erano così divertenti che gli affidarono una trasmissione tutta sua, “L’altra domenica”. Quando ha saputo che andavo in America, Renzo mi ha chiesto di fare la corrispondente da New York. E lì davvero ho imparato un mestiere. Poi sono diventata modella e attrice, ma ho cominciato con la tv italiana e con Renzo. Non c’è persona più buffa, aggraziata, carina di Arbore. Se ora scrivo e dirigo i miei piccoli film comici lo devo a lui. Mi ha insegnato a sorridere».

Visto che siamo Sorrisi e Canzoni, vorrei chiederle anche della sua incursione nel mondo della musica, quando collaborò con Madonna per il video-clip di “Erotica” e il suo controverso libro “Sex”.
«Il fotografo Steven Meisel, con cui avevo lavorato molto come modella, mi disse che Madonna voleva fare un video e un libro sul sesso. Ci siamo viste a cena e io dissi più o meno: “Guarda, è un argomento interessante ma già ho avuto i miei problemi con Velluto blu, non mi va di rivivere quelle situazioni, con le suore della scuola di mia figlia che facevano dire le messe per la mia anima, con discussioni e liti in famiglia. Quindi ok, ma non farò scatti di nudo totale o troppo espliciti, non mi va di rivivere quelle pressioni”. E così è stato. Alla fine il libro conteneva foto bellissime però l’ho trovato un po’ moralista, nel senso che sembrava dire col ditino alzato: “Dovete essere come me! Dovete essere disinibiti!”. Era molto spavaldo, insomma. Io invece penso che il sesso abbia più a che fare con le insicurezze. Ho avuto la sensazione che Madonna non avesse avuto il coraggio di raccontarlo fino in fondo. Voleva dare l’idea di una donna che lo controlla. Invece nella mia vita ho visto che il sesso è anche un momento di enorme vulnerabilità per tutti. Nella vita reale non è quasi mai spavaldo, secondo me».

Lei dice spesso cose controcorrente. Anche che oggi è più difficile essere un giovane uomo che una giovane donna...
«Mi riferisco alle aspirazioni. Io ho due figli, un maschio e una femmina. Ai giorni nostri una ragazza può aspirare a sposarsi e avere bambini o a diventare il Presidente della Repubblica, e nessuno ci troverà niente da ridire. Se invece un ragazzo dice che vuol fare il papà e il casalingo, lo guarderanno male. Da lui ci si aspetta ancora che faccia carriera e soldi, che sia un capofamiglia e così via. Penso che i maschi siano più imprigionati dagli stereotipi delle loro coetanee».

E lei come sta, oggi?
«Bene, mi manca solo non poter viaggiare. Per colpa del Covid non vengo in Italia da più di un anno. Ma mi sono vaccinata e proprio ieri eravamo a pranzo in otto... segno che la vita normale sta ricominciando. E in estate tornerò a lavorare su un set dell’emittente Hbo. Anche se mi porterò dietro una bella scorta di mascherine».

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