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26 Gennaio 2016 | 15:50

La “iena” Nadia Toffa: da inviata a conduttrice

Dopo sei anni in giro a fare servizi arriva in studio, ma continuerà a fare inchieste scottanti

 di Barbara Mosconi

La “iena” Nadia Toffa: da inviata a conduttrice

Dopo sei anni in giro a fare servizi arriva in studio, ma continuerà a fare inchieste scottanti

Foto: Nadia Toffa

26 Gennaio 2016 | 15:50 di Barbara Mosconi

Per trovare Nadia Toffa basta andare a Cologno Monzese, redazione de «le Iene». Praticamente vive qui da sei anni. Quando non è in giro vestita da super Iena a cercare notizie, la trovi tra queste stanze in jeans e scarpe da ginnastica.

Da inviata a conduttrice. Era ora?
«Diciamo che la prima esperienza da conduttrice è stata con il talk “Open Space” lo scorso ottobre. Comunque per me, che “le Iene” le seguivo sin da piccola, già diventare inviata era un’aspirazione pazzesca».

Quanti anni hai fatto come inviata?
«Sei anni e mezzo, dal 2009».

Quanti servizi?
«Approssimativamente potrei essere a duecento, una trentina all’anno».

Il più duro da portare a casa?
«Mi è costato emotivamente molto il servizio sull’anoressia che ho fatto con Sara, la ragazza che poi ha perso la vita. Non volevo mandarlo in onda, ho chiesto alla famiglia e loro, pur nel dolore, hanno scelto che fosse trasmesso».

Dalla strada allo studio, cosa cambia per te?
«Sinceramente poco, nel bene e nel male il mio punto forte è che sono molto spontanea, non riesco a essere altrimenti, cambia solo la location».

La divisa de «le Iene» è rimasta lo stessa.
«La divisa la porto da sei anni e mi calza a pennello, mi faccio anche il nodo della cravatta da sola, mi ha insegnato mio papà da bambina».

Farai ancora servizi sul campo?
«Certo, non abbandono, serve a non perdere il contatto con la realtà».

Di cosa ti occuperai?
«Torno sulla sanità con un paio di servizi tosti e interessanti, continuerò a occuparmi di alimentazione, ormai la gente è interessata a sapere cosa compra e cosa mangia, e arriverò fino in Giappone per indagare».

Quattro anni fa alla domanda: «Prenderesti il posto di Ilary Blasi?», avevi risposto: «Non sono in grado»
«Che tenera!».

Cosa è cambiato?
«Tantissimo. In quattro anni ho fatto un centinaio di servizi che ovviamente ti fanno prendere non dico sicurezza, ma confidenza con il tuo lavoro, sono come le ore di volo per un pilota».

Ilary cosa ti ha detto?
«Mi ha mandato con un messaggio un grande “in bocca al lupo”, ma nessuno sostituisce Ilary, resta lei la padrona di casa».

Sarai a fianco di Pif e Geppi Cucciari. Cosa invidi a quei due?
«Invidiare non è la parola giusta. Di Geppi mi piace il sarcasmo, riesce a essere tagliente al punto giusto e a far battute rimanendo seria. Pif ha quel suo essere a volte goffo che però sprigiona tanta intelligenza».

Il tuo motto è..
«È un proverbio cubano che, tradotto, dice: “Non è facile tuttavia si può fare”. Io vivo così, niente è semplice, ma anche se difficile si può provare e farcela».

Pif ha fatto cinema, Volo è diventato scrittore. Tu cosa vorresti fare dopo?
«Dopo? Sono una che vive il momento, non penso a dopo, vivo le cose come vengono, se pensi troppo al domani ti crei aspettative e sovrastuttutre che ti bloccano».

Intervista integrale a Fabio Volo

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