Home TvLa televisione a meno 12: l’editoriale del direttore

La televisione a meno 12: l’editoriale del direttore

Non ci crederete, ma in Svezia vanno moltissimo in prima serata i documentari sulla natura...

Foto: Aldo Vitali

12 Gennaio 2016 | 10:00 di Aldo Vitali

Ho fatto qualche giorno di vacanza a Stoccolma. «Vai in Svezia?» mi dicevano perplessi gli amici. «In gennaio?». E quando se no, rispondevo io, il Grande Nord va visto proprio tra i rigori dell’inverno, per assaporarne le atmosfere incantate. Difatti: temperatura fissa di meno 12 gradi; marciapiedi scivolosissimi (sono tornato col mal di schiena provocato da un continuo e involontario «pattinaggio» per le strade); venti ore di buio e quattro di sole (cioè, sole, volevo dire luce). Insomma, il Grande Nord d’inverno è affascinante, ma la prossima volta ci torno d’estate.

Perché questa premessa? Perché la sera, stremato, dopo aver tolto i sei strati di abiti in cui mi ero avvolto al mattino, accendevo la tv e cercavo di immedesimarmi nello svedese medio, che cena alle 18 e poi si spaparanza su un divano (dell’Ikea, suppongo, come il mio) per godersi cosa? Non ci crederete, ma lì vanno moltissimo in prima serata i documentari sulla natura (svedese): pesci, renne, foreste, fiordi. E qualche telefilm americano. Ah, dimenticavo un appassionante torneo di freccette. Roba da scoraggiare anche un teledipendente come me.

Tornato a casa, ho acceso la mia tele ed è cominciata la pacchia: «C’è posta per te», «Don Matteo», i quiz di Gerry Scotti, il calcio... Noi ci lamentiamo della nostra tv (e talvolta a ragione). Ma bastano tre sere su al Nord per capire quanto sia varia e bella (a meno che non si sia dei patiti di renne).

Foto: Aldo Vitali