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Laura & Paola, dietro le quinte dello show di Raiuno

Pausini e Cortellesi si raccontano a Sorrisi in una lunga intervista, con il video e le immagini del backstage

Foto: Laura Pausini e Paola Cortellesi  - Credit: © Julian Hargreaves

08 Aprile 2016 | 14:15 di Stefania Zizzari

Una indossa un abito fasciante con una provocante scollatura di pizzo, l’altra è in rigoroso tailleur pantalone, con una maglia accollata. Una ha una femminilità prorompente, l’altra è longilinea, dalle forme più asciutte. Una è romagnola, espansiva e avvolgente, l’altra è romana, dai modi più riservati. Una si chiama Laura (Pausini), l’altra si chiama Paola (Cortellesi). E insieme sono le protagoniste del nuovo show di Raiuno, «Laura & Paola» appunto. E questo è il racconto di una chiacchierata durante la quale si scopre che sono tante le cose che le dividono, dalla pizza allo sport, dagli abiti al camerino, ma su una sono simili: nel loro modo di essere mamme.

Giocherellone e affettuose certo, ma anche capaci di dare delle regole. E c’è di più: le loro figlie si chiamano guarda caso Laura e Paola… e sono amiche pure loro, come le mamme. Già. Perché Laura e Paola si vogliono bene per davvero. E durante l’intervista si punzecchiano sulla pronuncia: Paola corregge la «zeppola» romagnola di Laura, mentre Laura ce l’ha con la «c» strascicata alla romana. È ora di pranzo. Laura mangia pollo al vapore e carote, Paola riso in bianco.

Che allegria questo menù: siete a dieta?
Laura: «No, io sono una buona forchetta ma sono stata poco bene».
Paola: «Ma quale dieta: mi si è chiuso lo stomaco per la tensione».

Come è nata l’idea di questo show?
Paola: «Due anni fa sono stata ospite del programma “Stasera Laura: ho creduto in un sogno” e abbiamo fatto uno sketch insieme. Lì abbiamo capito che tra noi c’è un’alchimia particolare ed è nata l’idea di fare uno show insieme. Un varietà classico, tradizionale e forse la modernità è proprio questa. Noi ci sentiamo come due turiste nel mondo del varietà, magari un po’ spaesate, ma insieme ci diamo forza. Laura ha un’ironia e una capacità di improvvisazione che sono fuori dal comune».
Laura: «Paola non solo è un’attrice incredibile, ma canta molto meglio di tante cantanti italiane».

A parte mangiare in bianco, fisicamente come vi siete preparate? 
Laura: «Cerco di avere un’alimentazione corretta, ho ripreso una dieta mediterranea con carboidrati, alimenti integrali e tante verdure».
Paola: «Io normalmente faccio sport, vado spesso a nuotare e mangio tanto. Ma quando lavoro purtroppo tendo a scendere di peso perché con lo stress mi si chiude lo stomaco. Io amo il cibo, ho anche l’orto dove coltivo le mie verdure. E mi piace molto cucinare».

Chi cucina meglio fra voi due?
Laura: «Tutti pensano che sia io, da brava romagnola. Invece Paola è la più brava: lei cucina e io porto il gelato». 

Vediamo se vi conoscete bene: Paola, a proposito di cucina, cosa piace di più a Laura?

Paola: «La domanda giusta sarebbe: cosa non le piace? Poco. È una buongustaia e mi dà soddisfazione».
Laura: «Le dico sempre che deve aprire un ristorante con Antonella Clerici. E comunque non è vero che Paola mangia tanto. Più che altro assaggia. Mica come me che quando ho fame mi gusto una bella pizza con doppia mozzarella». 

Paola, come risponde?
Paola «Sono campionessa europea di mangiate di pizza». 
Laura «Sì ma non la finisci. E comunque levi il bordo…».

Quando vi siete conosciute? 
Paola: «Le nostre figlie sono nate tre anni fa a tre settimane di distanza e per motivi del tutto casuali io ho chiamato la mia Laura e lei la sua Paola. Mi arriva un messaggio di Giorgia (la cantante, ndr): “Laura Pausini mi ha chiesto il tuo numero, posso darglielo?”. Laura ha preso l’iniziativa e mi ha chiamato per commentare la coincidenza dei nomi delle bambine. Io, riservata come sono, non l’avrei mai fatto per prima».
Laura: «Mi sono presentata come una stalker: “Ciao, sono Laura, sono a Roma e vorrei conoscerti: vengo a trovarti con la mia bimba. Arriviamo alle quattro così le piccole hanno già dormito”. E così è stato. Abbiamo fatto una merenda insieme e ci siamo capite subito». 

Siamo agli Studios, i vostri camerini non si somigliano per niente.
Paola: «Laura è ordinatissima. Se entri nel suo camerino si sente il coro degli angeli e ci sono fiori profumati, aroma di tè e infusi. Entri nel mio e sembra che sia scoppiata una bomba: lascio i fogli in mezzo, una scarpa di qua, una maglia di là. Sono disordinatissima».
Laura: «Io invece devo entrare in camerino e vedere tutto bianco, pulito. Anche a casa sono ordinata. Per sistemare le scarpe ho comprato delle scatole bianche e sopra ci metto la foto del paio di scarpe che c’è dentro e scrivo la marca, dove le ho comprate e in quale anno». 

Una maniaca dell’ordine.
Laura: «E non è finita. I pantaloni sono tutti ordinati per materiale e gradazione di colore».
Paola: «Quando fa queste cose mi fa paura… Soprattutto se penso al mio guardaroba che è una massa informe di cose buttate lì e più che altro nere. Non tanto per scelta di stile, ma per pigrizia nell’abbinamento dei colori». 

Laura, invece a lei quand’è che Paola «fa paura»?
Laura: «Quando si sveglia la mattina all’alba e va a nuotare. Sto male per lei a pensarci: a me viene l’ansia solo al pensiero di prepararmi la sacca per la piscina».

Paola, nel ’93 Laura cantava «La solitudine» a Sanremo, le piaceva?  
Paola: «Altro che: allora facevo il pianobar e proponevo le hit del momento, fra le tante c’erano le canzoni di Laura Pausini. Iniziavo i concerti del pomeriggio con “Non c’è”». 

Laura, nell’87 Paola era la voce del jingle «Cacao meravigliao»: la cantava anche lei?
Laura: «Facevo pianobar con il mio babbo e “Indietro tutta” era il suo programma preferito: “Cacao meravigliao” piaceva a tutti e due e litigavamo per chi dovesse cantarla».
Paola: «Quindi sei stata tu a cantare per prima una mia canzone… Questo sì che è uno scoop!».

Cosa fate prima di salire sul palco?
Paola: «Ci abbracciamo».

E dopo questo show? 
Laura: «A giugno farò quattro serate negli stadi: due a Milano, una a Roma e una a Bari. Vorrei che Paola venisse a trovarmi sul palco, indossando pantaloni di pelle strappati: negli stadi ci vuole un abbigliamento rock».
Paola: «Scordatelo: i pantaloni di pelle non li metterò mai. Ma se proprio insisti forse cedo…».