“Le tre e un quarto”, le nuove regine di “Reazione a catena”

Le campionesse arrivano dalla provincia di Varese e (finora) paiono imbattibili

29 Settembre 2022 alle 07:51

A Napoli erano state in gita scolastica, quella della Maturità, e ora ci sono tornate per sbancare “Reazione a catena”, il quiz che Marco Liorni conduce prima di cena con gran successo di pubblico. «La sera della vincita più grossa siamo finalmente uscite dall’albergo e siamo andate a festeggiare con una pizza» raccontano loro che da due settimane, puntata dopo puntata, sconfiggono imperterrite una squadra dietro l’altra indovinando parole e fornendo definizioni con una velocità (per ora) imbattibile.

Le tre e un quarto di "Reazione a catena"

  • Elisa Ferrazzano, 23 anni, abita a Cislago (VA), studia Ingegneria meccanica e in futuro vorrebbe occuparsi di progettazione nella realtà virtuale. Va in palestra, gioca a tennis ed è appassionata di Formula 1. Suona il clarinetto nella banda del paese.
  • Carolina Iadanza, 23 anni, di Lonate Ceppino (VA), si sta specializzando in Ingegneria biomedica e dei materiali e nanotecnologie, sogna di lavorare nell’ambito delle protesi. Ha studiato violino e pianoforte, fa corsi di balli caraibici ed è tra gli sbandieratori della banda del paese. È l’unica fidanzata.
  • Letizia Bianchini, 22 anni, arriva da Venegono Inferiore (VA), si è laureata in Design della comunicazione ideando un gioco da tavola per il vocabolario emotivo degli adolescenti. Ora sta prendendo la specializzazione in Digital design. Le piacciono i balli caraibici e fa volontariato al Comune di Varese.

Sono Elisa, Carolina e Letizia, tre amiche nate e cresciute in altrettanti paesi nei dintorni di Varese. Studiano a Milano, una Ingegneria biomedica, un’altra Design e interazione digitale, la terza Ingegneria meccanica. Poi nel tempo libero frequentano corsi di balli latino-americani, suonano nella banda, fanno volontariato. E guardano la tv: non a caso “Reazione a catena” è tra i loro programmi preferiti. «Avevamo scoperto che piaceva a tutte e tre, fa parte dei quiz “intelligenti”, e ci divertiva perché è un gioco di squadra. Da lì avevamo cominciato a provare fra noi “L’intesa vincente”».

Prova che ti riprova, tre anni fa mandano la candidatura al programma, ma non ricevono risposta. Poi arriva la pandemia e le tre ragazze continuano, in videochiamata, a passare il tempo giocando con parole e definizioni fino a diventare piuttosto brave. Finché una sera, forse di febbraio («Faceva ancora freddo») si ritrovano in un bar e leggono su Internet che le iscrizioni al programma sono di nuovo aperte. Perché non ritentare? Solo a giugno il telefono di Carolina squilla: «Era un numero sconosciuto, pensavo al solito call center, e invece ho risposto ed era la convocazione ai casting».

Da lì le cose si fanno serie. «Allenamento tutti i giorni, anche durante le vacanze ci chiamavamo alle due del pomeriggio, pure se eravamo sotto l’ombrellone. Abbiamo studiato gli errori delle squadre precedenti, messo a punto le tattiche per definire le parole e i legami di significati. E raccolto in un quadernetto alcuni modi di dire». Letizia programma al computer un “generatore casuale” che contiene oltre duemila parole. «Alla fine “Reazione a catena” è un quiz incentrato sulla lingua italiana, sulla logica... ed è istruttivo: ci siamo appassionate anche per questo».

Una passione non recente la loro: infatti scopriamo che Carolina e Letizia, con la professoressa di Italiano del liceo, avevano già partecipato alle “Olimpiadi di grammatica” fra le scuole. «In tv siamo andate per giocare, non pensavamo di vincere così tante puntate: la nostra preoccupazione era solo di non fare una brutta figura». Nelle loro giornate a Napoli ogni mattina le tre ragazze si alzano, fanno le valigie e nel dubbio lasciano l’hotel. Poi si recano negli studi tv, vincono la puntata... e a quel punto tornano in hotel («Abbiamo cambiato una decina di stanze!»). Così riaprono le valigie e il giorno dopo si ricomincia.

Carolina, Letizia ed Elisa si conoscono dal primo anno del liceo, frequentavano lo Scientifico “Marie Curie” di Tradate (VA), soprannominato “Liceo dell’impossibile” per la fama di scuola difficile. «Abbiamo caratteri diversi, ma ci piacciono le stesse cose, in nove anni non abbiamo quasi mai litigato. Di sicuro siamo tutte abbastanza timide e riservate». A proposito di liceo: quando in tv hanno indovinato la parola “novella” citando la “Buona novella” del Vangelo, il loro ex professore di religione, forse preso da orgoglio, ha fatto rivedere la puntata del programma agli studenti. Cosa faranno con i soldi vinti? Per ora sicuramente un viaggio: chi con il fidanzato (Carolina), chi con la sorella (Letizia), chi vuole regalarne uno ai genitori (Elisa). Ma anche insieme: «Da un po’ di anni vorremmo andare alle Maldive, ma era una vacanza troppo costosa, per risparmiare avevamo anche pensato di andare durante la stagione delle piogge». Adesso potranno tranquillamente stendersi al sole.

Seguici