Le vacanze viste da Mario e Andrea Giuliacci

Padre e figlio spopolano in tv grazie a uno spot. Qui rivelano la loro vita di previsioni (quasi) perfette

4 Agosto 2022 alle 08:28

Ora li chiameranno “The Giuliaccis”? Si sa, i meteorologi sono delle star e così Mario Giuliacci e suo figlio Andrea appaiono affiancati in uno spot per il sito di viaggi Trivago diventato subito “virale”. Insieme i “Giuliaccis” hanno visto cambiare il mondo, la tv e il modo di prevedere il tempo. È il momento, dunque, che si confrontino in questa intervista doppia...

Come è nato lo spot?
Andrea: «Sono testimonial di Trivago da anni e questa estate mi hanno proposto di apparire con papà».
Mario: «Che bello, per la prima volta compaio sullo schermo con mio figlio. E sì che abbiamo lavorato insieme per tanti anni...».

Come cominciò tutto?
Andrea: «Io ero l’apprendista di papà. Arrivavo alle 6, prima di tutti, accendevo i computer e preparavo le primissime mappe. Ne ho fatte di levatacce... purtroppo il meteorologo è come il fornaio, già all’alba deve sfornare le sue previsioni».

Mai un litigio?
Mario: «Io sono un po’ impulsivo, mio figlio è più paziente. Ha preso dalla mamma».

E se non eravate d’accordo su una previsione?
Andrea: «Usciva quella di papà: il capo era lui. Poi però se i fatti davano ragione a me, la sera a tavola gongolavo: “Hai visto mamma? Papà diceva che... e invece avevo ragione io”. Il bello è che lui non si arrabbiava, anzi era contento».
Mario: «Certo. Vuol dire che ero un buon maestro».

Ma fate come Federer e Nadal? Tenete il conto di chi ci azzecca di più?
Andrea: «No, ed è meglio così. Perché spesso “vinceva” lui».
Mario: «Eh, il meteorologo è come il vino. Più invecchia e più diventa buono».

Oggi fare il meteorologo è più facile o più difficile?
Mario: «Paradossalmente è più difficile. Ci sono così tanti dati che la sintesi finale è complessa. Quando lavoravo a Linate per l’Aeronautica, dovevamo raccogliere ogni giorno i dati di un migliaio di stazioni meteo in tutta Europa. Arrivavano per telescrivente: li copiavamo su una grande mappa e poi, con una matita, univo i punti con la stessa pressione, le famose linee “isobare”. Per vedere come si spostavano bisognava rifare tutto dopo 6 ore, 12 e 18...».
Andrea: «Con quel metodo la previsione non poteva andare oltre le 24-36 ore. Oggi grazie ai computer sarebbe più facile, ma sono aumentate le pretese: ci chiedono di arrivare a 15 giorni! Ieri una coppia mi ha scritto: “Scusi, ci sposiamo il pomeriggio del 28 agosto a Pisa, ci può dire che tempo farà?”».

E lei può dirlo?
Andrea: «No. Le previsioni serie non vanno oltre i sei, sette giorni. Dopo interviene la statistica. Per esempio, se mi chiede come sarà agosto...».

Come sarà agosto?
Andrea: «Negli ultimi 20 anni agosto è diventato in media sempre più caldo e siccitoso. Se aggiungiamo che ci arriviamo con l’atmosfera già surriscaldata da un luglio rovente, difficile sbagliarsi: farà ancora molto caldo».

Ma cosa sta succedendo con questo caldo record?
Mario: «Quelle che prima venivano considerate “questioni da specialisti” adesso le viviamo sulla pelle. Il riscaldamento globale ci farà dire addio al buon vecchio Anticiclone delle Azzorre, che portava aria calda ma gradevole dall’Atlantico; ora quello Africano è sempre più potente e lo caccia via».

Non abbiamo proprio speranze?
Mario: «Le previsioni non sono una scienza esatta. Alcuni sperano che si crei un nuovo equilibrio. Ma di questo passo, il Sud Italia potrebbe siventare come l’Africa. E arance e pomodori li coltiveranno in Germania».

Torniamo alle vacanze: le scegliete in base al meteo?
Andrea: «Solo per i “weekendini”. Il che può creare situazioni imbarazzanti».

Tipo?
Andrea: «Tipo il vicino di ombrellone che mi guarda con compatimento sotto la pioggia e chiaramente pensa: ma questo non era un meteorologo? Vaglielo a spiegare che avevo prenotato l’albergo due mesi prima».

A proposito: mare o montagna?
Andrea: «Mare».
Mario: «Collina. Vado in Val di Chiana, come Mario Draghi. Di giorno è caldo, ma la sera arriva l’aria fresca e si dorme benissimo».

Una vacanza splendida grazie alle vostre previsioni meteo?
Andrea: «Nel torrido 2003 scelsi la Sardegna: 15 giorni a bagno e canicola sconfitta».

E una volta che il tempo vi ha tradito?
Andrea: «Nel 2001 andai in Trentino, ma fuggii dopo tre giorni. Pioggia continua!».
Mario: «Non ricordo di aver mai sbagliato “climaticamente” una vacanza».

Dei siti di previsioni ci si può fidare?
Mario: «Dei nostri, sì (si riferisce a meteogiuliacci.it e a meteo.it, dove lavora Andrea, ndr)».
Andrea: «L’importante è assicurarsi che siano gestiti da veri meteorologi. Gli altri scopiazzano e fanno pasticci».

Tornando allo spot: avete mai pensato di fare gli attori davvero?
Andrea: «No, però è vero che un meteorologo deve essere anche un bravo comunicatore. E avere dimestichezza con la telecamera».
Mario: «Non sarei riuscito male come attore! Ma da ragazzo ero timido, la tv mi ha costretto ad aprirmi. Quando Emilio Fede mi disse: “Da domani vai in onda 4 minuti tutti i giorni” ero terrorizzato. Poi ho scoperto che con la telecamera ci sapevo fare e mi sono detto: “Hai visto Mario? Niente male”. Ma ormai è troppo tardi, sarà per un’altra vita».

Mai dire mai. Se doveste girare una fiction, quale sarebbe?
Mario: «Scelgo “Casa Vianello”. Sandra e Raimondo erano gentili ma sapevano anche tirare certe scudisciate... Amo la battuta ironica».
Andrea: «Be’, forse potremmo rifare “Attenti a quei due”!».

Seguici