Lino Banfi: «Voglio stare accanto al mio amore per sempre»

L'attore apre il suo cuore a Sorrisi, racconta della moglie Lucia e della richiesta che ha fatto al Papa durante il loro ultimo incontro

Lino Banfi e la moglie Lucia Lagrasta si sono sposati 60 anni fa dopo dieci anni di fidanzamento  Credit: © Massimo Sestini
18 Luglio 2022 alle 08:57

Lui la definisce una “domanda particolare” ma, certo, le parole di Lucia, la donna che ha sposato 60 anni fa e che da qualche tempo combatte contro una malattia, lo hanno toccato nel profondo del cuore. Tanto da sentire il desiderio di raccontarlo in una lettera resa pubblica nei giorni scorsi e di volerne ora parlare con Sorrisi:«Un giorno Lucia mi ha chiesto: “Senti, Lino, non è che possiamo trovare il modo per morire insieme? Perché se muori prima tu io non ce la faccio. Chiedi al Papa se ci può aiutare”. Io allora gliel’ho chiesto».

Lino Banfi lo ha fatto l’ultima volta che è andato a trovare Bergoglio, lo scorso marzo, in occasione del 60° anniversario di matrimonio: «Papa Francesco mi ha rivolto uno sguardo bellissimo, forse avrebbe voluto abbracciarmi. Sicuramente ha pensato: “Senti questo che domanda mi fa!”. Poi mi ha detto: “Io non ho questo potere, però pregherò per voi. E voi pregate per me”». Da quel momento la preghiera quotidiana per il pontefice è diventata un impegno per i coniugi Banfi, anche in questi giorni in cui nella loro casa ha fatto il suo ingresso il Covid: «L’abbiamo aggirato per due anni, ora è arrivato».

Come state?
«Per fortuna bene. Io, come può sentire mentre parliamo, ho un po’ di tosse, Lucia neanche quella. L’abbiamo scoperto per caso. È venuto a casa il medico per un prelievo a mia moglie e mi ha detto: “Lino, sei stato all’estero, facciamo un tampone per sicurezza. Ero andato in Canada, a Toronto, per ritirare un premio alla carriera (in occasione dell’Italian Contemporary Film Festival, ndr) e mi sembrava giusto controllare anche se sono arrivato a 86 tamponi! Davvero, ho fatto il conto. Ormai ho il naso come un pugile (ride). Siamo risultati tutti e due positivi, dobbiamo aspettare che passi».

Come si dice: «Nella salute e nella malattia»...
«Quando ha saputo che avevamo il Covid, Lucia è stata quasi contenta. Ha detto: “Meno male, lo abbiamo preso insieme, sennò avremmo dovuto stare separati, una da una parte e uno dall’altra».

Insomma, 60 anni d’amore e non sentirli.
«Sessanta di matrimonio più dieci di fidanzamento. E pensare che non volevano neanche farmela sposare!».

Perché?
«I suoi genitori non si fidavano di uno che voleva fare l’attore. Così abbiamo fatto la “fuitina”, siamo scappati. Per questo ci siamo dovuti sposare di nascosto: alle 6 di mattina in una sagrestia a 50 chilometri da casa perché nessuno ci vedesse. Allora la Chiesa era un po’ cattivella: non avevamo diritto né a una cerimonia tradizionale né al velo bianco. Diciamo la verità: è stata proprio una cosa un po’ triste. Però ci siamo rifatti alle nozze d’oro con una bella festa».

Qual è il segreto di un matrimonio così?
«Siamo stati due muratori bravissimi: io dirigevo i lavori, lei ha scelto il cemento armato buono e i mattoncini adatti e abbiamo costruito una casa solida e antisismica. E, fino a qualche giorno fa, anche anti-Covid!».

Se dovesse dare un consiglio ai giovani?
«Dite “ti amo”. Ormai non si usa più farlo ma sono parole che danno forza. Se proprio non ci riuscite, almeno dite “ti voglio bene”, anche se non è la stessa cosa. E ricordatevi di fare figli: sennò noi nonni che ci stiamo a fare?».

Torniamo alla sua lettera: cosa ha detto sua moglie quando l’ha letta?
«Un po’ si è commossa. Ed è stata contenta perché pensa che la gente debba sapere quanto noi ci vogliamo bene. Magari ci fossero tante altre coppie come noi!».

E i vostri figli?
«Rosanna e Walter ci sono abituati, hanno vissuto questo legame così forte fin da quando erano bambini».

Parliamo un po’ di lavoro: tra televisione e cinema, lei non si ferma mai!
«Ci sono alcuni progetti che vorrei far leggere alla direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati. Qualche tempo fa ha detto: “Banfi sembra ringiovanito” e approfitto di questa intervista per ringraziarla. Di film ne ho fatti due durante la pandemia. “Vecchie canaglie” è un’opera prima di Chiara Sani con Pippo Santonastaso, Andy Luotto e Greg, che parla di maltrattamenti in una casa di riposo. Si ride ma si parla di un tema estremamente attuale. E poi “Viaggio a sorpresa”, in cui ho recitato con Ronn Moss, il Ridge di “Beautiful”. Qualcuno dice già che siamo una bella coppia e sta pensando al sequel. Ricordo ancora la prima volta che ci siamo incontrati: lui era in Puglia ma vicino a Brindisi, lontano da Canosa dove, invece, ero io. Abbiamo fatto come Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, che si sono incontrati a metà strada: loro a Teano, noi in un ristorante di pesce!».

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