L’inviato di “Striscia” Moreno Morello: «Vi difendo io!»

Padovano, tutto di bianco vestito, si occupa di truffe, cavilli, impostori e altri lestofanti dal lontano 2003

Moreno Morello
27 Gennaio 2022 alle 09:03

È uno degli inviati storici del tg satirico. Padovano, tutto di bianco vestito, si occupa di truffe, cavilli, impostori e altri lestofanti dal lontano 2003, con un vocabolario a prova di Accademia della Crusca. Così per lui gli anni diventano “lustri” e la richiesta è una “prece”.

È a “Striscia la notizia” da 19 anni: mai pensato di mollare?
«Di solito il cambiamento è generato dalla noia e “Striscia” non ti dà modo di annoiarti. Ogni giorno è diverso dal precedente, faccio pure inchieste diverse rispetto a qualche anno fa».

Quanti servizi ha fatto?
«Non ne ho idea, saranno in media 80 o 90 l’anno».

Quindi oltre 1.400.
«Un numero cospicuo».

Per usare un termine forbito.
«All’inizio, appena arrivato a “Striscia”, avevo dei servizi meno importanti e per questo li impreziosivo con un linguaggio aulico e ricercato».

Mai sbagliato un congiuntivo?
«Può capitare di sbagliare un accento e subito ti scrivono. C’era uno spettatore molto feroce e livoroso che mi correggeva ogni pronuncia, poi è diventato un amico. Comunque a “Striscia” c’è una rubrica anche sugli errori degli inviati».

L’inchiesta di cui va più fiero?
«Le migliori sono quelle che riescono a coinvolgere tante persone: è capitato che una banca, che aveva “taroccato” dei leasing, poi restituisse 120 milioni di euro».

«Noi vi terremo aggiornati» è la frase che ha ripetuto più spesso?
«Noi siamo anche veloci nella realizzazione dei servizi, però, in alcuni casi, bisogna aspettare che tutto quello che abbiamo scoperto generi dei risultati e spesso la giustizia è molto lenta».

Ha studiato da avvocato: infatti nei contratti truffa non le sfugge un cavillo.
«Mi relaziono spessissimo con gli avvocati, ti chiamano subito quando fai un’inchiesta e gli avvocati migliori sono quelli dei truffatori o delle grandi aziende».

Ex arbitro di calcio, ora gioca nella Nazionale calcio Tv.
«Con la pandemia facciamo un po’ meno partite, stiamo confluendo nel padel».

Pure in campo ha il ruolo di difensore, allora è una vocazione.
«Arrivavo dall’atletica, facevo i 400 metri, e quindi ero uno dei pochi che aveva fiato per passare dalla difesa all’attacco e correre su e giù. Avendo un buon polmone mi hanno messo in difesa».

Quando toglie l’abito bianco cosa indossa?
«Sono pigro nello shopping e con poche variazioni. Ogni dieci camicie bianche ne compro una colorata, ho un guardaroba monocromatico».

È sposato?
«Ho una compagna di lungo corso, Laura. Fu lei che 19 anni fa quando dovevo mandare il provino a “Striscia” reggeva la telecamera. Ora fa parte del mio staff: è l’elemento d’ordine indispensabile».

La sua compagna cosa “segnalerebbe” di lei?
«Che la faccio ridere. E che lei ama i viaggi, mentre io corro tutto l’anno e ho un’idea di vacanza differente».

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