Lorena Bianchetti festeggia i 30 anni di carriera in tv

Festeggia 30 anni di tv e svela che i genitori non volevano che si dedicasse allo spettacolo. Allora le venne un’idea...

Lorena Bianchetti
12 Giugno 2021 alle 08:51

L'intervista è fissata per le tre del pomeriggio. A quell’ora sua figlia Estelle dorme. «Possiamo parlare senza che la bimba ci interrompa di continuo. Ha 2 anni e mezzo ed è un concentrato di energia. Vuole solo attenzioni» racconta, con una voce carica di emozione, Lorena Bianchetti. È una mamma superfelice divisa tra famiglia e tanto lavoro. E rivela: «Ho pochi sensi di colpa».

Ha pochi sensi di colpa perché non sottrae tempo alla piccola…
«La pandemia paradossalmente mi ha aiutato molto. Non essendoci stati eventi da presentare, sono rimasta a casa tutto il tempo e me la sono goduta. Anche le riunioni per il programma le abbiamo fatte in streaming e ogni volta mia figlia era accanto a me a disegnare. Quando sono in studio nel weekend, c’è mia madre con lei».

Sono 14 edizioni di “A sua immagine”, un gran bel risultato.
«È un programma che non va mai in vacanza e piace tanto al pubblico perché parla di vita!».

Ancora numeri. Quest’anno celebra i 30 anni di carriera…
«Ho cominciato con le pubblicità. Volevo fare la ballerina a tutti i costi. I miei genitori non volevano perché lo consideravano un lavoro poco stabile e continuo. A casa improvvisai uno sciopero della fame di qualche giorno per oppormi alla volontà dei miei di allontanarmi dal mondo dello spettacolo. Questo digiuno forzato costrinse mia madre, mio padre e mio fratello ad accompagnarmi, a turno, ai casting».

Qual è il provino che le ha cambiato la vita?
«Faccio partire i 30 anni di carriera dal settembre del 1991 quando venni scritturata come ballerina nel programma “Piacere Raiuno”».

Ma aveva 17 anni…
«Sì, e fu mio padre a firmare per me il contratto in Rai. Mi accompagnò al provino che si svolgeva negli studi Dear di Roma: ancora oggi lo ricordo con grande emozione. C’era una coda interminabile. Ore e ore ad aspettare. Mio padre sbuffava e ogni tanto mi diceva: “Ma che stiamo a fare qui, è solo una perdita di tempo. Tanto non ti prendono!”. Mentre aspettavamo, pensavo a quale canzone avrei potuto cantare davanti alla regista e agli autori. Mio padre, ridendo, mi suggerì di cantare “Dove sta Zazà?”, un brano che proponevo durante le mie serate. Così feci. Ricordo che Mimma Nocelli, la regista, e Cristina Crocetti, un’autrice, rimasero colpite. Dopo pochi giorni mi telefonarono per dirmi che mi avevano preso».

Ma i suoi cosa sognavano per lei?
«Mamma e papà hanno sempre avuto una pasticceria a Roma. Loro volevano che studiassi e io mi sono laureata. Papà è venuto a mancare tre giorni dopo il mio matrimonio (con l’imprenditore Bernardo De Luca, ndr). Lui era uno stacanovista. Ho ereditato da lui questa dedizione al lavoro. Tant’è che il giorno della sua scomparsa coincise con una diretta del programma, ma io sono andata in onda lo stesso. So che lui avrebbe desiderato questo».

I 30 anni li ha passati quasi tutti in Rai…
«Solo un anno a Mediaset ho fatto “La Corrida” con Corrado, il top dei professionisti. Sono stata la sua ultima assistente. Ironico, gentile. Ringraziava sempre. Mi disse che gli avevo portato fortuna perché quella edizione del programma vinse, per la prima volta nella sua storia, il Telegatto di Sorrisi!».

E la passione per la danza?
«Ce l’ho sempre e, quando posso, faccio lezione anche con Estelle. Non sono una di quelle mamme che proietta sui propri figli desideri e aspettative, ma certamente farò in modo che la danza e la musica accompagnino mia figlia nella sua formazione».

Nell’immaginario il suo nome è legato a programmi a sfondo religioso, nonostante si sia cimentata in passato anche in altri generi...
«Io nasco nell’intrattenimento, ma sono legata ad “A sua immagine” perché per me è stata una sfida. Nata come una rubrica, è poi diventata una trasmissione di riferimento per un pubblico credente e non. Nel mio modo di condurre c’è tutto il mio vissuto, i miei valori, la mia autenticità».

Dal 19 giugno comincia “A sua immagine - Estate” , un viaggio itinerante in giro per l’Italia. Porterà con sé anche sua figlia Estelle?
«Ogni sabato racconteremo la storia, la cultura e la spiritualità di ogni luogo. Sarà una riscoperta dell’Italia post-Covid. Porterò mia figlia quando sarà possibile. Andremo in vacanza qualche giorno ad agosto».

È diventata mamma dopo i 40 anni. È apprensiva?
«Ho mille occhi e sono più permissiva io di mio marito. Cerco di non trasmettere a Estelle paure e preoccupazioni perché voglio che sia libera di sperimentare. La maternità è l’evento più bello che potesse capitarmi e infatti proprio su questa mia esperienza sto scrivendo anche un libro».

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