Home TvLoretta Goggi racconta il rapporto con la Carrà: «Non siamo mai state rivali, tra noi c’è dell’affetto»

Loretta Goggi racconta il rapporto con la Carrà: «Non siamo mai state rivali, tra noi c’è dell’affetto»

«Io e Raffaella ci siamo conosciute alla “Maschera d’Argento” nel 1972. Eravamo al Sistina e ci hanno fatto sedere vicine per creare una rivalità che non esisteva» dice la Goggi

Foto: Loretta Goggi

31 Ottobre 2019 | 9:40 di Stefania Zizzari

L'appuntamento con Loretta Goggi è in un bar per un caffè. «Forse ne prendo troppi… sono proprio una “caffettara”» dice zuccherandone uno. Ci incontriamo di lunedì pomeriggio. «Domani vado a Bracciano (Roma, ndr) per cominciare le riprese del film “GlassBoy”, tratto dal romanzo di Fabrizio Silei “Il bambino di vetro”» racconta.

«Poi ci spostiamo in Liguria, in Toscana e in Austria. Dopodomani presentiamo alla Festa del Cinema di Roma il corto di Angelo Longoni “Sogni”, dove interpreto una donna malata di Alzheimer che scappa dall’istituto nel quale è ricoverata per inseguire i propri sogni. Il giorno successivo al Quirinale ricevo un riconoscimento da parte del Presidente Sergio Mattarella per il mio impegno a favore dell’Airc, l’Associazione per la ricerca sul cancro, con cui collaboro da 30 anni. La settimana prossima comincio a girare a Nepi (Viterbo, ndr) il nuovo capitolo del film di Massimiliano Bruno “Non ci resta che il crimine”, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Carlo Buccirosso. E il venerdì ho la diretta di “Tale e quale show”, naturalmente. Un periodo di lavoro così pieno non mi era capitato neanche da ragazza (ride)».

Sì, ma trova il tempo di giocare a golf: ho visto delle sue foto sul green in compagnia nientemeno che di Raffaella Carrà. Sembrate molto divertite.
«Divertite sì, ma non gioco a golf. Ha insistito Raffaella, io le avevo detto: “Lasciamo perdere, non sono portata”. Si ricorda le “tamburelle” sulla spiaggia? Ecco, non ho mai preso una palla in vita mia. Pensi che faccio impazzire Pillo, il mio cagnolino: io gli tiro la palla, o almeno ci provo, e lui mi guarda interdetto come a dire: “Ma dove l’hai mandata?”».

Come è nata la storia del golf?
«Ho incontrato Raffaella per la seconda puntata del suo programma “A raccontare comincia tu”. Abbiamo fatto la nostra chiacchierata nel golf resort dell’Argentario dove io e Gianni (Brezza, il marito di Loretta scomparso nel 2011, ndr) andavamo spesso nei fine settimana. Dalla sua scomparsa non ci avevo messo più piede perché mi faceva troppo male».

E Raffaella è riuscita a riportarla in quei luoghi. Come è stato il vostro incontro?
«Quando ci siamo viste ci siamo baciate e lei ha detto: “In trasmissione non ci baciamo, piuttosto diamoci il cinque!”. Qualche giorno dopo l’ho chiamata e le ho detto: “La trasmissione l’abbiamo registrata e io a telecamere spente quasi quasi un altro bacio te lo do!”. E lei: “Anche due, bella mia!”».

Vi somigliate?
«Siamo molto diverse per temperamento. Lei ha il piglio della condottiera e si vede anche da fuori. Io ce l’ho, ma dentro di me e non lo do a vedere. Alla fine del nostro incontro le ho scritto un messaggio: “Siamo due spiriti diversi ma che in qualche modo si somigliano e hanno in comune l’amore per il lavoro e il rispetto per noi stesse”».

Si ricorda quando vi siete incontrate per la prima volta?
«Certo! L’ho conosciuta al Teatro Sistina di Roma per il premio “Maschera d’Argento” dopo la mia prima “Canzonissima”, nel 1972. Ci premiavano tutte e due e ci hanno fatto sedere vicine. Poi ci siamo incontrate diverse altre volte. Ricordo la cerimonia per i Telegatti nel 2004: abbiamo fatto “Hello, Dolly” e non l’avevamo neanche provata. A “Fantastico 12” abbiamo ballato “Money money”, invece. Durante le prove lei mi disse: “Ci mettiamo il body con il frac”. E io le risposi: “Raffae’ io i body non li metto da una vita… meglio i pantaloni!”».

Foto: Loretta Goggi con Raffaella Carrà nel 1972

Cosa le piace della Carrà?
«Il rigore assoluto. E poi l’energia, la potenza e la marcia in più che vanno al di là di qualsiasi qualità tu le possa riconoscere».

Si può dire che siete amiche?
«Amicizia è una parola seria, siamo buone conoscenti. E c’è dell’affetto».

Si diceva che eravate rivali.
«La rivalità non esisteva. In realtà io non avevo niente a che vedere con la danza di Raffaella, venivo dalla prosa, sono stata scelta perché Baudo mi aveva sentito fare delle imitazioni. Ai giornali in quel periodo faceva comodo pensare che potessi essere una che spodestava Raffaella Carrà. Ma non era nelle mie intenzioni, i nostri erano mondi diversi».

Veniamo a “Tale e quale show”. Come si trova con i suoi colleghi giurati Vincenzo Salemme e Giorgio Panariello?
«Il loro è una specie di set in una partita di tennis. E io sono in mezzo come la rete (ride). Ci vogliamo bene, ci stimiamo tanto. Vincenzo mi riempie di baci, di complimenti, è un compagno stupendo. Giorgio mi ha chiesto: “Loretta, quando mi inviti a cena a casa tua? Ti voglio conoscere meglio, voglio sapere più cose di te”. È molto carino, ma non lo sa in che mani andrebbe a finire...».

Parlando di cene, a lei e a Giorgio conviene autoinvitarvi a casa di Vincenzo, che è un grande chef.
«È vero, ma in questo periodo sta lavorando tanto a Napoli e subito dopo parte la diretta. Ma chissà che prima o poi non ci “imbuchiamo” a casa sua!».