Loretta Goggi, tale e quale a una regina

«Sono consapevole dell’amore del pubblico e questo mi riempie di orgoglio, ma io mi sento una “sovrana” soltanto a casa mia!»

Loretta Goggi  Credit: © Iwan Palombi
24 Novembre 2022 alle 08:04

Il bar nel centro di Roma è quello di sempre. Persino il tavolo è lo stesso. Il più “nascosto” in fondo alla sala, per garantire un minimo di tranquillità anche in questo orario affollato di metà pomeriggio. Le interviste con Loretta Goggi per me sono ormai una splendida consuetudine e seguono un rituale consolidato. Tisana ai frutti di bosco lei, un caffè io. Zucchero per lei: «Se devo sgarrare lo faccio come si deve», dolcificante io: «Una manciata di calorie in meno è sempre meglio». In mezzo, un piattino con della pasticceria da tè che puntualmente rimarrà lì intonsa, destino di tutti i dolci che... sadicamente vengono sistemati dai camerieri sotto il naso di due donne a dieta.

Loretta oggi è un raggio di sole: i capelli chiarissimi, la camicia, il soprabito color glicine e gli orecchini in tinta le donano una luce incredibile. Glielo dico e lei si schermisce: «È solo che mi piace abbinare i gioielli agli abiti, è una cosa alla quale faccio sempre attenzione». In effetti le sue mise così curate al tavolo della giuria di “Tale e quale show” sono sempre molto apprezzate.

Loretta, sei la regina della giuria del programma di Carlo Conti. Di più. Per noi sei “Queen Loretta”, la regina dello spettacolo...
«Ma va! Quale regina? O faraona o niente... magari non ripiena e al forno (ride)».

Una carriera di 62 anni, nella quale hai attraversato la televisione, il teatro, la musica, il cinema, la fiction... lo sei eccome. Nella tua vita ti senti un po’ regina?
«Fa ridere detto da me, ma io mi sento regina della mia casa. Ho un grande amore per il mio nido, dove ho vissuto con Gianni (Brezza, il marito, scomparso nel 2011, ndr). Lì sono confortata da una intimità che è solo mia: non ho mai fatto fotografare la mia casa, ne sono gelosa. È mia e basta. E non è poco».

Perché sostieni che fa ridere detto da te?
«Forse perché non ho mai avuto l’immagine della donna di casa. Invece amo curare la biancheria della mia camera da letto, che scelgo in sintonia con la biancheria del bagno, le tovaglie del colore che si abbina a quello dei piatti... E poi purtroppo sono anche una accumulatrice seriale. Faccio tante collezioni, quella di bigiotteria e gioielli antichi, quella di tazze da tè e teiere in porcellana. E l’ultima passione è quella di animaletti di pietre dure: giada, opale e ametista».

In famiglia le tue sorelle ti trattano da regina?
«Ma per carità! Mi trattano come la sorella che sta in mezzo. La più grande, Liliana, per noi Lilly, ha con me un atteggiamento quasi materno, anche se abbiamo solo sette anni di differenza, mentre Daniela è la piccola di casa. E si ribella al fatto che io sia iperprotettiva nei suoi confronti. Insomma, meno male che almeno sono regina a casa mia!».

Lo sei anche del pubblico, che ti ama da sempre.
«È vero, trovo sempre grande rispetto e ammirazione, ne sono conscia ed è una cosa che mi riempie di orgoglio. Se sono qua è per il pubblico».

E in amore ti sei mai sentita una regina?
«Io da ragazza ero di una pesantezza inaudita, altro che regina!».

Ma come?
«I miei coetanei erano ancora “figli di papà” mentre io già lavoravo da quando ero bambina e il senso di responsabilità che avevo sul lavoro me lo portavo dietro anche con i ragazzi, quindi ero di una noia disumana... (ride)».

E poi?
«Poi per fortuna è arrivato Gianni, che non cercava una donna “iconica” e quando tornavo a casa la sera dopo lo spettacolo, dove avevo il tacco 12 e gli abiti appariscenti, mi diceva: “Ora però scendi dalle scarpe e torna mia moglie”. Non c’era bisogno di essere diversi da quello che eravamo: abbiamo capito subito che ci incastravamo bene».

Con lui in amore ti sentivi una regina?
«Sì. Ma lui era il re, eh? (ride)».

E tu ti tratti mai da regina?
«Quando sono in vacanza. Cerco di andare in posti che mi facciano sentire bene, quasi sempre al mare, che è la mia grande passione. Vado in alberghi dove mi conoscono e dove mi coccolano. Soprattutto con la cucina».

Nella tua carriera hai collezionato tanti primati, sei stata la prima donna imitatrice della tv italiana, la prima a condurre un quiz e la prima a condurre il Festival di Sanremo. Ma se ti volti indietro, quali sono stati i momenti in cui ti sei sentita gratificata come “una regina”?
«Con Gigi Proietti nello spettacolo “Stanno suonando la nostra canzone”.Lì ho scoperto il teatro nel senso serio del termine. Era una commedia con musiche: dovevo cantare, ma anche la recitazione era importante. Poi il Festival di Sanremo da presentatrice: lì dovevo anche fare monologhi brillanti e non era così semplice. E poi senz’altro il mio primo one woman show, “Se stasera sono qui”. Prima di allora avevo sempre interpretato dei ruoli, mentre lì ho capito che potevo interagire con il pubblico in sala, avere una dinamicità sul palco, approfittare del colpo di tosse o del telefono che suona per improvvisare, per gestire l’imprevisto e volgerlo a favore dello show. Questi sono i tre momenti in cui mi sono detta: “Loretta sei stata brava”».

Sei la “regina delle imitazioni” e sei stata a tua volta imitata spesso. Per farlo bene quali tue caratteristiche bisogna sottolineare?
«Se io mi dovessi imitare lavorerei sulle sopracciglia, le tengo aggrottate, poi sulla gestualità delle mani, perché mi ha sempre caratterizzato e sul toccare i capelli, lo faccio spesso. La voce è tosta, perché è pulita e le voci pulite sono le più difficili da replicare».

A volte le regine prendono decisioni difficili. La decisione più dura della tua vita professionale?
«Rifiutare di condurre di nuovo Sanremo i due anni successivi al 1986».

Perché?
«Mi sembrava che fosse andato talmente bene che mi sono detta: “Perché rischiare?”. Quell’anno avevo avuto Sting come ospite, aveva vinto Eros Ramazzotti... Non ho voluto replicare. Certo, capivo che se avessi continuato a condurlo per altri due anni sarebbe stato un altro bel primato, ma alla fine decisi così. Un’altra decisione importante è stata quella di rifiutare la proposta di Bibi Ballandi, che voleva me e Gianni nella sua “scuderia”, come aveva fatto con Lucio Dalla e Gianni Morandi. Credo che con Bibi avremmo potuto fare cose interessanti e ancora oggi mi dispiace, era un uomo che sapeva guardare avanti».

E allora come mai non hai firmato?
«Perché io e Gianni siamo sempre stati due spiriti liberi, il pensiero di legarci con un contratto esclusivo non ci piaceva. Ma decidere è stato difficile».

Che cosa guardi in tv?
«Di tutto, ma non riesco a seguire i reality perché per me lo spettacolo deve essere fatto da artisti che devono sembrare al pubblico perfetti, irraggiungibili. L’artista il peggio ce l’ha, come tutti, ma perché deve mostrarlo? È una cosa che non c’entra niente con l’arte. Ma rispetto la scelta di chi decide di farli, ci mancherebbe».

I programmi che ami?
«Seguo “Propaganda live” di Diego Bianchi, “Otto e mezzo” di Lilli Gruber, “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata. Tra le fiction mi è piaciuta “Doc”, “Imma Tataranni” e “Mina Settembre”, poi “Rocco Schiavone” e “I bastardi di Pizzofalcone”. Mi è piaciuta molto “Un professore” con Alessandro Gassmann. Poi ho amato le serie “Ozark” e “The undoing” sui canali satellitari».

Se tu sei la regina, chi potrebbe essere la principessa della tv?
«Mi piace molto Paola Cortellesi: canta benissimo, imita, recita. È bravissima».

Oltre al tuo impegno con la puntata natalizia per Telethon di “Tale e quale” e poi con la versione per le persone comuni “Tali e quali” a gennaio, cosa ti aspetta?
«Con mia sorella Daniela abbiamo scritto il soggetto di una fiction che racconta di una donna della nostra età alle prese con un grande dolore nella sua vita. Vediamo se si riesce a realizzarla».

E tornerai al tuo amato teatro?
«Non più. Quando sono in tournée e torno in albergo dopo lo spettacolo mi ritrovo a mangiare da sola davanti allo specchio nella mia camera. E sapere che Gianni non mi telefonerà o non mi raggiungerà mi dà tanta tristezza».

A che punto siamo con il tuo nuovo show in televisione?
«C’è la voglia da parte della Rai e da parte mia di fare qualcosa che possa interessare il pubblico e potrebbe essere nel 2023. Ci stiamo lavorando, però non ho ancora messo bene a fuoco l’idea».

Che cosa ti piacerebbe fare?
«Cosa non vorrei fare piuttosto. Non voglio fare un programma in cui “mi sbrodolo addosso”, non voglio ricantare sempre “Maledetta primavera”. O meglio, se serve perché è funzionale al racconto va bene, ma io voglio essere la Loretta di oggi. Sono molto cambiata, ho le mie idee, mi impegno nel sociale: per me è importante parlare di queste cose. Non posso certo mettermi il body, cantare e ballare come la Loretta di ieri. Per quello c’è Paolantoni che mi sostituisce benissimo!».

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