Luana Ravegnini: «Dopo dieci anni torno in tv e parlo di salute a “Check-Up”»

È stata una delle più famose vallette e showgirl degli Anni 90

Luana Ravegnini
25 Settembre 2021 alle 07:55

Luana Ravegnini, un nome che dalla fine degli Anni 80 e per molte stagioni fece sognare intere platee di spettatori: bella, alta, capelli scuri in morbide onde e occhi verdi da gatta, un fisico da modella e curve senza chirurgia. Oltre a essere simpatica, spigliata, sorridente. Poi ha salutato il mondo dello spettacolo e per un decennio di lei non s’è sentito più parlare. Ora, a sorpresa, riappare su Raidue: da sabato 25 settembre, per tutta la stagione, condurrà “Check-Up”, storica trasmissione della mattina dedicata alla salute.

Signora Ravegnini, dov’era sparita?
«Se non ti fai viva in tv in effetti diventi quasi un’essenza, uno spirito».

Mancava dalla tv da dieci anni.
«Vivo a Londra da circa dieci anni, da quando mio marito si è dovuto trasferire per lavoro. Nella vita bisogna fare delle scelte e io ho scelto di sposarmi, mettere su famiglia, diventare mamma. Credo che la famiglia debba stare insieme».

Avrà ricevuto tante proposte nel frattempo.
«Sono capitate, ma all’estero è come se avessi deciso di vivere una seconda vita, sentendomi un’altra persona. Seguivo poco la tv italiana, forse perché non ero interessata o perché mi faceva male il fatto di non esserci».

Ora, però, ha accettato di condurre “Check-Up”, il sabato su Raidue.
«Io sono una tranquilla, mi definisco “un orsetto”, non mi piace il gossip o far conoscere il mio privato nonostante abbia vissuto una vita in cui il mio privato era sulla bocca di tutti. Altre proposte non sarebbero state nelle mie corde».

Le piace occuparsi di salute?
«Mi piace informarmi sulle innovazioni della medicina, sulle cure, capire quale stile di vita seguire. Quando la Rai me l’ha proposto ho avuto uno scossone di adrenalina: “Che bello, ritorno!”».

In questo momento la medicina è al centro del dibattito.
«È un momento in cui la gente è disorientata, non sa più a chi credere, che decisioni prendere. Con “Check-Up” vogliamo essere un punto di riferimento, colmare dubbi, rispondere a domande».

A 19 anni studiava Odontotecnica e, invece, si trovò a fare la “ragazza coccodè” per Renzo Arbore.
«Facevo l’istituto odontotecnico ed ero orientata a diventare dentista. Vengo da una famiglia modesta e per rendermi indipendente mi davo da fare, così conobbi un agente che mi mandò ai provini per “Indietro tutta”. Da lì cominciai…».

Com’era la tv di Arbore?
«C’era lui, Nino Frassica, tutto il gruppo e tanta allegria. Quando feci il provino buttai lì una battuta in pugliese, mia madre è di Bari, Arbore si mise a ridere e mi presero. Erano tempi belli e spensierati, si viveva una vita più leggera, eravamo anche noi più giovani».

Poi Corrado la scelse come valletta per “Il pranzo è servito”.
«Quando mi incontrò mi disse: “Questo nome non va bene, bisogna cambiarlo”. Mi pare che all’epoca ci fosse una pornostar che si chiamava Luana. “A quell’ora ti guardano le famiglie, ti guardano le vecchiette, serve un nome più rassicurante”. E mi chiamarono Isabella».

Il terzo “maestro” fu Pippo Baudo.
«È stato lui che mi ha consacrato come conduttrice. Era il 1995 e cercavano una giovane per la versione estiva del quiz “Luna Park”, avevo fatto la valletta o da spalla, ma di essere conduttrice non potevo ancora dirlo».

Tuttavia andò bene.
«Al provino Baudo mi fece un sacco di domande, io ero lì con il mio numerino in fila fra tante. Poi mi telefonò Riccardo Donna, il regista: “Luana, questa estate è occupata?”. “No” risposi. E lui: “La mia è un’affermazione: lei è occupata”. Poi Pippo mi portò a “Sanremo Giovani” e quindi al Festival di Sanremo, facevo i collegamenti con la giuria demoscopica».

Dunque si può dire che Baudo ha “inventato” pure lei.
«Mi dava consigli e insegnava i trucchetti del mestiere. Mi diceva: “Non urlare quando sei sul palco, anche se vedi il pubblico lontano, hai il microfono!”».

Una scelta professionale che ora non rifarebbe?
«Non rifarei varie cose, ma quando sei giovane non sempre ti rendi conto di ciò che è giusto o sbagliato, ti metti delle maschere, inventi dei personaggi che non corrispondono alla tua natura. Penso a quando interpretavo l’oca giuliva».

Erano gli anni della tv tutta pizzi, bustier e scollature.
«Tutte cose che non mi rispecchiavano, erano una forzatura. Lo fai perché è il tuo lavoro e ti dicono che va bene così, ma non ti viene naturale e la gente lo percepisce».

Come quando ha posato per un calendario.
«Con il senno di poi penso che sia stata una cavolata, ma all’epoca se non posavi per un calendario non esistevi. Facemmo pure un dibattito in uno di quei programmi della domenica dove io difendevo a spada tratta i calendari, mi rendo conto ora che non ero d’accordo, ma in quel momento era diverso».

Di tante persone conosciute in quegli anni è rimasta amica di qualcuno?
«Ogni tanto ci sentiamo o scriviamo con Renzo Arbore, mi ha fatto il suo in bocca al lupo per “Check-Up”. Mi sento anche con Maria Grazia Cucinotta. Per il resto non sono rimasta molto in contatto con altri, è come se avessi reciso il cordone ombelicale con quel mondo, non voler sentire e non voler sapere per non soffrire».

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