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Luca e Paolo tornano in ufficio (e non solo)

I due comici tornano protagonisti nella sitcom «Camera Café» e per la prima volta conducono «Quelli che il calcio»

Foto: Luca e Paolo  - Credit: © Massimo Sestini

25 Agosto 2017 | 14:54 di Giusy Cascio

Dopo cinque anni di pausa e 1.576 episodi torna la «sketch comedy» più divertente e irriverente della tv: «Camera Café». Luca Bizzarri (il responsabile ufficio acquisti Luca Nervi) e Paolo Kessisoglu (il responsabile ufficio vendite Paolo Bitta), assieme ai colleghi vecchi e nuovi ci danno appuntamento davanti alla macchinetta del caffè con telecamera nascosta nella sesta stagione prodotta da ZeroStories con Rai Fiction. La vedremo dal lunedì al venerdì a partire dal 4 settembre su Raidue, alle 21.05.

Nuova rete, nuovo orario. C’è pure un nuovo pavimento in ufficio: il parquet al posto della moquette!
Luca: «Avanza “Il nuovo mondo”, come dice il sottotitolo della serie. La prima novità è che l’azienda è stata comprata dai cinesi della Feidan (multinazionale il cui nome significa “uovo volante”) e questo porta ancora più scompiglio di prima».
Paolo: «I nuovi personaggi intaccano le carriere preesistenti. Per esempio, il direttore Augusto De Marinis, quello di “Cretino!”, è depotenziato: sta per andare in pensione e verrà sostituito dalla dottoressa Corti, cioè da Serena Autieri».
Luca: «Anche per noi due le cose cambiano molto». Che cosa succede?
Paolo: «Io acquisto il mio locale, si chiama “Dimmi di sì”». Luca: «Io “acquisto” la cooperativa di profughi “Il bracciolo dell’amicizia”. Sfrutto i ragazzi come lavoratori in nero con la scusa di accoglierli».

Come sempre affrontate in modo surreale temi seri.
Luca: «Sì, c’è anche lo scontro generazionale: i dipendenti più giovani sono bravissimi con le tecnologie e noi, rimasti all’antica, non apprezziamo le novità che si susseguono in modo frenetico».

«Camera Café» è un format francese, ma nella versione italiana è la sitcom più longeva d’Europa. A cosa si deve un tale successo qui da noi?
Luca: «L’Italia è il Paese dove la realtà è più vicina alla fantasia, perché in molti uffici si possono trovare scansafatiche, approfittatori, finti comunisti, analfabeti. Non credo che nelle ditte inglesi o norvegesi sia facile trovare davvero certi personaggi (ride)».

Giochiamo a «celo» «manca», come per le figurine, con i vecchi personaggi?
Luca e Paolo: «Ci sono quasi tutti!».

Silvano il contabile?
Luca e Paolo: «Celo».

Andrea l’autista?
Luca e Paolo: «Celo».

Wanda la stagista?
Luca e Paolo: «Celo».

E Patti?
Luca e Paolo: «Manca».
Luca: «O meglio: il personaggio è vivo, anche perché è la moglie di Silvano e quindi se ne parla, ma non si vedrà».

Arrivano nuove colleghe?
Paolo: «Sì, e sono tante. Di varie età e vari livelli professionali: Martina, Arianna, Beatrice, Chiara... Tutte incasinate».
Luca: «Abbiamo anche due nuove addette alle pulizie, Cristina e Cristiana, che noi ci divertiamo a chiamare Cris&Cris».

Bitta e Nervi ne saranno contenti. E nel frattempo saranno anche cresciuti, maturati...
Paolo: «Infatti, vede come ci siamo ridotti? (ride)».
Luca: «Siamo invecchiati. Per fortuna c’è il trucco. Però ancora non è servito l’intervento della chirurgia estetica».

I cognomi dei vostri personaggi corrispondono al loro carattere: Nervi è irascibile e Bitta, ovvero la colonna dell’ormeggio nei porti, è più stabile. Siete così anche voi?
Luca: «No, nella vita siamo “Nervi” tutti e due (ride)».

Cambiamenti di look sul set?
Paolo: «Zero. A “Camera Café” la sobrietà è bandita».

Luca, le camicie a maniche corte le metterebbe davvero?
«Ma io le metto, eccome! Pure al ristorante, con grande disappunto della mia fidanzata (la ex velina di “Striscia la notizia” Ludovica Frasca, ndr)».

Sembrate sempre così uniti e affiatati. Qual è il valore su cui si fonda la vostra amicizia?
Luca: «Il denaro, naturalmente».
Paolo: «Amicizia? Quale amicizia? (ride)».
Luca: «La nostra è un’assidua frequentazione che in 20 anni di carriera è diventata sopportazione».

Siete entrambi super tifosi del Genoa. Altre passioni comuni?
Luca: «Ci fanno ridere le stesse cose, guardiamo la stessa tv».

Luca, per esempio, è un fan di Franca Leosini.
Luca: «Fan saranno gli altri. Io adoro Franca Leosini. Io sono fidanzato con Franca Leosini».

Sarà lei la bella signora che a «Quelli che il calcio» vi affiancherà nella conduzione?
Luca: «Magari! Speriamo che arrivi una bella signora (intanto è confermata Mia Ceran)».

Sarete presentatori neutrali?
Luca: «Ovvio. A noi fa piacere che vinca il Genoa, come quell’altra squadra... Quella lì, che non riesco a nominare ma che farà senz’altro un grande campionato».
Paolo: «Del Benevento, parli del Benevento, no? (ride)».

Certo, però, che tre ore di diretta sono impegnative...
Paolo: «Già». ...con tanta improvvisazione.
Luca: «Guardi, siamo già abbastanza preoccupati di nostro, non c’è bisogno di aggiungere altra ansia, grazie!».

Cos’è il calcio per voi?
Luca: «Una cosa seria. Ma è chiaro che, per indole e per mestiere, lo racconteremo con ironia, spostando leggermente il punto di vista come abbiamo sempre fatto per la politica o per il costume».

Come avete fatto per la copertina del programma di Giovanni Floris su La7: la manterrete anche quest’anno?
Luca: «Con tutti questi impegni insieme sembra proprio che non ci riusciremo. E sarebbe triste, perché lì siamo stati molto bene».
Paolo: «Nessuno ci ha ancora detto ufficialmente di no, vedremo».

Satira e tifo si sposano bene?
Luca: «Dipende. Far battute sul calcio può essere rischioso».
Paolo: «Un po’ come far battute sulla musica a Sanremo».

A proposito di Sanremo, voi siete degli habitué. Tornerete?
Paolo: «Mah, magari si fa su un salto all’Ariston e si saluta».

Altri progetti scoppiettanti per la prossima stagione?
Paolo: «Prima vediamo come va a finire questa».
Luca: «Se va male, a gennaio siamo a casa a fare l’orto».

E oltre al lavoro? Paolo, per lei magari un viaggio con sua figlia Lunita?
Paolo: «Mia figlia ha quasi 14 anni. Per stupirla ci vorrebbe un viaggio assai sorprendente. Vedrò di accontentarla».

Per Luca, invece? Dopo essere diventato presidente della Fondazione Palazzo Ducale a Genova, le mancherebbero solo i fiori d’arancio.
Luca: «Fiori d’arancio? No, per ora no, non sono previsti».