Home TvLuca Sardella: «Credete a me, un po’ di latte è un toccasana!»

Luca Sardella: «Credete a me, un po’ di latte è un toccasana!»

L’esperto di verde di Rete 4 ci dà tanti consigli preziosi per curare le nostre piante in autunno

Foto: Luca Sardella: è laureato in Agraria

22 Ottobre 2020 | 9:28 di Barbara Mosconi

Con l’allegria di sempre, l’incondizionato amore per la natura, la fedele coppola calcata sulla testa e accanto la figlia Daniela, Luca Sardella è tornato il sabato alle 13 su Rete 4: il programma s’intitola “Sempre verde”. Dopo qualche ora Sardella cambia rete e appare su Canale 5 a “Striscia la notizia” nella rubrica “Speranza verde”. Instancabile. Dispensare consigli e discorrere di piante, alberi, fiori e ambiente per lui è un piacere. In autunno più che mai perché, ammette, è una stagione che ama moltissimo.

Sardella, con l’autunno dobbiamo dire addio al basilico sul davanzale?
«Certo, e a tutte le piante aromatiche, tranne al rosmarino che è una pianta legnosa e può stare tranquillamente fuori tutto l’anno».

Con che cosa sostituire i gerani sui balconi?
«Attenzione, i gerani possono restare ancora sui balconi, così come le rose, ma bisogna essere furbi. Conviene fare delle potature non violente, ossia potare metà della lunghezza dei rami, così vedremo fioriture anche in novembre mentre le rose possono fiorire fino a dicembre».

Ci sono piante ancora fiorite. Che fare?
«La dipladenia va lasciata fiorire ancora un mese, anche le begonie; va, però, fatta attenzione a dare acqua se non piove».

Quali piante mettere all’esterno in questo periodo?
«I rododendri e le camelie che fra poco cominciano a fiorire. Si può fare una bordura di piccole azalee che fioriscono più in là (quelle grandi è meglio appoggiarle sul pavimento a mezz’ombra). C’è la nandina, una pianta che cambia il colore delle bacche di giorno in giorno. E le pansè, le viole del pensiero, meravigliosamente variopinte».

Quali sono le più facili da mantenere?
«I ciclamini: non bisogna neanche annaffiarli e vivono sotto le intemperie nei boschi. Vi svelo una curiosità: il ciclamino viene detto “pan porcino” perché il tubero contiene l’artanina, una sostanza tossica e velenosa per l’uomo. Il maiale, al contrario, è ghiotto di questo tubero».

Quali accortezze usare per le piante con l’arrivo del freddo?
«Il freddo vero arriverà fra un mese, allora i gerani andranno potati drasticamente, coperti e portati in un magazzino fino a febbraio e marzo. Non bisogna dare acqua, solo ogni tanto vaporizzare la terra, in quanto la pianta non ha foglie, non ha luce, non c’è la fotosintesi».

Con cosa si devono coprire le piante delicate?
«A tutte le piante che temono il freddo, come gli agrumi o la buganvilla, bisogna mettere sopra il tessuto non tessuto, che non fa formare umidità, a differenza della plastica, e sotto una pacciamatura di carta, cioè fogli di carta appallottolati sulla terra per tenere calde le radici. Inoltre, in autunno bisogna mettere dei sottovasi con la ghiaia: l’acqua deve restare sotto la ghiaia altrimenti le piante marciscono».

Cosa si può piantare in questo periodo?
«I crisantemi, in 20 giorni fanno i boccioli e i fiori sono bellissimi. Per chi ha un terrazzo grande anche il melograno, che il prossimo anno farà i frutti, o gli agrumi, che a gennaio daranno arance e limoni. Se si mettono rose nuove nei vasi prima dell’inverno si abituano a un clima semirigido e fioriscono già in primavera».

Come comportarsi con le piante da interno?
«Se vogliamo che il ficus stia bene va messa una bacinella accanto al termosifone e una volta alla settimana si vaporizza vicino alla chioma acqua distillata in modo che il terreno non sia troppo bagnato. La yucca o tronchetto della felicità va spostata vicino a un punto luce, evitando che i raggi del sole la colpiscano direttamente e, rifratti, brucino le foglie. Ogni tanto le piante vanno ruotate di 90 gradi così da ricevere la stessa quantità di luce sulle foglie».

Consigli di acquisto?
«Consiglio di tenere in casa delle orchidee, assorbono le radiazioni del computer. L’orchidea assorbe l’energia, la scarica nelle radici e la disattiva. Non ha bisogno di terreno, deve stare in un un vaso trasparente con corteccia di pino o di altri alberi e pochissima terra. Se l’aria è troppo asciutta le radici diventano di colore grigio: basta vaporizzare l’acqua nel vaso e le radici tornano di colore verde».

Le piante grasse vanno portate in casa?
«No, devono stare fuori. Oggi le piante grasse vivono anche sulle montagne, si sono acclimatate all’esterno, dentro casa muoiono. L’unica che si può mettere in casa è l’aloe: tenetela nella stanza da letto, perché è una delle poche piante che di notte dà ossigeno e “ruba” anidride carbonica che provoca mal di testa e insonnia».

Quali piante vanno potate?
«In autunno non farei potature agli alberi: se viene un caldo improvviso e poi una gelata, le piante muoiono».

È il caso di concimare prima dell’inverno?
«No, solo se abbiamo alberi e piante grandi si può dare un po’ di sostanza organica (stallatico maturo) o mettere dei concimi pellettati nel terreno, ma le piante devono cominciare a riposare».

Concimi naturali?
«Un po’ di latte nel terreno è un toccasana, o il caffè e il fondo del tè, o l’acqua di cottura delle verdure e delle castagne (ricca di amido e sostanze nutritive), anche un po’ di vino mischiato ad acqua (contiene polifenoli e resveratrolo) e ogni 15/20 giorni acqua e aceto (è il miglior disinfettante del terreno). La buccia del mango tagliata a pezzettini e inserita nel terreno è concimante contro i batteri».

Quali sono le malattie della stagione?
«Difficilmente ci sono fitopatie importanti in quanto il freddo blocca l’insorgenza di insetti, pidocchi, acari. È un momento bellissimo per le piante».

A lei cosa piace dell’autunno?
«Io amo l’autunno più della primavera, amo la frutta autunnale, le castagne, le giuggiole, i melograni, le foglie che cambiano colore (le foglie contengono già tutti i colori, ma in autunno quando la clorofilla va via li mettono in mostra), ci sono dei boschi bellissimi».

Da paroliere, che versi dedica a questa stagione?
«Proprio in questi giorni sto scrivendo una canzone sulla natura con Mogol. Gli ho detto: “Ascoltiamo i suoni della natura e facciamoci una canzone”, così lui ha scritto il testo e io la musica, un ritmo forte, ritmato, moderno. I primi di novembre andrò da Amadeus a proporgliela per il prossimo Sanremo».