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Made In Sud, intervista agli Arteteca

Gli sposini-rivelazione dello show di Raidue spiegano a Sorrisi come nascono i loro personaggi

Foto: Gli Arteteca

17 Marzo 2015 | 18:41 di Antonella Silvestri

Difficile intervistare i comici. Impossibile o quasi riuscire a cavare qualcosa di serio dalla bocca di due che fanno coppia sul palcoscenico e nella vita. Monica Lima ed Enzo Iuppariello, in arte gli Arteteca, sono tra gli artisti più seguiti e apprezzati di «Made in Sud» (nella foto, qui sopra, i conduttori dello show di Raidue: da sinistra, Ross, Elisabetta Gregoraci, Fatima Trotta e Gigi). Alle spalle hanno tanti riconoscimenti, su tutti il Premio Totò e il Festival «Cabarettiamo» di Sorrento. Ma è stato l’approdo al laboratorio «Sipariando» del teatro Tam di Napoli, diretto da Nando Mormone (l’inventore di «Made in Sud»), ad aprire loro le porte della tv.

«Siamo contenti che Sorrisi si sia accorto di noi» dice Enzo quando li raggiungiamo. Impossibile non immaginare che da un momento all’altro scatti uno dei loro tormentoni: «Vita, cuore, battito» o semplicemente «Shatush». «Amo’, è campana come noi la giornalista!» precisa subito Monica e, in una manciata di secondi, si apre un siparietto degno dei migliori sketch.

Cominciamo dal nome: perché Arteteca?
Enzo: «È un’espressione partenopea che indica irrequietezza. E noi ci muoviamo continuamente. Monica si spegne spesso perché è pigra, ma la sua mente si agita anche quando dorme».
Monica: «Enzo non sta mai fermo un attimo, ma quando si rilassa spegne pure il cervello!».

Le vostre espressioni «Amo’, ho spaccato» oppure «Shatush», «Ask» e «Non te ne foire» sono tormentoni che si sentono ormai ovunque.
Enzo: «Molti giovani si esprimono così, con qualche parola inglese e un forte accento regionale. Per arrivare diritti al pubblico senza annoiare, come farebbe un professore di greco, abbiamo scelto il linguaggio più comune».
Monica: «La verità è che non sono le persone a parlare come noi. Siamo noi che abbiamo imparato la loro lingua».

Voi fate coppia per mestiere e nella vita: il vostro collante principale è la comicità? Anche quando siete a casa ridete spesso?
Enzo: «Come no... Soprattutto a fine mese, quando dobbiamo fare i conti e pagare le bollette. Sapessi che divertimento...».
Monica: «Dopo 13 anni di fidanzamento e mezzo di matrimonio ci divertiamo solo a “Made in Sud”. Quel palco ci riaccende la passione!».

Quando avete scoperto di avere una vena comica?
Enzo: «A scuola. Ogni volta che le insegnanti mi interrogavano, mi ridevano in faccia. Da allora ho deciso di mettermi a studiare per diventare un comico».
Monica: «Da bambina ero timidissima. Mi sono iscritta a un corso di recitazione per sbloccarmi. Ho impiegato un anno per salire su un palco. Ora ci vuole un anno per farmi scendere...».

State spopolando con i vostri nuovi personaggi, i tamarri. Quanto ci mettete a conciarvi in quel modo?
Enzo: «Un paio d’ore in due. A Monica devono montare l’impalcatura...».
Monica: «Prima dell’inizio della stagione tv io ed Enzo facciamo un viaggio a Barcellona e Londra, le capitali delle tendenze, e compriamo un sacco di roba. Già per metterci addosso tutti quei ninnoli ci passa il pomeriggio!».