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Malala, studentessa e premio Nobel per la Pace

Su Nat Geo People, per l'8 marzo, il documentario di Davis Guggenheim sulla ragazza pakistana che lotta per l'istruzione delle donne, da quando aveva 11 anni

Foto: Malala tra i banchi  - Credit: © Fox Searchlight Pictures

08 Marzo 2016 | 11:30 di Manuela Puglisi

In occasione dell’8 marzo, la Festa delle donne, va in onda in anteprima assoluta su Nat Geo People alle 21.00, Malala, il film del Premio Oscar Davis Guggheneim ispirato all’autobiografia Io sono Malala.

Malala Yousafzai, studentessa pakistana, è il più giovane premio Nobel per la Pace della storia, assegnatole nel 2014 insieme a Kailash Satyarthi per il loro impegno nell’ambito dei diritti dei bambini. Una ragazza che, a soli 18 anni, ha sfidato gli estremisti che l’anno perseguitata battendosi per la libertà e il diritto all’istruzione. Il documentario, realizzato in 18 mesi fianco a fianco con la famiglia Yousafzai in Inghilterra, in Kenya ad Abu Dhabi e in Giordania, racconta la storia di questa ragazza straordinaria, di suo padre Ziauddin, della madre Toor Pekai e dei fratelli Khusal e Atal.

Conosceremo meglio Malala attraverso il racconto della sua infanzia, la storia della sua famiglia che si è rifiutata di cedere all’integralismo religioso e di come una normalissima studentessa si sia trasformata in una paladina dell’istruzione. Il padre Ziauddin Yousafzai, attivista e insegnante pakistano, non per niente l’ha voluta chiamare Malala, come la leggendaria eroina del folklore Pashtun: Malalai di Maiwand.

La ragazza, allora una bambina, a soli 11 anni (nel 2009) ha deciso di iniziare a scrivere un blog per la BBC, raccontando la propria vita nella città controllata dai Talebani, fino all’attentato. Il 9 ottobre del 2012, all’età di 15 anni, è stata colpita da un gruppo armato di Talebani mentre era a bordo del suo scuolabus, per aver manifestato il desiderio di leggere e studiare sin da piccola. Ridotta in fin di vita, non si è fatta scoraggiare e dopo mesi di riabilitazione è tornata a lottare perché in Pakistan non fossero più bandite la musica e la televisione e perché alle donne fosse permesso uscire di casa e recarsi a scuola.

Oggi, ci racconta il film, Malala è cresciuta e si batte contro la violenza e, soprattutto, per dare la possibilità alle ragazze di avere un’istruzione “Io ho il diritto di cantare, ho il diritto di andare al mercato, il diritto di parlare. Avrò la mia istruzione, che sia a casa, a scuola, o da qualche parte. Non mi fermeranno” ha dichiarato, dando voce e speranze alle ragazze di tutto il mondo a cui è negata un'istruzione.