Mara Venier si racconta dopo una stagione trionfale: «Mi sento ancora una ragazza»

«Non sono una da Sanremo» confida a Sorrisi la conduttrice. «A me piace stare seduta a chiacchierare. Essere lì in piedi davanti a tutte quelle persone mi farebbe venire un’ansia...»

Mara Venier  Credit: © Gianluca Saragò
14 Luglio 2022 alle 07:36

Quando arriva all’Anantara Palazzo Naiadi di Roma, l’hotel dove è ambientato il nostro servizio di copertina, la salutano con affetto. Mara Venier è la “zia” di tutti: del concierge, del barman che le prepara un cocktail a bordo piscina, delle signore ai piani con cui scambia quattro chiacchiere. Abbiamo appuntamento per le foto e ci sono 35 gradi all’ombra. Mara indossa un paio di comode ciabattine con gli strass colorati: «E chi se li mette i tacchi con questo caldo?» esordisce. Poi via, resta a piedi nudi per la nostra intervista e come sottofondo musicale sceglie dal telefonino il brano di Francesco Gabbani “Volevamo solo essere felici”.

Mara, ha chiuso una stagione di fuoco di “Domenica in”, tra ottimi ascolti, grandi ospiti, uno speciale serale in cui ha festeggiato trent’anni di carriera. Voleva essere più felice di così?
«È stato tutto “troppo”. Troppo bello. Io non mi rendo conto lì per lì. Ma devo dire che mai come quest’anno è andata bene».

I momenti indimenticabili di quest’anno?
«Tanti, perché ogni domenica accade qualcosa di inaspettato, che spariglia le carte. Mi sono divertita con Jovanotti, con Renato Zero... con tutti! Poi Renzo, nel serale, è stato intenso. Arbore non è andato da nessuna parte per due anni per colpa della pandemia, perché aveva paura. Ma per me ha superato questo scoglio: è stato un atto d’amore. E io l’ho apprezzato e ricambiato. Tutti la mattina dopo hanno detto che sembrava che fossi ancora “innamorata” di lui. Io voglio molto bene a Renzo e sì, è amore. Ma ci sono tanti tipi d’amore».

E l’amore trionfa sempre. Lei lo ha ribadito nelle vesti di “officiante”, celebrando le nozze del giornalista Alberto Matano con l’avvocato Riccardo Mannino. Com’è stato?
«Faticoso come fare sette puntate di “Domenica in”. All’inizio pensavo di dover preparare un discorso serio, romantico, pomposo. Quindi mi sono messa a studiare, ho letto miliardi di poesie d’amore su Internet, ho attraversato tutti gli stati emotivi. Ma poi mi sono detta: “Devo essere me stessa, quindi racconterò semplicemente com’è andata”».

E com’è andata?
«Due mesi fa a cena, con Alberto e Riccardo, si era parlato del loro amore e io ho chiesto: “Allora? C’è una data?”. Ma Alberto mi aveva risposto che Riccardo non era interessato. Invece, il giorno dopo, ricevo una bella sorpresa: sul cellulare mi arriva un suo messaggio. E sì, la data c’era».

L’anno scorso ha fatto la madrina di battesimo per la figlia di Eleonora Daniele, Carlotta. Perché i suoi colleghi scelgono lei per questi momenti così importanti?
«Perché non sono colleghi, ma amici veri. Con Eleonora c’è un’empatia unica e Alberto... beh, che dire di Alberto? Lui è un dono meraviglioso: ha preso il posto del mio più caro amico, che mi ha lasciato due anni fa. Gianni (l’attore e cantante Gianni Dei, che è mancato nel 2020, ndr) era un po’ geloso di Alberto, forse aveva percepito che avrebbe riempito uno spazio importante nel mio cuore. E mi piace pensare che da lassù vegli su di noi».

Ha un modo speciale di far sentire “a casa” i suoi ospiti. Ma è facile mettere a suo agio lei?
«È facilissimo, perché io evito a priori le situazioni e le persone che potrebbero mettermi a disagio. Alla mia età posso permettermi di stare alla larga da chi non mi piace: io amo circondarmi solo di persone che mi vogliono bene».

Sappiamo che condurrà ancora “Domenica in” da quando ha dichiarato: «Col cavolo che vado in pensione!». Non le piace l’idea della pensione?
«No, anzi. Non ho nulla contro il riposo dopo una vita di lavoro. E non è che potrò stare in tv fino a 80 anni...Ormai non lo dico più che la prossima sarà l’ultima stagione, si vedrà. Andrò avanti finché il pubblico gradirà il mio modo di condurre».

Ha in mente nuove idee per il programma?
«Nessuna! Squadra che vince non si cambia, andiamo avanti così, nello stesso modo».

Il direttore di Rai1 la vorrà ancora in prima serata?
«Sì, è stato un bell’esperimento che ripeteremo, il 16 settembre».

Con la sua quinta edizione consecutiva di “Domenica in”, a settembre arriva a 14 stagioni condotte e supera il record di 13, detenuto da Pippo Baudo. Lo inviterà?
«Pippo è la televisione, l’ho sempre invitato e lo vorrei sempre ospite. Queste 14 edizioni sono un regalo, sono 14 anni della mia vita. Di una Mara che, in fondo, è rimasta una ragazza che non smette di sognare».

Ecco perché l’appellativo “signora della domenica” le fa storcere il naso.
«Esatto, perché come canta Loredana Bertè, amica che ho ritrovato dopo un periodo di incomprensioni, “Non sono una signora”».

Cos’è per lei l’eleganza?
«Sentirsi bene in quello che indossi. Io sto bene in jeans, maglietta e blazer. Non mi piacciono le persone troppo perfette, amo l’imperfezione. Mio marito Nicola (il produttore Nicola Carraro, ndr) quando ci siamo conosciuti mi sembrava troppo impostato: “Non c’entra niente con me” pensavo. Invece mi sono ricreduta, ho scoperto il suo spirito da “pirata”: libero, simpatico e fuori dagli schemi. E l’ho adorato: a settembre saranno 22 anni che ci amiamo e stiamo insieme».

Simpatici si nasce o si diventa?
«La simpatia o ce l’hai o non te la puoi far venire. Non c’è niente di più antipatico che cercare di rendersi simpatici».

I suoi collaboratori li sceglie a simpatia?
«Da loro pretendo moltissimo, ma mi sento capita. Ormai tra di noi basta uno sguardo, con Annarella, la mia truccatrice da 32 anni, con Silvana del casting, con tutti gli altri. Io non voglio i “fenomeni” del momento, di quelli diffido: voglio i miei, sempre gli stessi, perché sono umani, sono campioni di umanità».

Nelle sue domeniche estive, visto che non lavora, che fa?
«Non so stare con le mani in mano. Pulisco il terrazzo, faccio il bucato e cucino per tutti gli amici a cena».

Con questo caldo si mette anche a cucinare?
«A pranzo posso pure resistere con due pomodori e il tonno, ma la sera devo mangiare davvero: preparo cotolette, amatriciane, carbonare».

Ma lei, che non sopporta l’aria condizionata, come si rinfresca? Tiene in borsa un ventaglio?
«No, mi sventolo con quello che trovo in giro (scoppia in una fragorosa risata, ndr). L’aria condizionata la tengo bassa e la sera per conciliare il sonno guardo un film o una serie tv. Mi “abbiocco” verso le dieci, dieci e mezzo di sera».

Dove andrà di bello in vacanza?
«Raggiungo mio marito a Santo Domingo. Parto con mio nipote piccolo, Iaio».

Claudio, detto Iaio, ha appena compiuto 5 anni. In che fase è?
«La fase “Pierino la peste”. Mi fa diventare matta, ma io sono pazza di lui, è la gioia della mia vita, mi faccio fare di tutto: Iaio è la felicità».

E porta in viaggio anche suo nipote Giulio?
«Giulio no, perché ormai è grande, ha 19 anni e gli ho regalato la macchina».

Le ha già presentato la fidanzata?
«No, niente fidanzate. Mi ha detto che al momento è single. Con me si confida, siamo molto complici. Quando voleva farsi il primo tatuaggio, un leone sulla gamba, me l’ha chiesto per prima. E io gli ho detto: “Ma sì, fallo amore”».

Lei sorride spesso, è il ritratto di una donna soddisfatta di sé, schietta, diretta.
«Sono così, è proprio il mio marchio di fabbrica».

C’è qualcosa che cambierebbe della sua vita o della sua immagine?
«Non cambierei nulla. Vorrei solo perdere qualche chilo, ma come si fa? A me piace mangiare».

Prima della pensione, se mai ci andrà, si regalerà la conduzione di un Festival di Sanremo?
«Fossi matta. Non sono una da Sanremo: a me piace stare seduta, chiacchierare. Lì, con tutti gli occhi puntati addosso, mi verrebbe un’ansia incredibile, peggio che al matrimonio di Matano (ride)».

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