Home TvMara Venier: «Vi spiego il mio metodo casalingo di fare la tv»

Mara Venier: «Vi spiego il mio metodo casalingo di fare la tv»

«Invitare gli amici, niente prove e non seguire un copione: così a "Domenica in" siamo tutti più rilassati»

Foto: Mara Venier a "Domenica In"  - Credit: © Rai

26 Novembre 2020 | 9:13 di Giusy Cascio

Popstar di fama internazionale, attori amatissimi, personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, ma non solo. Da Mara Venier a "Domenica in" vanno tutti volentieri, anche quelli che altrove in tv non si vedono mai. «Ma non è vero, vanno anche altrove» si schermisce la conduttrice. E da qui nasce una chiacchierata senza filtri, come quelle che piacciono a lei.

Mara, perché tanti ospiti importanti la vengono a trovare?
«Perché si sentono a casa. Si fidano, sicuramente. E si sciolgono anche, perché negli anni abbiamo costruito rapporti di amicizia autentici. Solo per quello c’è chi si sveglia alle tre di notte, come Tiziano Ferro, per collegarsi da Los Angeles. Gli ospiti mi danno sempre di più di quello che m aspetto, perché sentono l’affetto vero Giuseppe Fiorello quando è venuto in studio ha detto: “Adesso capisco perché qui ci si commuove”».

Contatta lei personalmente gli ospiti?
«Tanti si propongono loro. E qualche volta diciamo di no».

Come sceglie?
«Mi trovo bene con la responsabile casting Silvana Ballarin, che è bravissima. Vado poco in redazione per via del Covid, ma magari ci vediamo fuori dal bar, all'aperto. Lei mi fa un po’ di nomi e io dico “sì” o “no”: invito solo chi mi piace».

Poi?
«Lavoro sui personaggi, leggo molto su di loro. Poi chiedo alla mia squadra di autori di trovare i filmati. Ormai sanno esattamente che cosa voglio, mi capiscono al volo. E questi video li guardo uno o due giorni prima di andare in onda».

E quando preparate la scaletta insieme con gli autori?
«Durante la settimana ci telefoniamo spesso. Ma poi il sabato pomeriggio magari decido di cambiare tutto. A volte lo faccio anche in diretta la domenica».

Improvvisando?
«Sì, vado a braccio, seguo sempre l’istinto».

Facciamo degli esempi per capire meglio il “metodo Mara”. A Tiziano Ferro, collegato da casa sua a Los Angeles, ha confidato: «Che ansia, pensa se saltava la linea!». Meglio anticipare gli inconvenienti tecnici e scherzarci su?
«Col Covid, in Italia, non puoi mandare in giro i cosiddetti “zainetti” (l’attrezzatura tecnica degli operatori delle riprese, ndr) perché la gente si spaventa e in casa non vuole nessuno. Figuriamoci dall’altra parte del mondo. Con Tiziano eravamo su Skype, ma per fortuna è andato tutto bene. Ha cantato, ci siamo commossi, abbiamo scherzato».

Lui le ha detto: «Ti strizzerei tutta». La cosa poteva metterla in imbarazzo, invece ha rilanciato con una battuta.
«“Strizza, strizza, tutta roba naturale!” (ride)».

Ovviamente non era preparata.
«Non preparo mai nulla. Non seguo un copione, non ho nulla di scritto. Neanche il gobbo: non lo so leggere, non sono capace. Ho solo dei cartelli con i nomi dei filmati. Ma decido lì per lì quali mandare, in che ordine».

Patty Pravo a un certo punto sembrava spaesata e lei anziché abbozzare ha sottolineato: «Ma come, non te l’hanno detto che devi tornare?». Cos’è successo?
«Dunque, Patty Pravo doveva cantare, ma non le andava. Nicoletta (Strambelli, vero nome dell’artista, ndr) è fatta così, la conosco da una vita. La prima volta che l’ho vista, nella nostra Venezia, eravamo piccole. I ragazzini a piazza Ferretto erano tutti innamorati di lei, bionda e bellissima. Nicoletta per me è “casa”».

Sinisa Mihajlovic le ha parlato dei suoi problemi di salute e Giorgio Panariello le ha raccontato la tragica storia di suo fratello.
«Interviste commoventi, su temi delicati. Quella con Panariello secondo me è stata una delle puntate più belle. La sua storia familiare la conoscevo già, perché Giorgio mentre scriveva il libro sul fratello a giugno mi aveva cercato per dirmi: “Vorrei presentarlo da te”. Potevamo incontrarci un po’ prima della puntata, dietro il sipario, nel backstage, ma non ho voluto».

Perché?
«Non incontro prima gli ospiti, è la mia regola. Perché voglio emozionarmi in diretta insieme con loro, preferisco che tutto succeda spontaneamente».

Le capita mai di pensare ai suoi, di momenti difficili, mentre fa le interviste?
«Quasi sempre. Mi è successo, per esempio, con Mika: quando mi ha raccontato della sua mamma, ho pensato a quando ho perso la mia. A volte mi incavolo pure, mi ribello. Come quando si voleva far passare l’idea che noi anziani siamo “improduttivi”. Quindi io cosa dovrei fare, alla mia età?».

Si ribella perché, a 70 anni, lei è rock. Perciò la amano i giovani: Achille Lauro, Ultimo...
«Amori della zia! Lauro (De Marinis, vero nome di Achille Lauro, ndr) è stato il primo a mandarmi un messaggino quando mi sono rotta il piede. E con Niccolò (Moriconi, vero nome di Ultimo, ndr) ci scriviamo spesso, anche se lui non vuole andare mai in tv da nessuna parte. Ma mi vogliono bene tutti, anche i ragazzi di Maria».

Lei mobilita persino la concorrenza. Ha avuto in studio Maria De Filippi e anche Ezio Greggio che le ha cantato una rivisitazione di “Mamma”: «Mara son tanto felice».
«Ringrazio Mediaset, dove ho lasciato un pezzetto di cuore. A “Domenica in” non potevo dire di no, è il mio programma, lo amo. Ma a Mediaset ho persone a cui voglio bene. Oltre alla famiglia Berlusconi, voglio ricordare Ezio Greggio, che è stato un ospite molto simpatico, e Maria De Filippi: non dimenticherò mai che mi ha teso la mano in un periodo duro della mia carriera. E con lei lavorerei ancora mille volte».

Mara, tra un mese è Natale. E sarà un Natale diverso dagli altri, senza le lunghe tavolate. Per reazione in molti hanno già fatto l’albero e appeso le decorazioni alle pareti.
«Io no, l’atmosfera non la sento. Sarà un Natale diverso sì, ma di responsabilità prima di tutto. Il regalo che vorrei sotto l’albero è un vaccino, una cura, perché ho paura di ammalarmi. Quando il mio nipote più piccolo, Claudietto, viene a trovarci e guardiamo i cartoni insieme, mio marito Nicola e io mettiamo la mascherina, manteniamo le distanze, apriamo le finestre. Le decorazioni le metterò per lui, che ha 3 anni: qualche lucina qua e là e i Babbi Natale che ballano e cantano. I bambini hanno bisogno di allegria».