Marcia, la new entry di “Paperissima Sprint”

Accanto alla conduttrice Roberta Lanfranchi e al Gabibbo è arrivata la modella brasiliana Marcia Thereza Araujo Barros

13 Ottobre 2022 alle 08:13

La nuova stagione di "Paperissima Sprint" si è aperta con una bella sorpresa: accanto alla conduttrice Roberta Lanfranchi e al Gabibbo è arrivata la modella brasiliana Marcia Thereza Araujo Barros.

Com’è approdata a "Paperissima"?
«La scorsa estate mi hanno proposto di partecipare a un casting per Mediaset senza dirmi di cosa si trattava. Ho fatto tre provini e quando ho scoperto di essere stata scelta per "Paperissima" ho pianto dall’emozione. Ho pensato subito a Juliana Moreira: anche lei è di origini brasiliane ed è diventata famosa proprio per aver condotto in passato "Paperissima"».

Il suo sogno per il futuro?
«Lascio le porte aperte. Per ora penso a imparare il più possibile da questa occasione e a crescere».

Qualcuno le ha dato consigli?
«Sia Roberta che il Gabibbo sono due grandi, mi hanno accolto in modo caloroso. E Antonio Ricci (il creatore di "Paperissima" e "Striscia la notizia", ndr) mi ha detto di prendere il programma come un gioco, un divertimento».

Lei come si diverte?
«Sono molto solare, mi fa piacere ridere e far ridere. Amo stare in compagnia, sono una chiacchierona e mi piace fare tante cose: giocare a bowling, andare sul go kart, uscire a cena. Ma anche stare a casa con gli amici a guardare un film».

In tv cosa guarda?
«Quando sono arrivata in Italia avevo dieci anni e mi sono appassionata subito a "Striscia la notizia". E poi seguo le serie, da "La casa di carta" a "Orange is the new black"».

In un uomo cerca l’ironia?
«Sì. Il mio fidanzato, che non fa parte del mondo dello spettacolo, mi fa molto ridere».

Quali gag di "Paperissima" la divertono di più?
«Quelle dove le persone partono serissime, convinte di riuscire in un’impresa, ma poi qualcosa va storto».

E lei, fa mai delle papere?
«Certo. Parlando velocemente spesso invento le parole e me ne accorgo perché gli altri mi guardano strano. E poi... quante volte inciampo sui tacchi!».

Seguici