Home TvMarco Liorni: «Per la mia dolce Grace sono io il capobranco»

Marco Liorni: «Per la mia dolce Grace sono io il capobranco»

Conduce tutti i giorni "Reazione a catena" su Raiuno, ma appena può scappa a casa per coccolare il suo pastore tedesco

Foto: Marco Liorni e la sua Grace, un pastore tedesco dal carattere molto docile

26 Luglio 2019 | 11:35 di Solange Savagnone

Ogni sera lo vedete sorridente e impeccabile alla guida di “Reazione a catena”. Ma mentre ci divertiamo a rispondere alle domande del quiz che condurrà per tutta l’estate, immaginatelo in un’altra veste. Quella del capobranco. Marco Liorni infatti da due anni è il felice proprietario di Grace, una bellissima femmina di pastore tedesco. «Alle mie figlie, Emma e Viola (rispettivamente di 14 e 8 anni, ndr), avevamo promesso un cagnolino piccolo. E mentre pensavamo se fosse meglio un bassotto o un maltese, è arrivata lei…».

Che non è proprio un bassotto.
«È arrivata per caso perché un amico ci ha parlato di questo allevamento di pastori tedeschi a Rignano Flaminio, vicino a Roma. Siamo andati a vederlo così, “senza impegno”… e siamo tornati a casa con lei».

Felice della scelta?
«Molto. Lei ha il carattere di un Golden retriever: è buonissima e si lascia fare tutto. Da padre apprensivo di due ragazze ho provato a farla addestrare per insegnarle un po’ di difesa. Speravo che così avrebbe protetto Emma se la sera la portava fuori per la passeggiata. Invece niente. Grace fa le feste a tutti. Non sa cosa sia l’aggressività. È una tenerona. Siamo innamorati persi di lei. L’allevatore mi ha perfino chiesto se gliela ridavo o le facevo fare i cuccioli perché non ha mai visto un cane così equilibrato».

La farà diventare mamma?
«Al momento no, ma non lo escludo in futuro perché per il padrone di un cane è un’esperienza bellissima. Io l’ho già vissuta quando la mia meticcia Blondie, che ha vissuto fino a 17 anni, ha fatto i cuccioli. Il problema è che devi avere uno spazio adeguato in casa e noi non abbiamo un giardino, solo un balcone, anche se siamo molto vicini a un parco dove Grace si scatena la mattina e la sera».

Chi la accompagna?
«La mattina sempre io perché mi sveglio presto e mi fa piacere, è un momento tutto nostro. Ma in realtà lo faccio anche la sera quando non lavoro. Adesso che sono a Napoli per “Reazione a catena” la sta portando mia moglie e mia figlia grande all’ora di pranzo, anche se mugugna un po’…».

Sempre così con i figli, prima chiedono il cane e poi se ne occupano i genitori…
«Loro ci giocano, le stanno sempre addosso, la baciano e la coccolano. Anche mia moglie. Io invece non esagero e le do poca confidenza. Basta uno sguardo e capisce subito se deve o non deve fare una cosa. I pastori tedeschi hanno bisogno di una guida e di rispettare la gerarchia del branco, bisogna stare attenti che non ti scavalchino. Ora segue sempre me e sono molto orgoglioso di essere il suo capobranco».

Come glielo ha insegnato?
«Per esempio, all’inizio il cibo glielo portava Viola in modo che capisse che nella gerarchia era sopra di lei. Io invece… abbaio».

Scusi, in che senso abbaia?
«Quando era cucciola per educarla e farle capire che non doveva fare una cosa la sgridavo facendo la voce grossa e funzionava. L’allevatore mi ha spiegato che era come se stessi abbaiando. Allora ogni tanto lo faccio».

Non la vizia mai, magari facendola dormire con lei?
«Ha una cuccia fuori sul terrazzo, ma ci va di rado. La sera dorme su un cuscinone nel suo angolo. È molto educata. Appena sente il rumore delle posate capisce che stiamo apparecchiando, si alza e va fuori: glielo abbiamo insegnato fin da piccola e ora lo fa da sola. A tavola non le diamo niente perché i pastori tedeschi sono delicati di stomaco, non si può sgarrare. Mangia croccantini e cibo umido una volta al giorno, solo la sera. Ce lo ha consigliato l’allevatore perché dopo il pasto devono stare tranquilli per non rischiare la torsione dello stomaco».

Una cosa particolare che fa?
«Appena entriamo nel parco va a caccia di rami. A volte li prende più grandi di lei. Ha una forza incredibile e li porta in giro con orgoglio. E poi, purtroppo, le piace tantissimo bucare i palloni: anche se è abbattuta per il caldo le basta vederne uno per rianimarsi. E le piacciono molto i riflessi. Se ne adocchia uno mugola inseguendo la luce. Ma ho letto su Internet che questo comportamento non va assecondato perché rischia di diventa una nevrosi. Quando è in balcone rincorre gli uccelli e odia i gatti. Infatti non la lascio a mia madre perché ho paura che se ne vede uno mentre sono a passeggio per inseguirlo la faccia cadere».

E quando andate in ferie come vi organizzate?
«Finora l’abbiamo portata quasi sempre con noi al mare, anche se soffre il caldo. In montagna invece è felicissima. Se dobbiamo prendere un aereo, però, la lasciamo in pensione da Nino, il suo allevatore che la conosce da quando è nata».

Ma Grace quando è il cane più felice del mondo?
«Quando è con noi ma anche in campagna dalla nonna, dove ha la possibilità di fare la guardia perché c’è il giardino. Ha bisogno di essere impegnata in qualche attività e di assecondare la sua natura di cane da lavoro. Il fatto di essere così ubbidiente è perché le piace: se dico “piede“ quando camminiamo si tiene in linea con il ginocchio e quando le ordino di sedersi lo fa subito. E poi mi guarda felice».