Mario Giordano: «Ora presento il mio nuovo libro»

Anche "Fuori dal coro" chiude per ferie, mentre il conduttore continua il suo tour in giro per l’Italia per promuovere il suo ultimo libro "Tromboni"

4 Luglio 2022 alle 08:47

Anche "Fuori dal coro" chiude per ferie, mentre il conduttore Mario Giordano continua il suo tour in giro per l’Italia per promuovere il suo ultimo libro "Tromboni". «È stata una stagione soddisfacente perché i risultati sono maturati in un contesto non facile che ha costretto tutti a cambiare pelle, ad adeguarci alla complessità dei fatti» sottolinea il giornalista.

Mario, ma dove la prende tutta quella energia?
«Nel lavoro vado a mille. La forza la tiro fuori davanti alle telecamere. Il direttore di Rete 4 Sebastiano Lombardi ha dichiarato che ho degli atteggiamenti da uomo di spettacolo. Per me è un gran complimento, anche se non rinuncio mai a essere giornalista. Chi fa televisione popolare è inevitabile che cada nella spettacolarità altrimenti ci troveremmo di fronte a un convegno. Al di là della mimica e dei miei siparietti, quello che bisogna sottolineare è il cuore e la forza di "Fuori dal coro" che è il contenuto di servizi e inchieste».

All’inizio veniva preso di mira per la voce. Che invece è diventata il tratto distintivo della sua personalità…
«(sorride). È un difetto fisico per il quale ho sempre sofferto. Mi ha sempre fatto male essere preso in giro di continuo per il mio timbro vocale. In televisione tutti i difetti possono diventare un elemento di riconoscibilità e di forza. Quando vado in giro, faccio sempre la premessa: “Vi chiedo scusa per la mia voce”. Ma alla fine la gente mi si avvicina e dice: “Ma a noi piace”».

Ma quando non conduce "Fuori dal coro", cosa fa?
«Scrivo libri, ogni tanto giochicchio a tennis, corro qualche volta al parco di Monza e spesso sul tapis roulant di casa mia. E poi coltivo la passione per la mia squadra del cuore, il Torino».

Tanto lavoro. Ma la famiglia?
«È sacra. Quando sono a casa, stacco tutto. I miei primi due figli convivono con i loro rispettivi partner, ma una volta alla settimana ci ritroviamo tutti insieme e poi, per dieci giorni all’anno, abbiamo l’abitudine di fare una sorta di ritiro a base di tranquillità».

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