Home TvCostanzo e l’arte della conversazione: l’editoriale di Aldo Vitali

Costanzo e l’arte della conversazione: l’editoriale di Aldo Vitali

«Maurizio Costanzo ha portato nelle nostre case il potere dell’intelligenza, la forza della curiosità e il fascino dell’ironia»

Foto: Maurizio Costanzo  - Credit: © Massimo Sestini

30 Marzo 2015 | 16:59 di Aldo Vitali

Quando, tanti anni fa, arrivai a Milano in cerca di lavoro, conoscevo pochissima gente e la mattina dovevo svegliarmi presto perché facevo supplenze nelle scuole. Così guardavo tanta tv e non mi perdevo mai il «Maurizio Costanzo Show». Lì dentro c’era tutta la vita: le storie difficili, la politica, la comicità.

Ancora oggi non so quale fosse il metodo usato da Costanzo per far sì che tra uno spostamento e l’altro del suo sgabello noi telespettatori potessimo passare senza... traumi da un’atmosfera all’altra. Forse il segreto stava nel far sembrare il Teatro Parioli, da dove andava in onda il programma, un prolungamento del salotto di casa (non della mia di allora, un monolocale col pavimento storto e le pareti di carta velina), dove si chiacchiera tra amici e parenti di tante cose, senza un apparente filo logico.

Così, sera dopo sera, Costanzo ha portato nelle nostre case il potere dell’intelligenza, la forza della curiosità e il fascino dell’ironia, tre ingredienti fondamentali non solo dello «Show», ma anche delle sue commedie e dei suoi programmi precedenti. Ma soprattutto Costanzo metteva in scena al Parioli uno spettacolo raro: l’arte della conversazione (che permetteva, tanto per citare due sue scoperte, a Enzo Iacchetti di stare sullo stesso palco di Vittorio Sgarbi senza litigare, al massimo battibeccando).

Ora Costanzo torna in tv con una serie di puntate speciali del suo «Show». Antonella Silvestri è andata a trovarlo e gli ha fatto una bellissima intervista che trovate a pagina 28 di Sorrisi. Ho detto «intervista»? Scusate, volevo dire «conversazione».