Home TvMaurizio Costanzo: «Con Maria accanto ho il cielo in una stanza»

Maurizio Costanzo: «Con Maria accanto ho il cielo in una stanza»

Il giornalista ci confida come trascorre questi giorni di isolamento a casa. E il pensiero vola alle prossime nozze d’argento...

Foto: Maurizio Costanzo

24 Aprile 2020 | 16:10 di Giusy Cascio

Quando all’inizio di aprile è stato annunciato che il “Maurizio Costanzo Show” non sarebbe potuto andare in onda, si era diffusa la falsa notizia che il conduttore fosse positivo al tampone del coronavirus. Una “fake news” subito smentita. Maurizio Costanzo sta benone, abbiamo chiacchierato piacevolmente al telefono. Lui era nel suo ufficio a Roma, nel quartiere Prati, e la conversazione si è aperta con un invito: «Passi a trovarmi, quando si potrà!».

Cosa le manca di più della vita prima della pandemia?
«Poter abbracciare gli amici».

Le sue abitudini sono cambiate?
«Poco e niente, perché mia moglie e io abbiamo sempre avuto una vita casalinga, senza mondanità. La sera non frequentavamo salotti e non andavamo spesso al ristorante neanche prima».

Sta continuando a lavorare?
«Sì. Continuo a fare la radio (“Strada facendo” in onda su Isoradio dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 12, ndr) e a scrivere (le rubriche per “Il Tempo”, “Libero” e la “Piccola storia della tv” qui su Sorrisi). E presto riprenderò “L’intervista”. Purtroppo non posso fare il Costanzo Show, per la prima volta dopo 37 anni. Mi dispiace tantissimo, ma non è prudente. Lo show è nato con il pubblico. E senza pubblico non potrei farlo, sarebbe un tradimento».

Che precauzioni usate lei, i suoi familiari e i suoi collaboratori?
«Io consumo ettolitri di amuchina. Durante gli spostamenti, indossiamo tutti la mascherina: io, le mie segretarie, gli uomini della scorta. E prima di rientrare in casa Maria e io lasciamo le scarpe fuori dalla porta».

Con sua moglie mantenete la “distanza sociale” anche in casa?
«In salotto sì, c’è un metro, credo. A cena teniamo la distanza normale».

In questi giorni mangia di più?
«No, anzi. Mangio meno, perché per me il cibo è sinonimo di allegria. Sull’umore questo virus influisce: un po’ di tristezza e di ansia mi stanno venendo. Quest’anno non ho mangiato neanche un bignè alla crema per San Giuseppe. Sto a dieta da 40 anni…».

Un cibo a cui non rinuncerebbe?
«Se mi togliessero anche quel poco di pasta integrale e il gelato senza zucchero, non ce la farei a resistere».

Ha dovuto rimandare a tempi migliori anche il rito del pranzo con i suoi figli.
«Lo facevamo ogni giovedì e mi manca moltissimo. Per compensare, ci sentiamo al telefono più del solito».

I suoi nipoti la videochiamano?
«No, sono affezionato al telefono, sono un fan di Meucci (Antonio Meucci, l’inventore del telefono, ndr): le videochiamate non fanno per me».

Le capita di annoiarsi?
«Sono avvantaggiato perché fin da ragazzo sono sempre stato un grande produttore di noia. La noia è casa mia».

Come passa il tempo libero?
«Sto rileggendo tutte le opere di Ennio Flaiano. E guardo la tv».

Ha recuperato qualche serie tv?
«No, non le amo. Seguo i programmi d’informazione. Una sera Paolo Del Debbio, un’altra Giovanni Floris...».

L’informazione sta facendo bene il suo dovere?
«Per me sì, tutti i programmi sono validi. Mi piace molto “La vita in diretta” con Lorella Cuccarini. E le notizie quotidiane dalla Protezione civile».

Che cosa aggiungerebbe ai palinsesti?
«La tv della memoria, gli sceneggiati, i varietà. Le do una notizia: farò un programma su Raidue, titolo di lavoro “Album di famiglia”, in cui commenterò programmi storici. Andrà in onda a maggio, il sabato alle due di pomeriggio».

Per curiosità, è andato a vedere le code fuori dai supermercati?
«Non vado a fare la spesa, c’è chi la fa per me. Se la facessi io, comprerei tanta roba inutile a cifre esagerate. Però ho visto le file da fuori. E mi lasci dire che gli italiani in questa situazione si sono comportati benissimo. Mi sarei aspettato più furbetti, invece no».

Tanti italiani sfornano a casa loro pagnotte, pizze, torte...
«Beati loro, bravi. Io no. Le ripeto, mia moglie e io non siamo particolarmente festaioli. E quando sento il mio amico Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo, che mi racconta la tragedia che sta vivendo, mi assale lo sconforto».

La notte riesce a dormire?
«Dormo benissimo, grazie a Dio».

Per tanti questo è un periodo di bilanci o di propositi per il futuro.
«Alla mia età, il bilancio l’ho già fatto molto tempo fa e se non sono fallito vuol dire che è andata bene. Quanto ai propositi, il mio unico obiettivo adesso è vivere. Punto. È l’unico desiderio».

Il virus ci cambierà?
«Io credo che ci lascerà tali e quali, ma più inca…ti».

Da giornalista, qual è la domanda più grande che si fa su questa emergenza? E da cittadino?
«La domanda è una sola: “Quando finirà?”. Temo che ne usciremo solo con un vaccino. Quelli della mia generazione si sono presi morbillo e rosolia perché i vaccini non esistevano. Ma poi, quando hanno iniziato a esserci i vaccini per l’influenza, li ho sempre fatti, tutti gli anni».

Quando il peggio sarà passato, quale sarà la prima cosa che farà?
«Tornerò a stringere mani, un gesto che mi manca moltissimo».

Quest’estate per lei e la signora Maria De Filippi saranno 25 anni di matrimonio.
«Eh già, mi sono sposato quattro volte. Mai avrei pensato di arrivare alle nozze d’argento».

Dove le piacerebbe festeggiare le nozze d’argento il 28 agosto?
«Ovunque, basta essere Maria e io. Anche solo in una stanza. Come nella canzone di Gino Paoli».