Home TvMaurizio Costanzo: «Ho scoperto più stelle io di Galilei»

Maurizio Costanzo: «Ho scoperto più stelle io di Galilei»

Il conduttore ha compiuto 80 anni e ricorda per Sorrisi i tanti personaggi lanciati dal suo celebre show

Foto: Maurizio Costanzo è nato a Roma il 28 agosto 1938. Il «Maurizio Costanzo Show» ha debuttato il 14 settembre 1982

07 Settembre 2018 | 12:33 di Barbara Mosconi

Maurizio Costanzo è appena tornato dalle vacanze passate sul mare della Toscana. Lì, pochi giorni fa, il 28 agosto, ha compiuto 80 anni. Una lunga vita e un’altrettanto lunga carriera. Festeggiamenti? «Sì, ma molto tranquilli. Sono stato con i miei figli, i miei nipoti e altri amici in grande serenità e devo aggiungere che effettivamente è stata una serata molto piacevole» dice l’interessato. «Non amo le grandi feste, ne ho fatta una per i 60 anni e basta. Non amo proprio le feste» ci tiene a ribadire. A celebrarlo ci ha pensato però Rete 4 con uno speciale su di lui andato in onda proprio il 28 agosto.

Ora che è tornato a Roma si rimetterà subito al lavoro. E chi lo ferma? A settembre, infatti, in seconda serata su Canale 5 condurrà «L’intervista» («Mi piacerebbe avere come ospite Fedez»); poi dal 24 su Raiuno tornerà con «S’è fatta notte» e dopo qualche settimana, a ottobre, ripartirà il celebre «Maurizio Costanzo Show».

In 36 anni e alterni ritorni il programma intitolato con il suo nome e cognome ha collezionato oltre 4.400 puntate e lui, il conduttore coi baffi, ha visto accomodarsi sul palco migliaia di personaggi, alcuni effimeri, altri rimasti nella storia dello spettacolo o della cronaca. «Credo» dice lui, semplice e diretto come sempre, «di aver offerto loro l’occasione di farsi conoscere per com’erano. O almeno lo spero».

Sorrisi ha quindi chiesto a Maurizio Costanzo un breve giudizio sui personaggi che, grazie al suo palcoscenico, hanno conosciuto la notorietà:

Vittorio Sgarbi: «Una delle persone più intelligenti che ho incontrato davanti alle telecamere del “Costanzo Show”»

Afef Jnifen: «Quando venne dissi che ospitavo sul palco la donna più bella del mondo. Marco Tronchetti Provera la vide al “Costanzo Show” e poi la sposò»

Enrico Brignano: «Era pazzesco nei monologhi. Ancora l’anno scorso gli ho fatto rifare quelli sulle ragazze, è stato esilarante»

Giobbe Covatta: «Avevo un redattore che girava tutti i cabaret e le cantine in cerca di personaggi. Tra questi scoprì Covatta: era di una simpatia travolgente. Dopo scrisse anche un libro»

Platinette: «Non posso dire di averla scoperta io, la scopriva pure un passante! Ma io sono quello che l’ha invitata a togliersi la parrucca in video»

Enzo Iacchetti: «Venne a recitare delle poesie brevi, le chiamava poesie “bonsai”. Il pubblico reagì benissimo. So che in qualunque momento avessi bisogno, lui ci sarebbe»

Dario Vergassola: «Un tipo molto in gamba, parlava della suocera e di quelle che “non me la danno mai”. È tornato la scorsa stagione e parlava sempre della suocera»

Fiorello: «Lo conobbi in un villaggio vacanze e anni dopo lo chiamai a “Buona Domenica”. Al suo debutto dissi che, a mio parere, era più bravo di Walter Chiari. Confermo»

Walter Nudo: «È venuto spesso: era un bel ragazzo e funzionava molto bene per il pubblico femminile»

Valerio Mastandrea: «Venne dopo avermi scritto una lettera contorta, all’epoca faceva il liceo, poi me lo sono ritrovato attore. Non immaginavo, ma mi colpì l’intelligenza»

Daniele Luttazzi: «Era sveglio, intelligente, mi pare studiasse Medicina. Il giudizio era positivo, era molto vivace e reattivo. L’ho perso di vista»

Ricky Memphis: «Aveva scritto una poesia in romanesco su “Il Messaggero” e lo invitai. Sprigionava una grande simpatia»

Gioele Dix: «Un affabulatore, venne e cominciò con racconti che si svolgevano in un treno. Era molto bravo a raccontare storie»

David Riondino: «Cantava canzoni curiose e strampalate, cominciava sempre con un: “Oh ge-ge/oh ge-ge”. Per un periodo venne ogni giorno»

Alessandro Bergonzoni: «Rimasi affascinato dalla sua capacità di giocare con la parola. Era difficile capirlo all’inizio, ma dopo un po’ restavi stregato. Mi è piaciuto moltissimo»

Luciano De Crescenzo: «Lo invitai a “Bontà loro”, faceva l’ingegnere e poi divenne scrittore, quarant’anni fa. È una carissima, intelligente e bella persona»