Home TvMax Giusti: «Per fortuna con la moto non faccio Boom!»

Max Giusti: «Per fortuna con la moto non faccio Boom!»

È un pilota di motocross, ha scritto un film, recita a teatro (con il cugino) e sta per cambiare il quiz che conduce su Nove

Foto: Max Giusti presenta «Chi ti conosce?»

23 Maggio 2019 | 15:41 di Stefania Zizzari

Scende dalla moto da motocross, si toglie il casco (e un quintale di terra di dosso) e sfodera il sorriso delle persone felici. «Mi sembra di essere tornato pischello» ride Max Giusti in versione pilota di motocross. Ad Alghero Max si sta allenando per partecipare al “Swank Rally di Sardegna”. «Sono tre tappe da Porto Torres a Nuoro, poi Olbia e ritorno a Porto Torres» spiega. «Tra i 200 e i 230 chilometri al giorno di sterrato, circa nove ore sempre in sella…».

Sembra una cosa da supereroe.
«Infatti il nostro team si chiama “Yamaha Heroes”. Ma siamo quattro simpatici “sciamannati” che hanno come obiettivo principale quello di arrivare alla fine. Se poi riesco a non essere l’ultimo allora ho proprio vinto» (ride).

Quindi al suo già ricco curriculum di conduttore, attore, doppiatore, comico, cantante e imitatore, si deve aggiungere anche pilota?
«Tra i 14 e i 18 anni ero un pilota di motocross promettente. Poi ho iniziato con la tv e ho mollato. Non ero un fuoriclasse, ma mi sono tolto delle soddisfazioni. Ho fatto bene a scegliere la televisione, perché non sarei mai stato bravo come Tony Cairoli (l’italiano vincitore di nove titoli mondiali, ndr), il mio idolo. Però ancora adesso vado bene: se mi vede in sella non sembro uno della tv!».

Chi sono i suoi compagni del team?
«Marco Fontana, il campione olimpico di mountain bike, Giorgio Rocca, il campione di sci, e Alberto Naska, il seguitissimo youtuber di motori».

Non sembrate proprio degli sciamannati…
«È vero. Ci siamo allenati seriamente ma ci divertiamo. Però saremo in gara con altri 250 piloti che arrivano da tutto il mondo: un’impresa improba. Anche se noi abbiamo Hulk in squadra: una coscia di Giorgio Rocca sono tutte e due le mie e il suo avambraccio è come il mio bicipite. È in una forma incredibile!».

Anche lei: i suoi 50 anni li porta egregiamente.
«Sono il più vecchio del gruppo, ma per la televisione sono giovane. Insomma, se pensi a Pippo Baudo…».

A proposito di televisione, quando tornerà in onda?
«Mi sono lanciato in questa avventura del motocross tra la fine di “Boom!” e l’inizio di “Chi ti conosce?” sempre sul Nove, che parte il 10 giugno e andrà avanti per tutta l’estate. Ne ho approfittato anche per fare una piccola vacanza con la mia famiglia, che è venuta con me: non avrei sopportato di staccarmi da loro per venire a “giocare” con le moto».

Il quiz “Boom!” le ha dato grandi soddisfazioni.
«Siamo partiti tre anni fa con l’idea di fare 30 puntate, domandandoci: “Funzionerà?”. Siamo arrivati a 460. È stato un percorso bellissimo».

Un percorso che continuerà?
«Certo. Dopo l’estate, finito “Chi ti conosce?”, lo riprendo».

E ora cosa l’aspetta?
«Parto con la tournée estiva. C’è un appuntamento il 18 luglio all’Arena Gigli di Porto Recanati, in provincia di Macerata. Farò per la prima volta uno spettacolo con mio cugino Piero Massimo Macchini, un comico bravissimo e già famoso nelle Marche. Si chiama “Fratelli cugini” e sono felice di farlo perché la nostra è una famiglia umilissima, e immaginare che in un ambiente così semplice siano venuti su due attori è una cosa straordinaria. L’abbiamo fatto per le zie, per i genitori, per i cugini… alla fine diffonderemo più ingressi omaggio per i parenti che biglietti veri e propri» (ride).

E poi in autunno uscirà un film importante.
«Si chiama “APPena un minuto”, è una commedia molto divertente, il mio primo film da sceneggiatore e insieme da protagonista, con la regia di Francesco Mandelli. Nel cast, Paolo Calabresi, Loretta Goggi che fa mia mamma, Massimo Wertmuller che interpreta mio papà, poi Dino Abbrescia, Susy Laude, Herbert Ballerina e Marco Tardelli (Max non lo dice ma a Sorrisi risulta che ci sarà anche J-Ax, ndr)».

Se ripensa al suo debutto in tv nel 1991 con Raffaella Carrà che impressione le fa quel Max ragazzino?
«Il programma era “Ricomincio da due”. Feci una puntata, ma solo perché il mio agente di allora riuscì a infilarmi. In realtà non ero ancora pronto e la Carrà in diretta esordì così: “Ma chi è questo?”. L’inizio non è stato incoraggiante. Ero uno spaurito ragazzino di periferia che voleva fare questo mestiere. Ripensandoci mi emoziono e mi faccio tanta tenerezza, perché ci credevo solo io e non ero per niente sicuro di farcela. La mia carriera in realtà è partita 10 anni dopo con “Stracult” e “Quelli che il calcio”. In mezzo ho fatto qualsiasi cosa pur di riuscire in questo mestiere».

Qualche esempio?
«Nel 1992 avrei dovuto fare una tournée con Marcella Bella e Peppino di Capri che però venne annullata perché la prevendita andò male. Loro due non partirono, ma io ero già negli Stati Uniti con il produttore che aveva anche preso un acconto. Gli organizzatori, italoamericani, lo cercavano per farsi ridare i soldi. E non erano persone simpaticissime. Abbiamo provato a rientrare in Italia ma i voli erano tutti pieni, così abbiamo dormito ad Atlantic City. Anche qui arrivò una telefonata: “Sanno che siete lì, andatevene”. Alle tre di notte siamo scappati e ci ha ospitato una famiglia amica del produttore, a New York. Siamo rimasti lì per quattro notti e io ogni sera per sdebitarmi dell’accoglienza facevo lo spettacolino a tavola con gli zii, i nonni e i genitori. Dormivo in una poltrona letto in una sala da pranzo con il centrino sopra al televisore, la vetrinetta…».

Sembrano le scene di un film.
«E tutto questo per avere il nome su quelle enormi luminarie americane degli show, con la scritta “Max Giusti italian comedian”. Avevo 23 anni e per un ragazzo di periferia vi assicuro che era tanta roba».

Da allora qual è il consiglio di cui hai fatto più tesoro nella carriera?
«Me lo ha dato Dario Fo, con cui ci siamo trovati a fare una rassegna teatrale insieme. Mi disse: “Max stai attento alla televisione perché ti spreme, ti spreme, ti spreme e poi quando è finito il succo ti butta via”. È per questo che la televisione la frego: io mi riciclo. Mi piace fare il conduttore di quiz ma anche le parodie. Poi ho scritto un film, mi piace fare la radio, sono onnivoro nello spettacolo. Io ho ancora tanta energia e mi piacciono i progetti nuovi».

Che cosa sogna di fare?
«Vorrei fare in televisione un talk imprevedibile. Un programma con ospiti che si sentano a loro agio e con i quali io possa vivere un paio d’ore tirando fuori il meglio da loro e da me stesso».

Lei oggi a 50 anni è un uomo felice?
«Sì. E anche grato. Ma ho un rammarico: avere una vita sola. Non basta, perché sono un entusiasta e la vita io “me la magno a mozzichi”».