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Meteo: quanto sono esatte le previsioni? Intervista a Giuliacci

Siamo andati a curiosare nel centro che realizza le previsioni del tempo per i tg di Mediaset. E Giuliacci scherza: «Non giro con l’ombrello se no spargo il panico!»

Foto: Andrea Giuliacci (46 anni) controlla le previsioni in tempo reale sul suo telefonino

03 Agosto 2017 | 11:30 di Barbara Mosconi

Poco fuori Milano, in una palazzina rossa dotata di parabole «galattiche» sul tetto, si trova il centro meteo di Mediaset che porta semplicemente il nome di «Meteo.it». È qui che vengono elaborate le previsioni del tempo che compaiono ogni giorno, più volte al giorno, su Tg5, Tg4, Studio Aperto, Tgcom24, sul web, sul cellulare, alla radio. È qui che Andrea Giuliacci, meteorologo di professione e di tradizione (il papà è il famoso colonnello Mario Giuliacci), viene chiamato «il capitano».

Capitano Giuliacci, dica: ma quanto sono esatte le previsioni del tempo?
«Hanno un’ottima attendibilità fino a tre-quattro giorni. Sui due giorni siamo tra l’85% e il 90%. Se domani pioverà, lo so con certezza 9 volte su 10. L’ora precisa si azzecca a distanza di quattro-sei ore, ma a questo punto non è più una previsione».
E allora perché ogni tanto non ci azzeccate?
«Perché, per esempio, l’Italia è una realtà complessa dal punto di vista geografico. Nel mar Mediterraneo c’è solo qualche boa di rilevazione e nel Nord Africa pochissime stazioni meteo. Se cambia l’atmosfera a sud dell’Italia mancano informazioni».
Quante proteste ricevete quando sbagliate?
«Poche. Nelle grafiche indichiamo sempre “l’indice di affidabilità” delle previsioni: se diciamo che pioverà all’80% è perché ci saranno piogge sparse a macchia di leopardo. È un “indice di sincerità”».
La domanda più frequente che le fanno?
«“Come sarà il tempo nel weekend? Come sarà l’estate?” Molti mi chiedono dove e quando vado in vacanza, come se il meteorologo avesse delle informazioni nascoste che tiene per sé».
La siccità di questa estate era prevista?
«Era difficile prevedere il livello delle piogge, il problema è stata la siccità del periodo tra l’inverno e la primavera. Per questo a inizio estate il terreno, non umido, si è subLe richieste più assidue sul sito www.meteo.it da dove arrivano?
«Milano, Roma e Napoli sono le zone più richieste. Ma nel nostro sito si possono cercare le previsioni per 10 mila località, molte di più degli 8 mila comuni italiani».
L’equipaggiamento del meteorologo del terzo millennio comprende...
«Gli strumenti fondamentali sono il cellulare pieno di app specifiche e il computer. Io evito sempre di uscire con l’ombrello perché altrimenti spargo il panico, piuttosto indosso l’impermeabile».
Lei è meteoropatico?
«No, ma una certa dose di meteoropatia aiuterebbe».
Il consiglio di suo papà, il colonnello Giuliacci?
«Il meteorologo è come il vino, migliora invecchiando: l’esperienza aiuta a riconoscere certi fenomeni».