Michele Marchesi, il campione di “Caduta libera”: «Temevo di fare brutta figura…»

Al quiz di Gerry Scotti è l’uomo dei record, delle risposte impossibili, del “sangue freddo”. E invece...

10 Novembre 2022 alle 08:02

A “Caduta libera” è l’uomo dei record, delle risposte impossibili, del “sangue freddo”. Invece Michele Marchesi, 30 anni, specializzando in Neuropsichiatria infantile a Pavia, è un ragazzo emotivo e con tanta voglia di raccontarsi.

Michele, a oggi ha vinto un totale di 561 mila euro. Come ci si sente?
«Essere consapevoli di questa cosa è ancora molto difficile. In studio dietro di te vedi comparire una cifra talmente alta, e all’improvviso, che ti sembra di essere in un film o in un videogioco. Sono stato molto fortunato a diventare campione subito. Da quel momento la fortuna non si è arrestata».

Sa già cosa fare con tutti questi soldi?
«Quando è arrivata la prima vincita avevo detto a Gerry che volevo investirla in un percorso di psicanalisi, visto che con la mia rendita da specializzando non ci sarei mai riuscito. Poi i soldi sono aumentati e ora penso di metterli da parte per comprare casa e togliermi qualche sfizio. Intanto ho saldato le rate dell’auto e ho affittato una casa più grande a Pavia, dove vivo da solo (è single, ndr). E poi vorrei offrire una cena stellata ai miei colleghi che mi stanno salvando la vita, coprendo le mie assenze dal reparto».

Il 5 novembre 2021 è diventato campione e ha persino battuto il record di imbattibilità di 88 puntate di Nicolò Scalfi, un anno dopo. Se lo immaginava quando si è iscritto ai casting?
«Mai! La mia idea era di non fare una brutta figura e magari portare a casa qualche soldo, ai record non ci ho mai pensato. Mi sono iscritto a metà del 2020 in piena pandemia. La mia vita era fare qualche turno in ospedale e basta. Il pallino di partecipare a “Caduta” derivava dal desiderio che avevo fin da piccolo di essere parte di un quiz, dalla passione per i cruciverba e dal fatto che sono sempre stato un fan di Gerry e dei suoi programmi come “Passaparola”. Così ho mandato una mail e mi hanno chiamato per la fine del 2020. Ma non potevo partecipare perché avevo dei turni in ospedale e ho rifiutato. Pensavo che il treno fosse passato, ma dopo un anno, a settembre 2021, mi ha chiamato la produttrice che mi aveva fatto il provino e me lo ha chiesto di nuovo: ho preso delle ferie dal lavoro e da lì ho iniziato».

Che effetto le fa la tv?
«Mi rende impacciato e imbarazzato. Adesso molto meno, mi sto divertendo. Ma sudo tantissimo, parlare con Gerry le prime volte mi emozionava. Nella primissima puntata avevo una camicia e mi sono accorto che già prima che lui entrasse era madida di sudore. Sono stato tutto il tempo con le braccia strette, sono diventato campione stando in quella buffa posizione. Da quel giorno la costumista mi fa mettere sempre la giacca».

Le ha cambiato un po’ la vita questo gioco?
«Forse è presto per dirlo, ancora ci sono dentro. Adesso mi sto rendendo conto dell’impatto che ha questa partecipazione dal punto di vista del lavoro, perché a volte è difficile conciliare le due cose. E anche dal punto di vista della popolarità. Ancora non mi sono abituato a essere riconosciuto per strada e al fatto che la gente mi dica cose positive che mi emozionano tanto».

Si prepara in qualche modo prima della puntata?
«Non faccio niente, se non “La settimana enigmistica” nei ritagli di tempo. Quando non sono a “Caduta libera” sto in reparto. Il programma stesso è un allenamento perché insegna a gestire e controllare le emozioni».

Come fa a sapere quasi tutte le risposte?
«Il segreto è che non so tutto, ma come dice Gerry riesco a essere tranquillo e a provare a ragionare. E poi ho un’ottima memoria per i fatti e le curiosità che leggo».

“Caduta libera” non sta diventando un secondo lavoro?
«In termini di rientro economico forse è il primo (ride). Sono riuscito a partecipare per la disponibilità, pazienza e comprensione del mio primario e della direttrice di scuola, grazie ai quali ho ottenuto tanti giorni di ferie per poter partecipare al programma. Ora le ferie stanno finendo, ho iniziato il quarto anno di specialità, l’ultimo e decisivo, e devo capire come gestire le due cose».

Amici e familiari cosa dicono del suo successo?
«I miei genitori (papà geometra e mamma ex programmatrice, ndr) e le mie due sorelle sono molto orgogliosi. I miei amici tanto contenti. Sono fortunato perché ho sempre avuto attorno a me delle belle persone».

So che ama i classici della Disney. Altre passioni?
«Ho giocato a calcio fino agli ultimi anni di università. Amo seguire gli sport americani come il football. Amo i videogiochi. Musica: ascolto di tutto e in auto non mi muovo se non ho Spotify acceso. A cucinare non sono bravo, quindi mi arrangio con le poche cose che so fare, i surgelati e i piatti pronti, ma amo tanto mangiare, proprio come Gerry!».

Quale sogno vorrebbe realizzare?
«Diventare un medico, un neuropsichiatra capace che possa fare qualcosa di bello nella propria vita. La mia idea di realizzazione riguarda questo. Sei davvero felice solo se fai qualcosa per gli altri».

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