Home TvMichelle Hunziker e i suoi cani: «Io e Lilly viviamo in simbiosi»

Michelle Hunziker e i suoi cani: «Io e Lilly viviamo in simbiosi»

La Hunziker ci parla dei suoi due barboncini, madre e figlio: «Lei è così sensibile, se la trascuro si mangia le unghie»

Foto: Michelle e la sua barboncina Lilly

18 Luglio 2019 | 08:30 di Solange Savagnone

Finita la prima parte di vacanze a Milano Marittima, Michelle Hunziker si prepara a ripartire. Prossima destinazione: il sud della Sardegna e poi la montagna, dove andranno anche i suoi adorati barboncini: Lilly di 10 anni e il suo cucciolo Leone di 3. «Passiamo l’estate sempre assieme tranne quando andiamo dove fa troppo caldo, come in Sardegna. In spiaggia soffrono, e anche a restare in albergo. In questi casi li lasciamo a degli amici che vivono in una pineta. Però se andiamo al fresco, come in montagna, vengono sempre con noi».

Lilly e Leone amano viaggiare?
«L’importante per loro è stare con noi e per questo affrontano qualunque disagio. Sono bravissimi: in macchina non li senti e in aereo, visto che sono piccolini, viaggiano tranquilli nel trasportino senza problemi».

Li abbiamo visti con te al mare. A loro piace?
«Quando posso portarli nelle spiagge che lo consentono si divertono di brutto, si gasano, fanno il bagno, corrono».

Che carattere hanno?
«Sono intelligentissimi. Sembra che ti parlino, basta saperli interpretare. Sono due coccoloni ed essendo barboncini non perdono il pelo, sono... anallergici. Hanno un carattere meraviglioso, l’unico “difetto” è che appena suona il campanello abbaiano come matti. Con quelle loro vocine stridule che ti perforano i timpani...».

Leone è figlio di Lilly. Come mai hai deciso di farle fare i cuccioli?
«Lilly ha desiderato tanto questa maternità. Lei è arrivata dieci anni fa e fin da subito siamo entrate in simbiosi. Tanto che quando è nata mia figlia Sole lei ha avuto una gravidanza isterica e allattava il suo peluche Pecorella. Mi ha fatto tanta tenerezza. Quando sono rimasta incinta di Celeste è successa la stessa cosa. Così alla fine ho deciso di farla diventare mamma. Ho fatto una lunga ricerca per trovare un maschio più piccolo di lei, che pesa poco più di due chili. È rimasta incinta e ha avuto due cuccioli, ma uno purtroppo è morto. Leone è nato in estate grazie a un cesareo, anche se la gravidanza era a termine perché la mamma era affaticata. Pesava soltanto 60 grammi e per sopravvivere doveva arrivare a 100. Lo abbiamo messo in un’incubatrice, l’ho massaggiato per tre notti di fila dandogli il latte ogni ora con una siringhina. Poi lo pesavo per vedere se metteva su peso, lo aiutavo a fare i bisogni. E ce l’ha fatta. L’abbiamo chiamato Leone proprio per questo. Oggi pesa 1,6 chili!».

Che rapporto hanno madre e figlio?
«Sono affiatatissimi. Lilly lo protegge ancora come fosse piccolo e se fa cose che non dovrebbe lo sgrida e gli abbaia “spiegandogli” come comportarsi».

Lilly invece come è arrivata?
«Mia figlia Aurora voleva tanto un cane piccolo. Così un’estate, mentre eravamo in vacanza negli Stati Uniti, un’amica ci ha portate dall’allevatrice da cui aveva preso il suo barboncino. C’era una cucciolata e ci siamo innamorati di Lilly, che era la più grossa di tutti: è stato un colpo di fulmine».

Non hai avuto problemi a riportarla in Italia dall’America?
«No, nessuno. La quarantena la impongono in Inghilterra, non negli Stati Uniti. All’epoca Aurora era piccola e ci siamo innamorati di Lilly al primo sguardo. Ma oggi prenderei un cane dal canile. Ci sono tanti trovatelli meravigliosi che hanno bisogno di una famiglia. Anzi, faccio un appello: adottate nei canili!».

Come ti prendi cura di Lilly e Leone?
«Loro hanno una vita meravigliosa. Sono curati e mangiano solo cose che fanno bene. Certo, se fosse per loro si nutrirebbero di bistecche, ma sono vietate. La mattina mangiano l’“umido” e il pomeriggio le crocchette. Sono bravissimi in casa, vanno fuori da soli quando devono fare i loro bisogni. Poi magari quando torno a casa si emozionano e fanno pipì per la gioia...».

Non ti seguono al lavoro? Ogni tanto li abbiamo visti a “Striscia”.
«No, stanno bene nel loro ambiente, con le loro certezze. Se li porto a “Striscia”, e ogni tanto l’ho fatto, abbaiano e fanno casino».

Soffrono a stare lontani da te?
«Quando vado via lascio loro una mia maglietta così hanno sempre il mio odore vicino. Adesso da quando ho questi amici che li tengono e per loro sono come degli zii, non soffrono. Se invece li lascio a casa con le bambine e Tomaso (Trussardi, suo marito, ndr), Leone i primi giorni non mangia, poi l’istinto lo fa desistere e riprende a nutrirsi».

Hanno un passatempo preferito?
«Hanno i loro giochini ma adorano i nostri calzini: se non li troviamo, soprattutto quelli di mio marito, basta cercare nella loro cuccia...».

Le tue bimbe sono cresciute con Lilly. Lei le ha accettate subito?
«Lilly ha un carattere dolcissimo ed è molto sensibile, ma a volte somatizza. Quando è nata Sole ha iniziato a mangiarsi le unghie. Il veterinario mi ha detto che lo faceva per farsi notare. Le ho dato più attenzioni ma ogni volta che lo faceva la sgridavo. I cani vanno educati, come i bambini. Se vuole attirare l’attenzione ogni tanto lo fa ancora, ma sono capricci. Se c’è un cane che non può lamentarsi di essere poco amato è proprio Lilly!».