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Morena Zapparoli: la signora Funari cerca talenti

Si chiamerà «Abboccapiena», e andrà in onda da una trattoria. Un varietà sulle orme del leggendario Gianfranco

Foto: Gianfranco Funari e Morena Zapparoli con un quadro che ritrae il conduttore in versione Teomondo Scrofalo  - Credit: © Rino Petrosino

20 Marzo 2015 | 15:29 di Franco Bagnasco

È stata per anni accanto a un ingombrante («In senso positivo, ma lo era in tutti i sensi», dice) figura televisiva come Gianfranco Funari. Uno che il mestiere di stare davanti a una telecamera lo conosceva a menadito. E ora la vedova di Gianfranco, Morena Zapparoli, ha voglia di rimettersi davanti a una telecamera a caccia di talenti. Che ha iniziato a cercare lanciando un messaggio sul web. «Ma attenzione, non voglio fare un talent», precisa. «Il mio obiettivo è confezionare e condurre un programma che si occupi di artisti emergenti: non solo cantanti e conduttori, ma anche scrittori in cerca di visibilità, vignettisti, fotografi, attori, pittori. Senza metterli in gara, ma solo per dare loro una vetrina».

Come si chiamerà il programma?

«Vorrei chiamarlo “Abboccapiena”, citando i trascorsi di Gianfranco, perché andrà in onda non in studio ma da una trattoria dell'Oltrepò Pavese. Fra i tavoli, gli avventori. In scena, gli artisti. Ogni settimana un argomento legato al piatto che verrà servito. Con la voglia di interagire e scherzare con il pubblico, come si fa nel meta-teatro. Questo sarà una sorta di varietà vecchio stile».

Chi lo trasmetterà?

«È una produzione esterna alla quale stiamo lavorando. Della rete non posso ancora parlare, ma appena sarà il momento saprete».

Dove si mandano le richieste per partecipare?

«All'indirizzo e-mail morenafunari@voltinuovi.it. Vedo personalmente tutto, perché ci tengo. E stanno già arrivando molte belle cose. Presto incontrerò tutti per un casting dal vivo».

Aveva già condotto altri programmi?

«Da sola soltanto “La natura della salute”, su Odeon Tv. Oltre alle trasmissioni che facevo accanto a mio marito, da sua assistente. Ma mi riteneva capace, altrimenti non mi avrebbe mai fatto lavorare».

Gianfranco se n'è andato il 12 luglio 2008. Lasciando un vuoto difficilmente colmabile, immagino.

«Abbiamo convissuto dal 1999 al 2004, anno delle nostre nozze. Stavamo insieme 24 ore su 24. Quando è morto credevo di essere pronta, perché i medici negli ultimi mesi mi avevano preparato. Ma in realtà non lo ero. Tant'è che per un anno mi sono sentita completamente persa. Era uno che ti riempiva la vita, uguale a casa e in video».