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A un anno dalla scomparsa Sky ricorda Mattia Torre

Lo scrittore, sceneggiatore e regista protagonista della programmazione speciale domenica 19 luglio su Sky Cinema Uno

Foto: Mattia Torre  - Credit: © Rai

19 Luglio 2020 | 15:01 di Lorenzo Di Palma

Sarà dedicata a Mattia Torre, prematuramente scomparso esattamente un anno fa - il 19 luglio 2019 - all’età di 47 anni, la puntata speciale di 100X100 Cinema che andrà in onda domenica 19 luglio su Sky Cinema Uno.

Sky ha scelto di ricordare il geniale scrittore, sceneggiatore e regista con l’intero palinsesto di Sky Cinema Uno dedicato a Mattia Torre, con in prima serata alle 20.45 lo speciale di 100X100 Cinema condotto da Francesco Castelnuovo, con i ricordi di alcuni degli amici e colleghi a lui più legati: Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Valerio Aprea e Geppi Cucciari.

Poi, nella programmazione dedicata su Sky Cinema Uno saranno presenti alcuni dei lavori più amati di Mattia Torre: si inizierà alle 12.25 con i 4 episodi della mini-serie originale Sky Dov’è Mario?, da un’idea di Corrado Guzzanti scritta con Mattia Torre, in cui Guzzanti interpreta Mario Bambea, un intellettuale di sinistra molto glamour caduto in disgrazia, che dopo un incidente d'auto presenta degli strani disturbi di personalità.

A seguire, alle 15.25 andranno in onda gli 8 episodi della serie La linea verticale, basata sull’omonimo romanzo scritto da Mattia Torre e interpretata da Valerio Mastandrea. Alle 19 si vedrà l’ultimo lavoro di Mattia Torre, Figli, concluso dopo la sua morte e nato proprio da un monologo che lo stesso Torre aveva scritto per l'amico Valerio Mastandrea, protagonista del film insieme a Paola Cortellesi.

A chiudere la serata alle 21.45 - dopo lo speciale di 100X100 Cinema - Boris - Il film, lungometraggio realizzato dopo le tre stagioni dell’omonima serie tv, la più famosa scritta da Mattia, che per l’occasione torna tutta disponibile on demand su Sky e Now Tv.

«Mattia era tutto ciò che scriveva, diventava tutto ciò di cui si occupava, perché era curioso, entrava dentro le cose, guardava le stesse cose che tutti noi vediamo da un punto di vista nuovo», così Geppi Cucciari ricorda il suo amico e collega.