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Alberto Brandi racconta come saranno i Mondiali in Russia

«Siamo già pronti per la sfida». Parla il direttore dello sport di Mediaset a proposito dei primi Mondiali non trasmessi dalla Rai: «Avremo uno studio sulla Piazza Rossa, una rete dedicata e tante star»

10 Maggio 2018 | 14:27 di Matteo Valsecchi

Il conto alla rovescia è iniziato. Manca poco più di un mese al 14 giugno. Quando, alle 17 italiane, la Russia padrona di casa e l’Arabia Saudita scenderanno in campo per la partita inaugurale della 21ª edizione dei Campionati Mondiali di calcio. È vero, l’Italia non ci sarà (siamo stati eliminati ai play off dalla Svezia), ma questo resta il più grande evento sportivo al mondo. A trasmettere in chiaro tutte le 64 gare per la prima volta sarà Mediaset: la rete di riferimento sarà Canale 5, che avrà le partite più importanti (compreso il match d’apertura). Poi saranno coinvolte Italia 1, il neonato Canale 20 e Mediaset Extra. Ne parliamo con Alberto Brandi, direttore dello sport di Mediaset.

• Il calendario delle partite dei Mondiali di Russia 2018 in tv

Come vi state preparando a questa sfida?
«È stato un percorso tortuoso, perché non abbiamo mai fatto una cosa del genere. Per noi seguire un Mondiale è come passare dal correre i 100 metri a fare i 10.000 metri. Ma dopo quattro mesi di “allenamento”, direi che siamo pronti».

In quanti partirete per la Russia?
«La spedizione comprende circa 70 persone. D’altronde a Mosca avremo due studi: uno che si affaccia sulla Piazza Rossa, l’altro invece si troverà all’interno dell’International Broadcasting Centre».

E per quanto riguarda la programmazione?
«Mediaset Extra avrà un palinsesto interamente dedicato al torneo: le trasmissioni inizieranno alle 8 del mattino e proseguiranno fino a tarda sera. Naturalmente avremo tutti i commenti pre e post partita, e poi ci sarà una parte più legata all’intrattenimento su Canale 5».

Chi ci racconterà questo Mondiale?
«Partiamo dal nostro tridente di telecronisti: Sandro Piccinini, Pierluigi Pardo e Max Callegari, che saranno affiancati da alcuni commentatori storici di Mediaset come Giovanni Galli, Ciro Ferrara e Paolo Rossi. Poi caleremo qualche nuovo asso, ma per ora i nomi sono top secret. Infine ci sarà la Gialappa’s Band, che commenterà le partite di prima serata su Mediaset Extra e in simultanea su Radio 105».

Parlando di calcio giocato, che torneo vedremo?
«Tutti si aspettano grandi cose da campioni come Messi, Neymar o Ronaldo, io invece credo che il collettivo sarà più decisivo dei singoli. Per questo dico Spagna come favorita».

Lei è stato un telecronista in prima linea: sia sincero, le manca respirare un po’ l’odore del campo?
«Adesso respiro l’odore della scrivania (ride). Fare il telecronista è stato un bel capitolo, ma quello che faccio oggi mi regala altrettante soddisfazioni».

Lei è anche papà: ha tre figlie, tutte e tre pallavoliste.  
«Confermo, a casa il calcio non entra mai. Si parla solo di schiacciate o di battute. In realtà devo dire che la pallavolo mi piace molto. E, in famiglia, il calcio non mi manca per niente».