Home TvNews e AnticipazioniAlessandro Barbero e «a.C.d.C.»: «Lucrezia Borgia cattiva? È solo una fake news!»

19 Aprile 2018 | 14:43

Alessandro Barbero e «a.C.d.C.»: «Lucrezia Borgia cattiva? È solo una fake news!»

Il conduttore di a.C.d.C. (nonché collaboratore storico di Piero Angela) ci racconta alcune «false notizie» dell’antichità. «Si parla tanto delle “bufale” che girano in Rete. Col mio programma ho dimostrato che esistono da secoli» dice il «prof» di Rai Storia

 di Elisa Umbro

Alessandro Barbero e «a.C.d.C.»: «Lucrezia Borgia cattiva? È solo una fake news!»

Il conduttore di a.C.d.C. (nonché collaboratore storico di Piero Angela) ci racconta alcune «false notizie» dell’antichità. «Si parla tanto delle “bufale” che girano in Rete. Col mio programma ho dimostrato che esistono da secoli» dice il «prof» di Rai Storia

Foto: Alessandro Barbero: è docente di Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale

19 Aprile 2018 | 14:43 di Elisa Umbro

Per gli appassionati di storia è a suo modo una star. Professore universitario, scrittore di saggi e romanzi storici, Alessandro Barbero oltre a far parte del comitato scientifico di Rai Storia, conduce la trasmissione più vista della rete, «a.C.d.C.», in onda ogni giovedì alle 21.10. «Se tanti mi ringraziano per avergli fatto amare la storia il merito è tutto di Piero Angela» racconta.

Piero Angela?
«Anni fa stava preparando una puntata di “Superquark” su Carlo Magno e mi chiese una consulenza che, dopo il primo incontro, si trasformò nella rubrica “Dietro le quinte della Storia”. Unica condizione posta dagli autori: vestirmi più elegante. Forse avevo uno stile troppo casual...».

È più facile essere professore andando in tv o andare in tv da professore?
«La seconda! In questo momento in Italia i professori sono poco stimati, ma ecco che compaiono in tv, a parlare della propria materia di studio, e subito essere docenti diventa lo status più prestigioso: perché siamo fra i pochi a sapere di cosa parliamo».

Sa di avere una comunità di fan molto attiva sui social?
«Sì, lo so, come il gruppo Facebook “Le invasioni barberiche” (ride). E pensare che quando ho iniziato non immaginavo di parlare a persone reali: poi però mi sono accorto che l’affetto di uno studente universitario è lo stesso che prova il pubblico televisivo ed è molto bello, perché significa che quello che faccio serve davvero a qualcosa».

A chi pensa che sia inutile studiare la Storia cosa risponde?
«La Storia è il catalogo di tutte le cose successe prima di noi e conoscerle dà profondità al nostro sguardo, così come ci fa capire perché certi eventi si sono verificati solo nel passato mentre altri continuano a ripetersi».

Come storico spesso smaschera le «fake news» («notizie false») della Storia: la più clamorosa, secondo lei?
«Di certo l’idea del Medioevo come di un’epoca di sola ignoranza e barbarie (ma nei box a lato Barbero ce ne racconta altre sei, ndr)».

Come si può riconoscerle?
«È necessario avere spirito critico e imparare a valutare bene le fonti, cercando di ricostruire cos’è successo».