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Carlo Lucarelli torna con Profondo Nero

Dal Mostro di Firenze a Wilma Montesi, la seconda stagione di Profondo Nero su Crime+Investigation racconta 5 casi della cronaca nera italiana

Foto: Carlo Lucarelli  - Credit: © Ufficio Stampa

13 Giugno 2016 | 16:00 di Manuela Puglisi

A partire da martedì 14 giugno alle 22.55 torna su Crime+Investigation Carlo Lucarelli con la seconda stagione di Profondo Nero. Lo scrittore si inoltrerà ancora una volta negli aspetti più bui e profondi della cronaca nera italiana, per raccontare ai telespettatori i delitti che più hanno segnato il nostro paese.

Profondo Nero racconta entrambi i lati del delitto: la storia di chi ne è stato vittima, ma anche le pulsioni che hanno spinto i carnefici. Dal Mostro di Firenze a Wilma Montesi, ecco chi saranno i protagonisti di queste cinque nuove puntate.

Il Mostro di Firenze

Uno dei fatti di cronaca nera più sconvolgenti della nostra storia, tra il 1968 e il 1985 il Mostro di Firenze ha letteralmente terrorizzato le giovani coppie della provincia fiorentina. Otto duplici omicidi che hanno sorpreso gli innamorati nei loro momenti di intimità, per la prima volta in italia si fanno strada tra i titoli dei giornali due parole: serial killer. Colpevoli degli omicidi secondo la procura di Firenze sono i “compagni di merende” Pacciani, Vanni e Lotti, ma il sospetto che fossero solo degli esecutori rimane tutt’oggi nell’aria.

Wilma Montesi

Sulla spiaggia di Torvaianica viene trovato il corpo senza vita di Wilma Montesi, è l’11 aprile del 1953 e si pensa inizialmente che sia stata vittima di un malore. Molto presto però la scomparsa della ragazza, aspirante attrice, si trasforma da incidente a caso mediatico: il “caso Montesi”. Emergono pian piano possibili retroscena da vero film noir.

Ermanno Lavorini

Ermanno Lavorini viene trovato senza vita alla tenera età di 12 anni, il 31 gennaio del 1969, a Vecchiano, in provincia di Pisa. Colpevole di uno dei casi che più hanno fatto scalpore nel secondo dopoguerra è stato dichiarato Adolfo Meciani, in seguito suicidatosi in carcere. Dopo la sentenza della Cassazione, però, emergerà una verità tutta diversa.

Rina Fort

È il 29 novembre del 1946 e a Milano una madre e i suoi tre bambini vengono trovati massacrati. I primi sospetti ricadono immediatamente su Rina Fort, amante del marito e padre delle vittime, immediatamente soprannominata “la belva di via San Gregorio” (dove si è consumato il delitto). La donna viene condannata all’ergastolo, ma si scoprirà molto più avanti che non ha agito da sola.

Franca Viola

Rapita a 17 anni, sul finire del 1965, Franca Viola è considerata la ragazza più bella di tutta Alcamo, un paese siciliano in provincia di Trapani. Dopo sei giorni di prigionia e violenze, secondo la tradizione del tempo, avrebbe dovuto sposare il proprio rapitore per avere salvo il proprio onore e quello della propria famiglia. La sua reazione, però, non è per nulla tradizionale e Franca diventa la prima donna a rifiutare il matrimonio riparatore.