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Claudio Bisio e Frank Matano parlano di «The Comedians», su TV8

La nuova serie comedy è composta da dieci episodi che andranno in onda in cinque serate a partire da mercoledì 15 novembre

27 Ottobre 2017 | 11:10 di Giulia Ausani

Cosa succede se due comici nonché amici si ritrovano costretti a lavorare insieme allo stesso programma televisivo quando invece speravano di avere un “one-man show” tutto per loro? Lo scopriremo in «The Comedians», nuova serie comedy in onda su TV8 dal 15 novembre, con protagonisti Claudio Bisio e Frank Matano.

La serie - di dieci episodi in cinque serate - ci porta dietro le quinte di un fantomatico “Claudio e Frank Show”, spettacolo comico prodotto da Sky. Seguiamo così la produzione del programma in ogni sua fase fino alla messa in onda, in una struttura simile a quella del mockumentary: i protagonisti guardano spesso in camera e danno le loro opinioni al pubblico proprio come se stessero girando un documentario. Una struttura già nota all’estero, come sapranno bene i fan di serie americane quali «Parks and Recreation» e «Modern Family», ma “una novità assoluta per l’Italia”, ha spiegato Bisio.

Nel cast troviamo anche Susy Laude nel ruolo di Lucia, producer ansiosa e sotto pressione; Pietro Ragusa nei panni di Stefano, il capo autore; Maurizio Lombardi come il dottor Martini, direttore di produzione; Valentina Pegorer, alias la stagista Virginia; e infine Francesca Agostini nel ruolo di Ippolita, la figlia di Claudio. Nel cast compariranno anche diverse guest star legate al mondo Sky come Alessandro Cattelan e Carlo Cracco, Guido Meda e Fabio Caressa, ma anche Diletta Leotta e Bobo Vieri.

Un difficile adattamento

La serie è un adattamento della serie americana omonima con Billy Crystal e Josh Gad, a sua volta ripresa dalla svedese «Ulveson and Herngren». «L’adattamento italiano è stato particolare, perché nella versione americana i protagonisti non si conoscevano e quindi si odiano da subito», ha raccontato Bisio. «Mentre noi non solo siamo amici nella vita, ma le persone sono abituate a vederci insieme anche lavorativamente, come a "Italia’s Got Talent". E quindi siamo riusciti a creare un contrasto tra i due pur mantenendo l’amicizia alla base».

Il titolo e la stand-up comedy americana

Il titolo riprende quello della serie americana, senza traduzioni. «Comedians è intraducibile in italiano», ha spiegato Bisio. «Potremmo dire comici, ma è un termine che in Italia fa pensare alle ‘comiche’, alla comicità bassa. In America invece la stand-up comedy [spettacoli in cui il comico sta in piedi e si rivolge direttamente al pubblico] è considerata di livello alto».

«E sta prendendo molto piede in Italia come modo di fare comicità», ha aggiunto Matano, anche se Bisio ha precisato che a suo parere «La stand-up comedy in Italia c’è sempre stata, solo che noi parlavamo di monologhisti, comici che rivolgendosi al pubblico non interpretano nessun personaggio».

La cosa più difficile? “Interpretare noi stessi”

In «The Comedians», Claudio e Frank sono… Claudio e Frank. «La cosa più difficile è stata interpretare noi stessi», ha spiegato Matano. «Per far ridere non sei mai realmente te stesso, ma interpreti la parte esagerata di te - cosa che non funziona in una serie con momenti seri».

«La mattina - ha continuato Frank - andavamo in camerino a cambiarci, e poi i costumi di scena erano identici ai nostri. Diciamo che questo non aiutava a entrare nel personaggio [ride]». Per fortuna però «Il rapporto con la cinepresa ha aiutato, perché dover guardare in camera ti fa capire in che direzione puoi andare con la recitazione».

Va detto che i Claudio e Frank che vediamo nella serie sono diversi da come sono realmente: in «The Comedians» infatti troviamo un Frank entusiasta e spesso ingenuo, mentre Claudio è più cinico e pragmatico. «Nella realtà è il contrario», ha spiegato Matano. «Lui è brillante, io di persona sono molto timido». «Io sono un eterno bambino e lui è un adulto giovane», ha aggiunto Bisio. «Ma c’è un po’ di osmosi. Quando c’è Frank io mi sento più pirla: sono rincuorato nel dire cavolate, perché vedo che c’è sempre qualcuno messo peggio…[ridono]».