Home TvNews e Anticipazioni“Colpo di Scena”: la nuova edizione riparte da Gassman

“Colpo di Scena”: la nuova edizione riparte da Gassman

Ritorna su Rai3 la trasmissione con Pino Strabioli e Franca Valeri, che sarà dedicata a sette “grandi” ricordati dai figli

Foto: Pino Strabioli e Franca Valeri  - Credit: © Rai

18 Giugno 2016 | 23:12 di Lorenzo Di Palma

Ritornano da domenica 19 giugno, alle 20.30 su Rai3, Pino Strabioli e Franca Valeri con ?Colpo di scena?, la nuova edizione che avrà come protagonisti sette grandi nomi del cinema, del teatro e della cultura del Novecento italiano, raccontati in modo inedito dalla voce dei loro figli e ricordati di volta in volta da Franca Valeri con un editoriale speciale sul rapporto personale e professionale che ha avuto con loro.

Si comincia con Alessandro Gassman con il quale Strabioli sfoglierà l'album dei ricordi di quella che è stata anche una famiglia allargata ante-litteram: quattro figli (Paola, Vittoria, Alessandro, Jacopo) nati da quattro donne diverse, percorsi di vita che si sono confrontati con una figura di padre-mattatore che ?dentro la corazza da guerriero? ha detto il figlio Alessandro, ?nascondeva una marmotta impaurita?, un ?uomo spiritoso, intelligente, buffo?, che però ?era più a suo agio in scena che nella vita?.

Una vita che lo stesso Vittorio Gassman raccontò in un'autobiografia (?Un grande avvenire dietro le spalle?, cui farà eco ?Una grande famiglia dietro le spalle?, della figlia Paola), che rappresentò un modo per uscire da quella depressione che aveva iniziato a consumarlo vent'anni prima della sua morte. Naturale conseguenza - come dichiarò lui stesso - di una persona che si è mascherata facendo l'attore, nascondendo all'esterno debolezze e fragilità.

Intrecciate ai ricordi, le immagini ormai diventate ?cult? di Vittorio Gassman in ?Brancaleone?, che per il figlio bambino erano di fatto la stessa persona, e frammenti di quel Teatro Popolare Italiano che fu il primo ?teatro tenda? a portare classici come l'Adelchi di Manzoni in luoghi dove il teatro non era mai arrivato, dalle fabbriche alle piazze di periferia.